I Comuni di Castiglione e Linguaglossa hanno cercato idee con un avviso esplorativo. Ne è scaturito un piano con soluzioni altamente innovative. Investimento da più di 23 milioni di euro e prospettive occupazionali per circa 400 unità.

Il mezzo scandalo delle autorizzazioni per un prossimo spot della multinazionale Vodafone prima negate e poi finalmente concesse, dopo l’interessamento del sindaco di Catania, Salvo Pogliese, hanno riportato il vulcano Etna al centro del dibattito siciliano.

Un vero patrimonio dell’Umanità, dal 2013 con tanto di “timbro” Unesco, che però ad ora poco o nulla dà alla collettività.

Una miniera che potrebbe richiamare visitatori da tutto il mondo (come accade per il Fuji, il Kilimangiaro o il Machu Picchu, tutti attrattori turistici di forte valenza) e che invece resta di fatto inutilizzato, spesso nelle mani di una burocrazia soffocante.

Qualcosa potrebbe però cambiare nel medio periodo, perché un progetto di un certo interesse è stato ideato (ma, si sa, in Sicilia ideazione e concretizzazione sono cose diverse, ben diverse).

Si tratta dell’Etna Alcantara Mobility, un piano per un project financing su bando congiunto dei Comuni di Castiglione di Sicilia e di Linguaglossa per realizzare un sistema di collegamento integrato per l’area nord del vulcano, quella che comprende la meravigliosa zona delle grotte dell’Alcantara.

Il piano è ambiziosissimo: connessione delle due sponde del fiume appunto Alcantara, l’unione tra detto fiume e il paese di Castiglione, potenziamento delle (al momento certo poche) infrastrutture per le escursioni ai crateri. Nel progetto, anche itinerari nuovi di zecca per la valorizzazione turistica di tutta l’area orientale dell’Isola.

Un lungo percorso dalle gole dell’Alcantara fino a quota 3.350 metri sull’Etna, pensato in base alle diverse possibilità fisiche del viaggiatore, il coinvolgimento soprattutto dei moltissimi turisti in transito per Taormina e Naxos, un ponte trasparente come quelli notissimi della Cina, che già in sé rappresentano una attrazione unica.

Nel progetto vincitore del bando, un aspetto di grande interesse: la possibilità di completare il percorso fino in cima pure per i diversamente abili e i diversamente abili molto gravi, anche malati terminali desiderosi di spendere gli ultimi momenti nel Bello. Con l’ausilio di ambulanze specifiche di ultima generazione, in grado, all’occorrenza, di condurre il turista in alto senza rischi.

Il progetto prevede un investimento da 23 milioni e 250 mila euro, che produrranno inizialmente 47 posti di lavoro diretti e un indotto che potrebbe giungere anche a 400. Tre anni per completare il tutto, ma già dal primo si potranno iniziare le escursioni.

Per chi si preoccupa dell’impatto ambientale, il piano prevede l’uso prevalente di cabinovie, ma anche di pullman ibridi poco o nulla inquinanti.

Il progetto sembra infatti essere stato ideato con lo scrupolo della più completa compatibilità non solo con gli strumenti e paesaggistici dei Comuni di Castiglione e Linguaglossa, che l’hanno richiesto, ma anche con quelli della Città metropolitana e dei parchi esistenti.