Pierluigi Di Rosa

Al dipartimento di Farmacia dell’Università si sono concluse da qualche giorno le grandi manovre per piazzare quelli che una volta venivano definiti “professori associati” ed oggi più tristemente diventati di “seconda fascia”.

Il brindisi finale è toccato allo scienziato Luca Vanella, figlio dell’altrettanto scienziato prof. Angelo (già preside della Facoltà, presidente della Scuola Superiore nell’era Recca e recentemente andato in pensione), laureato nel 2007, divenuto “ricercatore” dopo un discusso concorso pubblico nel 2011 (pare in violazione della legge Gelmini) e adesso appena dichiarato idoneo al nuovo traguardo.

La carriera del “quasi neo-prof.” Luca Vanella è davvero da record, in linea con il suo curriculum come con la straordinaria produzione scientifica che comincia persino prima della laurea.

Dopo aver superato brillantemente le incompatibilità previste dalla Legge Gelmini per ottenere, anche qui a tempo di record, a soli 27 anni e ad appena 3 anni dalla laurea, un posto di ricercatore a tempo indeterminato nello stesso dipartimento in cui insegnavano padre e cugino, ecco rapido il secondo passaggio: la nomina a “professore di seconda fascia”, ad appena 30 anni.

Con qualche difficoltà, infatti, il Dipartimento di Scienza del Farmaco, diretto dalla professoressa Maria Giovanna Scoto, ha deliberato la designazione per “chiamata diretta” del dr. Vanella Luca.

Per poterlo fare questo dipartimento ha ritenuto di dover attendere, anche a seguito delle diffide da parte dei legali di Vanella, che venissero pubblicate le graduatorie degli idonei a tale incarico.

E qui la faccenda si complica.

Per ottenere infatti tale nomina è necessario essere inseriti nella rispettiva graduatoria nazionale degli idonei.

Quando il Dipartimento del Farmaco decise di provvedere all’integrazione del proprio corpo docente, si era agli inizi di aprile del 2014 ed era stata fissata una seduta apposita del consiglio competente per il 15 e 17 aprile 2014.

A quella data la graduatoria degli aspiranti “associati” risultava già approvata, con riferimento alle dichiarate esigenze di organico, con la designazione provvisoria per “chiamata diretta” di un posto per il settore BIO/15 con assegnazione alla dottoressa Rosaria Acquaviva, un posto per il settore INF/01 assegnato al dott. Francesco Pappalardo ed un posto per il settore CHIM/09 che sarebbe andato alla dottoressa Maria Grazia Sarpietro.

In aggiunta alle “chiamate dirette” per i settori individuati come prioritari in quanto carenti di personale docente, sarebbero dovuti andare a concorso per i settori CHIM/08 e BIO/14.

A quella data non risultava dagli atti alcuna esigenza di copertura per il settore BIO/10.

La convocazione del consiglio di dipartimento per la copertura dell’organico pare abbia scatenato un putiferio.

In data 7 aprile 2014, infatti, giunge una dura diffida indirizzata al direttore del dipartimento Scoto ed al Rettore Giacomo Pignataro da parte dei legali del dr. Luca Vanella di cui sopra.

I legali diffidano direttore e rettore dal procedere alle nomine in quanto secondo loro procedendo sarebbe stato leso il presunto diritto del dr. Vanella ad essere inserito nelle graduatorie dei “chiamati diretti” per il solo fatto che egli aveva partecipato alle selezioni di idoneità che, in realtà, non avevano, alla data del consiglio convocato, alcuna efficacia in quanto la relazione finale della commissione sarebbe stata in effetti depositato solo in data 23 maggio 2014.

Tuttavia, e non se ne comprende il pubblico interesse“, il consiglio del dipartimento decise non solo di accogliere la diffida ad attendere che il dr. Vanella maturasse il titolo attraverso la pubblicazione delle graduatorie di idoneità, ma addirittura sostituirono il settore prima ritenuto necessario da assegnare a chiamata diretta, il CHIM/09 con il settore BIO/10, quello appunto in cui ha conseguito l’idoneità Luca Vanella e ritenuto dal punto di vista organico già sufficientemente coperto.

Tra l’altro, il giudizio d’idoneità rilasciato al dr. Luca Vanella, come si legge nella relazione finale depositata solo il 23 maggio, è assegnato non all’unanimità e arriva a precisare che “Il contributo individuale ai lavori in collaborazione del Candidato e’ sufficiente a dimostrare una discreta maturità scientifica.

E’ probabile che, nell’iter di designazione definitiva che spetterà al Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo ed infine al Magnifico Rettore Pignataro, si concretizzino tutta una serie di rivendicazioni di “legittimi interessi”, stavolta certamente già maturati e non in “attesa di pubblicazione”.

C’è da attendersi infatti la reazione degli altri aspiranti all’incarico, come ad esempio la dottoressa Maria Grazia Sarpietro, titolare di idoneità nel settore CHIM/09, inizialmente indicata per la chiamata diretta e che si è vista “soffiare” l’opportunità di ottenere il ruolo di professore associato con le modalità sopra descritte e senza che sia chiaro l’interesse pubblico soddisfatto.

Nel gioco delle assegnazioni torna anche il meccanismo delle “pubblicazioni” che vede Luca Vanella prevalere spesso con una produzione che parte persino prima della laurea, ben 17, con ciò superando in quantità colleghi ben più anziani.

La commissione che ha valutato l’idoneità del dr. Luca Vanella era composta da cinque membri e si è espressa favorevolmente per il candidato a maggioranza di 4/5.

Scontato il parere del commissario catanese, il prof. Vittorio Calabrese, molto noto negli ambienti universitari etnei,

Giudizio Calabrese

 Abbastanza duro il giudizio della professoressa Maria Teresa Carri, che voterà contro l’idoneità di Vanella

Giudizio Carri

 

Anche i giudizi favorevoli degli altri tre commissari, pur giungendo alla fine a consentire il riconoscimento dell’idoneità del candidato, devono limitarsi a descrivere in maniera certamente non lusinghiera il profilo del candidato: “Il contributo individuale ai lavori in collaborazione del Candidato e’ sufficiente a dimostrare una discreta maturità scientifica.”

Resta da chiarire perché il Consiglio di Dipartimento abbia deciso di assecondare la richiesta di rinvio, arrivando con ciò a rischiare di avere danneggiato quanti alla data del 15 e 17 aprile avevano già conseguito l’idoneità per favorire chi in quella data ancora non l’aveva e se in tale condotta possano individuarsi responsabilità individuali. 

Desta inoltre forti perplessità il fatto che si sia proceduto a “chiamata diretta” scegliendo un candidato che, questo il giudizio finale testuale, presenta un profilo appena “sufficiente a dimostrare una discreta maturità scientifica.” 

Quindi, la “facoltà” di Farmacia (che risulta l’ultima in graduatoria tra le facoltà di tutta Italia) ha l’esigenza improrogabile, peraltro addirittura posticipando la scelta in attesa che il predestinato ne avesse i requisiti,  di effettuare una chiamata diretta quale professore associato di un appena trentenne con una “discreta maturità scientifica”?