Per troppi anni il Castello Ursino di Catania è stato vittima di operazioni assurde, con finte mostre di “fotocopie di fotocopie”, falsi e croste ridicole organizzate da gente imbarazzante che pare sia persino scappata con la cassa: tempi passati anche se non troppo, ma forse si può ancora recuperare l’enorme danno d’immagine procurato alla città e più volte denunciato da questa testata. È stata infatti finalmente inaugurata una mostra vera, con opere straordinarie risalenti al ‘600 realizzate con eccezionale maestria da artisti siciliani che lavoravano in maniera impareggiabile filati d’argento oro e corallo. È stato possibile portarla a Catania grazie alla determinazione della Soprintendente ai Beni Culturali Rosalba Panvini che, con il sostegno del presidente della Regione Nello Musumeci e del sindaco Salvo Pogliese, è riuscita a coinvolgere quelli che sono diventati i protagonisti di un’operazione di eccellenza: quello che ci vuole per fare di Catania meta di quel turismo culturale che può contribuire enormemente all’economia della città.

Castello Ursino gremito per la presentazione in anteprima di una mostra che ha lasciato ammirati tutti i partecipanti.

Aperta al pubblico da mercoledì 24 luglio, i famosi “paliotti” saranno in mostra sino al 20 ottobre 2019.

I paliotti (dal latino pallium, “velo”) sono dei pannelli decorativi che venivano posti a partire dal medioevo a rivestimento degli altari delle chiese cristiane. Hanno subito nel tempo un’importante evoluzione, sino a raggiungere livelli artistici notevoli. Di particolare pregio la scuola siciliana, con i maestri decoratori del trapanese e messinese che a partire dal ‘600 hanno interpretato la magnificenza del periodo rinascimentale e barocco con lavori di particolare raffinatezza.

Custoditi nei secoli da vari ordini religiosi, sono stati esposti in pochi esemplari e quella realizzata al Castello Ursino di Catania è una delle più complete mai esibite.

C’è riuscita, come ha raccontato durante la cerimonia, dopo 12 anni di lotte e tentativi la soprintendente Panvini, l’archeologa di fama internazionale nissena di nascita e catanese d’adozione, che nei numerosi incarichi svolti in gran parte della Sicilia si è sempre distinta per la capacità di coniugare la necessaria tutela del patrimonio artistico siciliano alla sua massima fruibilità: binomio essenziale ed irrinunciabile per incrementare quel turismo culturale capace di dare valore economico, sociale e lavorativo alle enormi risorse ereditate dal glorioso passato di questa terra.

Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco Pogliese che con l’assessore alla Cultura Barbara Mirabella ha accolto la proposta della Soprintendente Panvini di ospitare al Castello Ursino la prestigiosa mostra fortemente voluta dal presidente della regione Nello Musumeci, rappresentato alla cerimonia di inaugurazione dall’assessore alla Famiglia Antonio Scavone che ha sottolineato l’importanza anche sociale dell’iniziativa per l’innovativo coinvolgimento di giovani disabili.

Infatti la soprintendenza di Catania ha creato un team composto da giovani con varie difficoltà che sono stati adeguatamente formati e fungeranno da mediatori culturali assistendo i visitatori nel percorso della mostra. “Non può essere solo uno slogan sostenere che anche le disabilità possono essere una risorsa, bisogna dimostrarlo”, ha sostenuto la Soprintendente Panvini e osservando la professionalità dei giovani impegnati nell’impresa pare proprio ci sia riuscita.

Hanno partecipato a questa sperimentazione l’Associazione Famiglie Persone Down Catania, Labirinto a colori, Unione italiana ciechi, la Stamperia Braille, Oasi della crescita e Eredi famiglie disabili.

La Soprintendente Panvini ha anche ringraziato l’arcivescovo metropolita di Catania mons. Salvatore Gristina che è risultato determinante per coinvolgere le altre autorità ecclesiastiche che hanno concesso le inestimabili opere, 27 paliotti artigianali in argento, corallo e filato d’oro, confezionati da maestri artigiani del messinese e del trapanese tra il 1650 e il 1772.

L’assessore alla Cultura Barbara Mirabella ha segnalato come grazie a questa raffinatissima ed esclusiva esposizione il Castello Ursino di Catania si possa finalmente affermare come sede principe di eventi culturali di rilievo internazionale: in questo momento in esposizione anche il magnifico “Kouros Ritrovato” e nella corte del Castello le rappresentazioni del Teatro Stabile di Catania e spettacoli di musica.

Insomma, la piena sinergia tra attori di vario livello, Soprintendenza, governo regionale, amministrazione comunale, curia e varie associazioni ha prodotto un risultato che è già un successo: questa è la strada, c’è bisogno di cose belle realizzate con l’impegno di tutti per fare ripartire questa città.

#sipuòfare