La denuncia viene dal Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale Sebastiano Arcidiacono ed in realtà risulta platealmente violato niente meno che l’artico 1 dello statuto del Comitato per i festeggiamenti, firmato dal sindaco Bianco e dall’arcivescovo Gristina, che gestisce un budget di almeno 500 mila euro (oltre a tutto il resto). Il presidente nominato è il consulente e “delfino” di Bianco Francesco Marano che è anche vice segretario regionale del Partito Democratico, tutto fuorché “apolitico” come richiesto dallo Statuto. È più forte di loro: non riescono a fare una sola cosa per bene. Ma con Sant’Agata non si scherza…

Al solito si è svolta l’ennesima passerella di sindaco in scadenza & C., stavolta in arcivescovado.

Oggetto: il programma delle festività agatine 2018.

Al tavolo siedono l’Arcivescovo Metropolita di Catania Salvatore Gristina, il sindaco Enzo Bianco ed il presidente del “Comitato per la festa di Sant’Agata nella città di Catania” Francesco Marano, consulente del sindaco per i rapporti Istituzionali, e non solo.

Nel pomeriggio di ieri viene diffuso un comunicato del Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale di Catania Sebastiano Arcidiacono con oggetto “Festa di Sant’Agata: ”Inopportuno un esponente di partito a capo dei festeggiamenti”.

Sebastiano
Arcidiacono

Scrive Arcidiacono: “In spirito di sincera collaborazione, anzitutto come devoto di Sant’Agata e come cittadino di Catania, non posso esimermi dal segnalare l’indebita presenza di un importante dirigente di partito nella delicata funzione di presidente del comitato dei festeggiamenti.
In palese violazione dell’articolo 1 dello statuto del Comitato dei festeggiamenti agatini che richiama espressamente l’apoliticità degli organismi di rappresentanza della Festa, il sig. Francesco Marano continua ad assumere il ruolo di vertice organizzativo pur ricoprendo quello di vice segretario regionale del Pd. Nella nobile tradizione dei festeggiamenti agatini è un’interferenza senza precedenti che va rimossa, sia per evidenti ragioni formali di incompatibilità e sia per l’enorme portata della sua inopportunità…  è necessario un supplemento di riflessione sull’opportunità di fare firmare il programma dei festeggiamenti agatini a un esponente di partito, per giunta in piena campagna elettorale, dove le scelte di parte raggiungono l’apice del confronto politico. I partiti, seguendo l’insegnamento delle autorità ecclesiali, devono stare lontani dalla festa di Sant’Agata. Devono farlo sia per rispetto della sacralità dell’evento ma anche per non offuscare ai devoti l’immagine chiara e trasparente dei giorni dedicati alla Martire, che i catanesi percepiscono anche come interprete di unità e coesione della comunità etnea e che rischia, invece, di diventare elemento di ulteriore divisione politica e sociale.”

Una denuncia molto grave, l’ennesima, che rivela l’insostenibile impudenza di quanti, avendo ampiamente dimostrato tutta l’incapacità possibile nella gestione dell’amministrazione cittadina, non esita a mettere le mani persino sulla terza festa mondiale della cristianità, arrivando persino alla violazione impunita di uno statuto sottoscritto dagli stessi che lo violano.

Incredibile quanto davvero insopportabile nella sua volgarità.

Come sempre non ci sono bastate le affermazioni ricevute ed abbiamo voluto verificare direttamente dallo statuto originale, e non è stato facile perché i soliti scienziati, nella pagina istituzionale del comune di Catania, sono riusciti a non pubblicarlo inserendo, per due volte, l’atto costitutivo anche nel link destinato allo statuto.

Con qualche difficoltà abbiamo però reperito lo statuto originario e verificato che il presidente Arcidiacono ha pienamente ragione: “STATUTO DEL COMITATO PER LA FESTA DI S. AGATA NELLA CITTA’ DI CATANIA Articolo 1 – COSTITUZIONE E’ costituito il Comitato denominato “Comitato per la Festa di S. Agata nella città di Catania”. Il Comitato è apolitico e si colloca nella tradizione della devozione verso Sant’Agata, patrona della città di Catania.”

Ma davvero, inqualificabili!