Il Codacons entra ufficialmente nel caso “Datagate” che vede coinvolto Facebook e farà formalmente parte del “Tavolo tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione sulle piattaforme digitali” aperto presso l’Agcom. Lo ha deciso la stessa Autorità per le Comunicazioni, che ha inserito il Codacons quale componente fisso del Tavolo il cui obiettivo principale, come noto, è quello di promuovere l’autoregolamentazione delle piattaforme digitali e il contrasto di fenomeni di disinformazione. L’Agcom si è inoltre attivata nello specifico sullo scandalo Datagate, inviando a Facebook una richiesta di informazioni circa l’impiego di data analytics per finalità di comunicazione politica da parte di soggetti terzi.

Scrive l’Agcom nel provvedimento con cui fa entrare il Codacons all’interno del tavolo tecnico:

L’istanza di adesione presentata dal Codacons può essere accolta favorevolmente ai fini della partecipazione, in qualità di componente del tavolo, ai lavori e alle prossime riunioni che saranno convocate dalla Segreteria tecnica”.

Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons spiega che l’incessante attività del Codacons a tutela degli utenti dei social network è stata riconosciuta dall’Agcom. Come noto infatti prima la Procura di Roma e poi l’Antitrust hanno accolto gli esposti dell’associazione, unica a rappresentare gli interessi degli italiani iscritti a Fb e ad aver avviato una battaglia legale sullo scandalo Datagate, e hanno aperto entrambe un procedimento sulla vicenda per verificare eventuali illeciti a danno dei cittadini italiani.

Con l’ingresso nel tavolo aperto dall’Agcom – aggiunge Tanasi – sarà ora possibile per il Codacons difendere con maggiore incisività gli utenti italiani da truffe sui social, fake news, disinformazione e usi illeciti dei dati personali, e la prima proposta che avanzeremo all’Autorità sarà quella di combattere con ogni mezzo i gruppi su Fb che vantano centinaia di migliaia di iscritti e incitano al bullismo, all’odio e alla violenza fisica verso donne, disabili e gay.