Giovanissimi ed appassionati allievi del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Università di Catania, sono stati ammessi al prestigioso e severissimo concorso internazionale indetto dalla multinazionale Shell. E a Londra hanno portato il vulcanico entusiasmo dell’Etna che quando ci si mette…IL VIDEO

Quella svoltasi a maggio 2017 è stata la 33esima edizione di uno dei più celebri concorsi internazionali dedicati al mondo dell’alta efficienza energetica: lo Shell Eco Marathon.

A confrontarsi ben 192 team appartenenti a 27 paesi, tutti sottoposti ad una selezione rigorosissima.

Solo 5 gli italiani ammessi e tra questi il super team dell’Università di Catania, orgoglio del prof. Rosario Lanzafame che del progetto è stato il responsabile scientifico.

Lo scopo della gara è premiare le vetture capaci di percorrere la maggiore distanza possibile con un litro di carburante o l’equivalente di un kWh di energia.

Il team etneo, che ha partecipato nella prima categoria, è stato guidato da Antonio Gurgone, il Team Leader del gruppo, ed è composto dagli studenti Giuseppe Aleo,  Davide Giordano,  Giuseppe Faranda, Gianpaolo Ubbriaco, Simone Maria Rapisarda, Alessandro Ferlito, Marco Domenico Cardillo, Carmelo Barbagallo, Lucia L’episcopo, Graziana Zocco, Andrea Sortino, Andrea Leone,  Giuseppe Mania, Alfredo Maria Tosto e Angelo Sciacca.  I componenti provengono dai corsi di laurea di Ingegneria industriale, Ingegneria gestionale, Ingegneria meccanica, Ingegneria elettronica e Ingegneria dell’Automazione.

SUDPRESS li ha incontrati nel loro laboratorio presso il polo tecnologico di via Santa Sofia e dopo una messa a punto in diretta, ha assistito ad un giro di prova con questo prototipo che con appena un litro di combustibile riesce a superare i 220 km, utilizzando un sistema di alimentazione ibrido-serie con un powertrain full electric che ha lo scopo di eliminare completamente la componente a motore a combustione ad accensione comandata.

Aspetti tecnici destinati agli esperti, che però fanno comprendere come questi giovani ingegneri siano riusciti a realizzare un gioiellino che ha incuriosito i big del settore, anche in considerazione dell’esiguità dei fondi destinati a questa ricerca, che si è trovata a competere con concorrenti che investono risorse ingentissime in queste attività che condizioneranno il futuro del mercato dei trasporti.

Siamo rimasti davvero colpiti dal loro entusiasmo e dalla professionalità manifestata nello spiegare ogni dettaglio della loro creatura, oltre le emozioni provate nel corso della competizione.

Una bella soddisfazione per la nostra Università che deve sforzarsi nel supportare i tanti talenti che nascono nella nostra comunità, costretti troppo spesso a trovare altrove le proprie opportunità mentre potrebbero rappresentare straordinarie occasioni di arricchimento per il nostro territorio.