Ieri pomeriggio è stato davvero magnifico. Lo so, è strano esordire così, quest’affermazione non sembra neanche una vera e propria notizia, ma credetemi, lo è davvero. Il Flashmob in piazza Università, organizzato dal nostro collaboratore Francesco Nicosia insieme con ShamOfficine, è stato talmente coinvolgente, inclusivo ed emozionante da rappresentare davvero una meravigliosa novità positiva per la nostra città. Era da tempo che a Catania non si respirava un’atmosfera del genere, e sinceramente non vedevamo l’ora.

Personalmente chi scrive ricorda distintamente l’ultimo evento al quale aveva preso parte a piazza Università: la protesta di giorno 13 novembre 2018, organizzata a seguito del dissesto finanziario. Come inviata di Sud Press mi ero ritrovata a documentare ed intervistare una folla arrabbiata e disillusa, e l’atmosfera che si respirava era indubbiamente diametralmente opposta rispetto a quella testimoniata dalla nostra diretta di ieri pomeriggio.

Infatti le circa settecentocinquanta partecipanti all’evento dell’otto marzo sono riuscite a diffondere una gioia e una grinta senza precedenti a chiunque avessero intorno, facendo dimenticare per un istante tutti i problemi della nostra città.

Per un attimo non c’è stato dissesto, non c’è stato alcun tipo di clientelismo o di mafia, non c’è stato precariato o discriminazione. C’erano solo tante donne a tenersi per mano, c’era solidarietà ed inclusione, c’era voglia di ripartire e di emergere, sempre nel rispetto di tutti.

Onorare la figura della Donna in maniera così delicata e sensibile non era un’impresa facile, e quando si tratta di questi argomenti il rischio di una gaffè è sempre elevato, ma tutto si è svolto nella maniera migliore. La manifestazione aveva lo scopo di mostrare lo spirito gioioso e combattivo che contraddistingue noi donne, e al contempo di abbattere i dannosi stereotipi che purtroppo ci portiamo dietro quasi da sempre, del tutto ingiustamente .

“Chi dice donna dice danno”, “Se l’è cercata, guarda come era vestita, è ovvio che la violentano”, “Sei una donna, stai zitta torna a casa a stirare” e mille altri frasi razziste sono state “demolite”  e sovrastate da un’unica rabbiosa voce “Ma chi l’ha detto?!?”. Questo chiedevano ai passanti, e nel frattempo agitavano in segno di sfida i cartelloni che si portavano appesi al collo, a simboleggiare delle catene dalle quali liberarsi.

Liberazione, risveglio, orgoglio e rivincita sociale; questo era il mix di concetti che sono stati espressi dalla coreografia che è andata in scena al centro di piazza Università. La maggioranza delle donne, vestite di nero e con il fardello delle frasi sessiste al collo, sono state idealmente liberate dal ballo di una donna vestita di bianco, e si sono aiutate l’un l’altra a rialzarsi dalla condizione di oppresione. Un messagio bellissimo, espresso da una simbologia azzeccatissima ed estremamente potente.

A conclusione dell’evento le parole dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Barbara Mirabella, e quelle di numerose altre partecipanti. “Questo tipo di manifestazioni non dovrebbero rappresentare un eccezione, e dovrebbero continuare su tutto il territorio nazionale” pensa l’assessore, e per fortuna ci sono ottime probabilità che questo proposito possa venire rispettato, difatti si sta pensando di estendere questo Flashmob ad altre città italiane, in occasione dell’8 dei mesi successivi.

Noi ci auguriamo che tutto ciò possa essere realizzato, ma soprattutto che le donne possano essere universalmente rispettate come meritano ogni giorno e in ogni parte del mondo. È con queste parole che vi lasciamo alla galleria fotografica della giornata di ieri, perchè forse queste immagini di Antonio Catara sono più efficaci di mille parole.