Il secondo Ordinario a formalizzare la sua candidatura a Magnifico Rettore è il direttore del dipartimento di Scienze Biomediche Filippo Drago. Il suo obiettivo dichiarato è amministrare in chiara continuità con il suo predecessore con il quale ha collaborato e di cui ne rivendica la successione.

Quindi, sin dalle premesse il prof. Drago è chiaro: chi ha apprezzato il metodo di gestione di Giacomo Pignataro ha già un buon 50% di motivi per votare lui. Semplice.

Il professore Drago giunge in redazione puntualissimo e si schermisce con simpatia: “Vengo nella tana del lupo”, e non siamo proprio convinti di chi abbia più pelo.

Ma il confronto è franco e l’obiettivo del giornale dichiarato: dare voce ai candidati senza pregiudizi, siamo megafono delle proposte programmatiche dei candidati.

Partiamo.

Nel suo programma il prof. Drago fa un inusitato accenno personale: “so di dover perfezionare alcuni aspetti del mio carattere…” e già in questo rivela quell’aspetto istrionico che nelle campagne elettorali conta più di quanto si pensi.

Pur predicando continuità con il suo predecessore, tanto che il programma ne è naturale ed orgogliosa prosecuzione, riprendendo in molti punti quello di quattro anni fa dello stesso Pignataro, assume alcuni impegni significativi.

Intanto proclama una certa insofferenza per il peso del carico burocratico che appesantisce l’attività dell’Ateneo, con procedure che vanno snellite.

Pensa ad un forte decentramento delle funzioni verso i dipartimenti che devono così vedere potenziati i rispettivi organici, considerando che su 1200 dipendenti tecnici-amministratvi ben 800 sono concentrati nelle strutture centrali e solo 400 divisi tra i vari dipartimenti, rapporto che va riequilibrato: per questo pensa ad una commissione paritetica docenti, studenti e personale dipendente che possa contribuire allo snellimento delle procedure amministratve.

Come va potenziata l’assistenza amministrativa in favore dei docenti e ricercatori che non devono perdere troppo tempo a riempire carte e schede, sottraendo tempo alla loro missione principale che è di produrre ricerche e studi: a tale scopo si propone l’istituzione di un nuovo delegato all’informatizzazione.

Lamenta  la scarsa attrattività  dell’Ateneo catanese, dovuta a due fattori principali: l’assenza di corsi di studio innovativi e lo scarso uso della lingua inglese, handicap che pesa anche nel caso dell’ospitalità Erasmus.

Si definisce sufficientemente coraggioso da poter attivare scelte impopolari, a partire dal superamento della logica dei finanziamenti a pioggia per la ricerca, che invece andranno ripartiti secondo due macro-crteri: la parte più consistente valuterà il merito dei singoli progetti con riguardo alla loro rilevanza internazionale, ed una parte mirerà a potenziare quei settori sinora esclusi dai circuiti di finanziamento della ricerca in senso stretto ma che presentano delle potenzialità nel campo della didattica.

Per garantire una più equa distribuzione delle risorse si propone di ripristinare la graduatoria secondo il valore assegnato dal Catalogo d’Ateneo, che già in passato, secondo il professore, avrebbe rappresentato uno strumento di sana competizione scientifica tra i docenti.

La sua lunga esperienza nel settore della ricerca lo vede fiducioso nella sua capacità di attrarre finanziamenti esterni all’Università in senso stretto, per sopperire al costante decremento delle risorse classiche, mentre potenziando la ricerca innovativa, e guarda all’università di Messina come modello,  si potrebbe catturare l’interesse di grandi investitori.

Agli studenti spera di poter offrire un miglioramento delle condizioni logstiche, ma anche un sostegno didattico.

E quindi si impegna ad ottenere dall’AMT nuovi percorsi dedicati agli student ed un miglioramento complessivo delle condizioni residenziali, con un intervento sulle strutture dell’ERSU e convenzioni specifiche, comprendendo anche la previsione di una maggiore disponibilità anche in termini di orari di apertura delle aule studio.

Dal punto di vista didattico il prof. Drago vede nel fenomeno dell’abbandono un aspetto da combattere con decisione intervenendo sui disagi degli studenti con una mirata attività di tutoraggio finalizzata a sostenere quelli meritevoli e con prospettive concrete di superamento ed al contempo potenziando strumenti suppletivi di apprendimento, soprattutto on line.

E’ favorevole al ripristino della possibilità di ripetizione degli esami al fine di migliorare il voto.

Si propone, come fatto per quella di Medicina, di istituire una Scuola di Farmacia, “allo scopo di salvaguardarne l’identità evitando la dispersione di elementi culturali e scientifici propri di un’area tradizionalmente indipendente e che con orgoglio difende la propria peculiarità accademica.”

Guardando a tutte le componenti dell’Ateneo promette il “riconoscimento e la valorizzazione del lavoro di ognuno da cui dovrà derivare la forza propulsiva di un grande Ateneo, secondo il principio che lavorare meglio è lavorare al meglio”.

Nel suo programma si legge: “Se mi darete la vostra fiducia, il mio impegno sarà di servizio, e non di potere. Non deciderò mai nel chiuso del mio studio, ma sempre e solo dopo aver condiviso pareri e opinioni con gli organi di governo universitario; non imporrò mai il mio punto di vista perché il mio ruolo dovrà essere semmai quello di creare le basi per una scelta partecipata; soprattutto, non determinerò scelte in funzione di obiettivi personali, di lobby, di famiglia, o peggio di interesse politico. A questo proposito, voglio sottolineare che non sono iscritto ad alcun partito, ma soprattutto non ho e non ho mai avuto parenti con ruoli in qualsivoglia schieramento politico.”

In bocca al lupo.

Scarica il programma elettorale del prof. Filippo Drago.