Nel 2011 si registrò il record di durata dei festeggiamenti. Il busto della Santa rientrò in Cattedrale alle 12.45 circa del 6 febbraio, con largo ritardo rispetto alle previsioni. Ma di anno in anno i tempi si allungano, e durante questa edizione della festa, complice anche la pioggia incessante dal pomeriggio del 5, la processione ed il giro esterno hanno subìto ritardi, con i fuochi di piazza Cavour alle 6,15, le incertezze sulla salita di San Giuliano poi effettuata, il canto delle suore in via Crociferi intorno alle 10,00 ed il rientro del busto, del reliquiario e del fercolo in Cattedrale dopo le 11,00. E ovviamente tutto l’iter di ripresa della città rallenta a seguito della festa che sembra non volersi concludere

La grande partecipazione, che nel 2018 sembra però essersi sensibilmente ridotta rispetto agli anni precedenti, le numerose fermate per lo scarico della cera e sicuramente anche il fattore maltempo, hanno rallentato l’andamento del giro esterno del fercolo di Sant’Agata, rientrato a metà mattinata del 6 febbraio.

Accade sempre più spesso, ormai da diversi anni a questa parte, che i tempi si allunghino e non di poco, con il rientro al Duomo delle spoglie della Santa Patrona catanese non più alle prime luci del 6 febbraio, bensì in tarda mattinata, anche poco prima dell’ora di pranzo in qualche caso.

Questo comporta di conseguenza, non pochi problemi, legati a traffico, pulizia, mobilità e sicurezza, ed in generale alla ripresa della normale vita quotidiana per la città, ritardata dalla conclusione dei festeggiamenti, tra le altre cose durante un giorno lavorativo di inizio settimana.

Le strade sono ovviamente sporchissime, così come il resto della città battuta dalla processione, e da ripulirsi il prima possibile. Il problema del rischio dato dalla cera sui marciapiedi e sull’asfalto è stato in parte limitato, ma non certamente risolto, malgrado l’ordinanza comunale che vietava di camminare con le enormi candele accese.

Anche la viabilità di auto e mezzi pubblici in certe zone deve riprendere velocemente, cosa non semplicissima, data la grande mole di gente ancora per le strade ed appunto il ripristino di uno stato di sicurezza tale, da permettere il passaggio in alcuni punti.

Ed anche il giro interno della processione, che si svolge il giorno precedente la vera e propria celebrazione, è egualmente rallentato e non di poco. Sant’Agata infatti quest’anno, uscita dalla Cattedrale nella prima parte della mattinata del 4, non vi ha fatto rientro prima della tarda serata.

Sono dunque finiti i tempi della salita di San Giuliano in nottata e del canto di omaggio delle suore benedettine di clausura in via Crociferi nella penombra, prima dell’alba o al sorgere del sole. E’ sempre più una festa che inizia di fatto il 3 mattina per concludersi tre giorni dopo, quasi come se i fedeli o la città tutta non volessero rassegnarsi a “salutare” la loro Patrona.