Dopo anni di facsimili e fotocopie, fotocopie di fotocopie, fotografie e fotografie di fotografie, scarabocchi e croste di varia natura e spesso persino di origine incerta che hanno infestato, a pagamento, i luoghi più prestigiosi della città con installazioni scandalose, ecco che arriva qualcosa che è un piacere vedere. Era ora. E al di là dei gusti individuali, se ci si convince che i catanesi non sono più disposti a subire speculazioni da 4 soldi e si pone un presidio a tutela della qualità delle proposte, si potrebbe cominciare ad andare d’accordo e rendere un buon servizio a questa città che ha fame di bellezza e bisogno di alzare lo standing della propria offerta culturale e, di conseguenza, turistica.

Il sogno è vedere milanesi, tedeschi, americani, cinesi, russi e giapponesi atterrare appositamente al Fontanarossa riempendo gli alberghi catanesi per assistere a mostre ed eventi culturali ed artistici organizzati nella nostra città!

Siamo lontani, lontanissimi, ma si può fare.

Intanto se si comincia con l’impedire la roba da sagra di paese che ha umiliato il recente passato è già qualcosa ed un primo obiettivo, più facilmente raggiungibile, può essere quello di attirare quanto meno il turismo culturale regionale, coinvolgendo le scuole e gli appassionati d’arte che pure dalle nostre parte sono numerosi ed attenti.

E a questo risultato potrebbe mirare con intelligenza la mostra “Percorsi e segreti dell’Impressionismo”, in corso sino al 21 aprile a Palazzo della Cultura in via Platamone. Ben realizzato il sito web con tutte le informazioni necessarie.

Venerdì c’è stata addirittura una doppia inaugurazione.

La mattina dedicata alla presentazione alla Stampa, con installazione ancora in corso a causa del maltempo che ha ritardato la consegna di alcuni elementi d’arredo, contrattempo che non ha tolto nulla al fascino dell’evento arricchito dalla presentazione delle singole opere offerta dalla professoressa Fiorella Minervino, giornalista e storica dell’arte grande divulgatrice culturale.
Il pomeriggio con operatori del settore, galleristi, artisti, docenti: commenti tutti positivi, in alcuni casi entusiasti.
Entrambi gli appuntamenti, alla presenza attenta dell’assessore all Cultura e Grandi Eventi Barbara Mirabella, hanno riscosso importante riscontro di pubblico.
In effetti, anche per i non esperti, quelle opere catalogate lungo un percorso studiato al centimetro, restituiscono gli umori di un epoca artisticamente molto intensa, che nella seconda metà dell’800 vide alcuni artisti francesi ribellarsi alle convezioni del tempo, sperimentando tecniche nuove e rappresentando un movimento d’avanguardia destinato ad influenzare fortemente gli anni a venire.
Sono quasi 200 le opere offerte a Palazzo della Cultura che rappresentno la più completa mostra di Impressionisti mai presentata in Italia.
Capolavori di Renoir, Cézanne, Manet, Monet, Gauguin, Degas e di quasi tutti gli artisti che parteciparono alle otto mostre ufficiali dell’Impressionismo.

“Percorsi e segreti dell’Impressionismo”. La mostra, “Percorsi e segreti dell’Impressionismo”, a cura di Vincenzo Sanfo, Fiorella Minervino e con un testo in catalogo di Maïthé Vallès-Bled, è un progetto di Sicilia Musei in collaborazione con Dietro le Quinte della gallerista catanese Daniela Arionte,  Diffusione Italia International Group e con il patrocinio del Comune di Catania e la collaborazione del Musée d’Agen.

Sino al 21 aprile 2019, per la prima volta in Italia, si potranno ammirare i lavori di quasi tutti gli artisti che parteciparono alle otto mostre ufficiali dell’Impressionismo. L’esposizione farà scoprire tutte le ricerche che questi artisti portarono avanti in un’epoca di grandi sconvolgimenti, dalla pittura ad olio al pastello, dalla ceramica alla scultura, dal disegno alla grafica; sconvolgimenti che costrinsero gli impressionisti ad inventare nuove tecniche di stampa e nuovi metodi espressivi.

In mostra un ampio panorama delle tecniche usate da questi artisti che si trovarono a dover combattere con un nemico temibile, subdolo e mai affrontato in precedenza da altri: “la fotografia”, che con la sua forza prorompente cambiò la concezione della pittura.
L’impressionismo accettò inconsapevolmente la sfida della fotografia divenendo, suo malgrado, la spinta propulsiva e liberatoria dell’arte del ‘900 e dei secoli a venire.
Il progetto per la città di Catania parte dalle opere di Ingres, Delacroix, Courbet, Corot, Millet, che dal realismo alle bucoliche espressioni della scuola di Barbizon dettarono i canoni di un gusto estetico che trovò nella pittura “en plein air” la sua giusta dimensione per arrivare infine alla rivoluzione impressionista.
L’esposizione presenta in un percorso straordinariamente unico quasi 200 capolavori dell’arte con opere di Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne, Edouard Manet, Claude Monet, Paul Gauguin, Vincent Van Gogh, Edgar Degas, Camille Pissarro, Lucien Pissarro, Nadar Jeune, Félix Nadar, Gustave Courbet, Eugène Delacroix, Jean-Baptiste Camille Corot, Jean-François Millet, Gustave Doré, Jean Achille Benouville, Jean-Auguste D. Ingres, Johan Barthold Jongkind, Dr. Paul Gachet dit Van Ryssel, Henry Somm, Odilon Redon, Georges Seurat, Paul Signac, Alphonse Legros, Alfred Sisley, Vincent Vidal, Victor Vignon, Stanislas Lépine, Edouard Brandon, Giuseppe de Nittis, Berthe Morisot, Eugène Boudin, Mary Cassatt, François-Louis Français, Armand Guillaumin, Albert Lebourg, Jean-François Raffaëlli, Félix Bracquemond, Jean-Baptiste Millet, Zacharie Astruc, Jean-Louis Forain, Gaston La Touche, Marcellin Desboutin, Ludovic Piette, Ludovic Napoléon Lepic, Jean-Baptiste Léopold Levert, Emile Schuffenecker, Adolphe-Félix Cals, Pierre Bonnard, Isidore Verheyden, Constant Permeke, Henri-Maurice Cahours, Charles-Jean Agard, Marcel Emmanuel Laurent, James Northcote, Henri Biva, Philippe Hauchecorne, Edward Chappel, Jacques Gay, Erich Von Perfall, Pierre Georges Jeanniot, Firmin-Girard, Théodore Géricault, Armand Guillaumin, Henri Rouart, Henry Moret, Maxime Maufra, Roderic O’Conor, Ernest Ponthier de Chamaillard, Maurice Denis, Emile Bernard.
Una visita che impegna almeno un ora e lascia qualche turbamento per quei colori e tratti che influenzarono il pensiero artistico ma anche politico e sociale di un’epoca che ancora influenza la produzione contemporanea.
Tutte le informazioni necessarie sul sito dedicato alla mostra.