Ultime ore per decidere e pare che l’ex premier Berlusconi abbia definitivamente perso ogni lucidità se è vero che si avvia ad escludere la rappresentanza catanese dalle candidature per le prossime europee.

Quello che sta accadendo nel partito dell’ex premier è infatti davvero grottesco, col ruolo debordante di quel Gianfranco Miccichè determinato a dare il colpo di grazia a quello che fu il primo partito della Regione (al di là di ogni giudizio di merito, parliamo solo di numeri) depotenziando la componente catanese col tentativo di smacco al sindaco di Catania Salvo Pogliese (che non si capisce cosa ci sta a fare ancora in Forza Italia…).

Addirittura circola voce che Miccichè starebbe tentando di sostenere come “catanese”, a discapito della candidatura dell’uscente Giovanni La Via, la sua fedelissima Urania Papatheu già nota alle cronache giudiziarie come amministratrice dell’ente Fiera di Messina, vicenda che al di là degli esiti giudiziari (condannata in primo grado e assolta in appello) delinea metodi di gestione di tutto interesse.

Si tratterebbe di un grave e probabilmente definitivo oltraggio al presidente del parlamento europeo Antonio Tajani e del sindaco di Catania Salvo Pogliese che stanno invece continuando a sostenere la candidatura dell’uscente La Via che nella legislatura in corso ha anche svolto il ruolo di presidente di commissione.

Papatheu è adesso niente meno che senatrice della repubblica, con all’attivo un solo disegno di legge presentato in un anno di attività parlamentare, l’essenziale proposta per la tutela della lingua gallo-italica.

Per inciso, abbiamo potuto notare la brillante senatrice al seguito del presidente Miccichè nell’ormai famoso video di “Non è l’Arena”…

Cosa comporterà l’esclusione di una candidatura “catanese” è facile immaginarlo, in termini di preferenze con un elettorato che difficilmente accetterà imprimatur palermitani, ma non meno in termini politici con l’evidente velleità del coordinatore regionale Miccichè chiaramente intenzionato a mantenere il partito di Forza Italia una sorta di fazzoletto per lui più facile da controllare, a rischio di contribuire ulteriormente alla picchiata di consensi che lo ha portato al si dotto del 10%.

Sono lontani, molto lontani gli irripetibili (congiunturali) fasti del 61 a 0, ma evidentemente a Berlusconi nessuno vuole dire che sono passati 20 anni e che la storia ripetuta spesso diventa farsa.