di Simona Scandura e Valeria Nicolosi

 

Preoccupazioni all’interno di alcune segreterie politiche pare si siano registrate negli ultimi giorni.

Preoccupazioni o solo fastidi, probabilmente, ma che dopo diversi accertamenti hanno fatto montare una polemica che merita di essere raccontata chiaramente.

Nei giorni scorsi il noto quotidiano online Huffington Post del Gruppo Espresso e diretto da Lucia Annunziata ha pubblicato un articolo a firma di Valerio Tallini, avvocato e docente universitario di Diritto Pubblico, che ha espresso alcuni dubbi sulle modalità utilizzate dal viminale per la ripartizione dei seggi.

In particolare Tallini ha fatto riferimento al criterio utilizzato per il riparto dei seggi che sarebbe, erroneamente, quello delle elezioni politiche e non quello per le elezioni europee.

In base alla normativa vigente, infatti, spiega il giurista, il numero di seggi da eleggere nella singola circoscrizione è sempre indicativo e cambia in base alla percentuale di voto nelle varie regioni d’Italia.

La nostra redazione ha contattato il professor Tallini che ci ha concesso un’intervista per spiegare quello che potrebbe succedere nei prossimi mesi:

 “Per le Europee contano i voti validi espressi- afferma Tallini- ad esempio nel 2009 applicando questa legge la circoscrizione Sud ha avuto tre seggi in meno rispetto a quelli che gli spettavano, 15 invece di 18. La circoscrizione Isole 6 invece di 8. Questo avviene perché se nel Sud e nelle Isole c’è un’affluenza più bassa, ci sono un minor numero di voti validi espressi e quindi non si riesce ad eleggere il numero di candidati ipoteticamente assegnati alla singola circoscrizione. E quelle circoscrizioni dove si vota di più vanno ad assorbire questi candidati.”

In bilico in Sicilia, secondo il Professor Tallini, ci sarebbero il seggio del NCD che è stato assegnato a Giovanni La Via e il seggio assegnato al Partito Democratico di Michela Giuffrida.

 “Secondo i conti che ho fatto io- afferma  Valerio Tallini- per il NCD il seggio spetterebbe all’Italia centrale e non spetterebbe invece alla circoscrizione Italia insulare. Così come al Partito Democratico il seggio spetterebbe all’Italia centrale e non all’Italia insulare. Poi ad esempio nell’Italia centrale è stato attribuito un seggio alla Lega ma questo oggi andrebbe o al Nord Ovest o al Nord Est. NCD nella circoscrizione Isole ha un resto di 0,42 e invece nella circoscrizione Centro ha un resto di 0,49 quindi, applicando la legge che si è sempre applicata alle europee, a mio avviso il seggio dovrebbe spettare alla circoscrizione centro”.

 Continua Tallini:

“Ricordo, inoltre, che c’è una sentenza del consiglio di Stato del 2011 in cui Gargani, che fu il primo dei non eletti del PDL, fece ricorso ed il Consiglio di Stato gli diede ragione. Io presumo che in questo caso il Ministero dell’Interno abbia assegnato i seggi in base a quella sentenza. Però quella sentenza lascia da un parte forti dubbi e dall’altra comunque la legge non è stata abrogata. Per cui a mio avviso l’ufficio elettorale nazionale che è formato da magistrati non dovrebbe seguire le indicazioni fornite dal Viminale.”

La Via è stato il più votato del NCD in Italie e Michela Giuffrida ha ottenuto il maggior numero di preferenze a Catania oltre 15 mila voti non sono sufficienti?

Possibile che la bassa affluenza alle urne penalizzi così i siciliani?

Il professore Tallini risponde: “ Il calcolo non si fa riguardo alle preferenze ma ai voti validi espressi e quindi al partito nell’ambito di quella circoscrizione. Perché in base ai voti validi espressi si riesce a rifare il “resto”. Il NCD della circoscrizione Italia insulare ha un resto inferiore a quello dell’Italia centrale.”

Chi potrebbe eventualmente fare ricorso?

“Adesso la situazione è questa: bisogna vedere se l’ufficio elettorale nazionale recepirà le indicazioni del Viminale. Qualora le dovesse recepire il primo degli eletti del PD dell’Italia Centrale, il primo degli eletti del NCD dell’Italia Centrale, ma anche il primo dei non eletti di Forza Italia della circoscrizione Nord Ovest potranno fare ricorso.”

“Qualora poi l’ufficio elettorale nazionale non dovesse condividere l’impostazione del Viminale ed assegnare il seggio a questi soggetti, a loro volta saranno i candidati siciliani esclusi a poter fare ricorso”.

Secondo Tallini quindi utilizzando i criterio della legge Europea dovrebbe mutare il riparto territoriale dei seggi.

Tallini chiarisce che in ogni caso la differenza riguarda solo la distribuzione dei seggi all’interno dei singoli partiti:

“Il metodo di riparto dei seggi in ogni caso non cambia. Sia applicando un sistema che l’altro al PD comunque vanno 31 seggi. A FI 13 seggi. Ma semplicemente muta il riparto territoriale dei seggi all’interno delle diverse circoscrizioni.”

Poichè il criterio della legge delle europee fa riferimento ai voti validi espressi … la legge sembrerebbe essere chiara perché è stata applicata cosi dal 79 al 2009. Quindi ci potrebbe essere il rischio che le assegnazioni provvisorie del Viminale potrebbero non essere convalidate. E comunque anche se dovesse accadere i primi dei non eletti potranno fare ricorso”.

 Il parere giuridico del prof Tallini è stato vagliato da molti negli ultimi giorni e pare che stia montando una polemica anche tra i candidati, nessuno dei quali si lascerà sfuggire a cuor leggero una delle poltrone più ambite e remunerate.

 

 

PD

 

Untitled

 L’ARTICOLO DEL PROF, TALLINI SU HUFFIGTON POST

Gargani vince il ricorso per le europee 2009

La normativa elettorale

Sentenza CdS (Gargani)

 

 

 

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=FzrKaqVAKC4&w=560&h=315]