Ironico ma anche diretto e certamente non leggero, l’attacco di Forza Italia all’ex Primo Cittadino Enzo Bianco, che tramite il suo capogruppo in Consiglio Comunale Santi Bosco mette sul piatto le assurdità a livello gestionale e amministrativo dell’ex giunta comunale, specie per quanto riguarda la Corte dei Conti, e sbugiarda quanto ancora oggi viene vantato come risultato ottenuto negli scorsi anni: “Il collega consigliere Enzo Bianco, a conferma che quando rilascia interviste in queste settimane sembra quasi che negli ultimi cinque anni non sia stato a Catania, sorvola allegramente sulla sua ultima esperienza amministrativa, finita con la bocciatura degli elettori e dei magistrati contabili e si riaggancia invece, beffardamente, al 1999, ovvero al millennio scorso, quando le perdite delle aziende partecipate si coprivano sottoscrivendo mutui che ancora purtroppo stiamo pagando

E, prosegue Bosco: “A differenza di quanto sostiene il consigliere Bianco, in realtà, il vero “vulnus” per la città, e’ stato l’atteggiamento tenuto dalla sua amministrazione sia nei rapporti con la Corte dei Conti che con qualunque voce critica si levava per denunziare quanto stava accadendo. Il sentirsi, l’ex Sindaco e le persone di sua fiducia, al di sopra della legge, ha fatto ritenere agli stessi che non era necessario adempiere alle prescrizioni imposte dalla Corte dei Conti e in alcuni casi anche dalla legge, perché poi tanto si sarebbe trovata la soluzione con un provvedimento legislativo ad hoc. In realtà per evitare il dissesto, ammesso che questo vista la condizione di grave squilibrio fosse possibile, sarebbe bastato approvare nei termini giusti la prima rimodulazione del piano entro il 30 maggio 2017, anziché in ritardo di due giorni, e poi approvare nel mese di febbraio 2018 l’ulteriore rimodulazione in vent’anni che il consiglio scorso, invece, non ha mai preso in esame. Non averlo fatto, colpevolmente, come di fatto dice la Corte ha precluso anche le ultime residue speranze di fare ricorso a quello strumento previsto dal milleproroghe. E così, l’ex sindaco, non si fa scrupolo di derubricare a semplici “criticità” l’alterazione dei dati rilevanti per la verifica del raggiungimento degli obiettivi del patto di stabilità; la “sovrastima delle entrate”; il “ costante e continuo aggravamento della situazione debitoria”; il venir meno della “attendibilità e veridicità dei dati esposti”; gli “equilibri di bilancio solo formalmente raggiunti”; l’obbligo imposto all’ente della correzione della certificazione del patto di stabilità: tutte evidenze che hanno comportato l’obbligo di una manovra correttiva da 450 milioni di euro dei rendiconti 2014, 2105 e 2016. Invece di attardarsi, forse un pò grottescamente, a rivendicare che al tempo delle sue gestione gli stipendi venissero pagati puntualmente, ammetta il peso della sua gravissima responsabilità di avere lasciato un fondo cassa con un peggioramento di ben di 61 milioni di euro, rispetto al suo insediamento: liquidità pari a 184 milioni di euro irresponsabilmente consumata nei primi cinque mesi del 2018 e di cui ora il Comune piange le conseguenze.
Tuttavia, su questo e su altro speriamo di poterci confrontare pubblicamente con l’ex sindaco Bianco, nella seduta del consiglio comunale di martedì, convocata su richiesta del suo ex assessore Salvo Di Salvo, in modo da chiarire finalmente, documenti alla mano, tutto il sistema contabile della gestione contabile 2014-2017, che la Corte dei conti ha definito “non veritiera”.”