Dopo una settimana dall’operazione denominata “12 Apostoli”, e l’apertura del “pozzo”di orrori e abusi, perpetrati secondo gli investigatori, ai danni di chissà quante altre bambine e ragazzine, all’interno dell’ “Associazione Cattolica Cultura ed Ambiente” di Aci Bonaccorsi, con a capo Pietro Capuana, oggi la Diocesi acese, con un comunicato fa sapere di aver istituito una commissione interna, per venire a capo di tutta la verità. Era ora

Un vero incubo quello vissuto da tante giovani, minorenni, a causa delle perversioni messe in atto da un gruppo di uomini e donne all’interno di quella che avrebbe dovuto essere un luogo rappresentativo dei valori cristiani. Ed invece mostruosità su mostruosità si sono accumulate, e sono venute fuori, nei giorni successivi all’operazione che Procura e Polizia postale hanno portato avanti allo scopo di bloccare questo ingranaggio e chi lo teneva in piedi da ben 25 anni.

Oggi, forse spinta da fatti sempre più eclatanti e terrificanti, anche la Diocesi di Acireale, con il Vescovo S. E. Mons. Antonino Raspanti, ha finalmente agito concretamente per contribuire alla scoperta di tutta la verità legata alla vicenda, malgrado l’associazione non fosse direttamente dipendente dalla Chiesa, perchè laica, ma fondata da un sacerdote, deceduto solo 2 anni fa.

Questo il comunicato che spiega le motivazioni dell’intervento:

A seguito dei nuovi, raccapriccianti dettagli appresi dai media in merito all’inchiesta sulla “Associazione Cattolica Cultura ed Ambiente” di Lavina in Aci Bonaccorsi, la Diocesi di Acireale – ribadisce che la natura dell’Associazione in questione è civile, – condanna ogni forma di ambiguità tesa a disorientare i fedeli su ciò che può essere definito religioso e ciò che invece appartiene alla sfera della perversione, – esprime ancora una volta dolore e solidarietà verso tutte le vittime, sia in quanto abusate, sia in quanto gravemente ingannate ed offese. Come previsto dal Codice di diritto canonico al can. 1399 quanti si macchiano di gravi crimini e danno occasione di scandalo incorrono in pesanti pene canoniche, quali l’esclusione dai sacramenti. Per contribuire alla verità dei fatti, il Vescovo della Diocesi, S. E. Mons. Antonino Raspanti, ha costituito una Commissione interna. Presieduta dal Vicario generale Mons. Giovanni Mammino, avrà tra l’altro il compito di raccogliere elementi utili a fare chiarezza sulla eventuale violazione del sigillo sacramentale e su tutto ciò che concerne la materia ecclesiale, morale e dottrinale dei fatti occorsi attorno all’Associazione di cui sopra, così da tutelare tutti quei fedeli che hanno subìto un torto o sono stati lesi nei propri diritti. Quanti ritengono di essere a conoscenza di elementi utili, potranno rilasciare alla Commissione la propria dichiarazione o testimonianza concordandone le modalità scrivendo ad una delle seguenti email: vicariogenerale@diocesiacireale.it – cancelliere@diocesiacireale.it. Ribadendo piena fiducia nel lavoro della Magistratura, si auspica che si possa giungere nel minor tempo possibile all’accertamento di ogni responsabilità.

Il direttore Don Marco Catalano

La speranza adesso, è che con la collaborazione e l’intervento, forse tardivo, della Chiesa, tramite ulteriori indagini si venga a capo di tutto ciò che nel corso di questi anni è stato fatto, e i colpevoli possano pagare realmente per quanto fatto.