Da mesi si parla però di attuare precauzioni utili ad evitare questi veri e propri attentati nei confronti dei parcometri. Proprio in occasione dell’ultimo episodio verificatosi nel gennaio scorso, ci furono subito tante attestazioni di solidarietà da sindaco e consiglieri, suggerimenti ma nulla in concreto venne fatto. Oggi il presidente di Sostare Luca Blasi a Sudpress spiega che “con le telecamere sarà possibile aiutare le forze dell’ordine, ma vogliamo incentivare la realizzazione di colonnine più robuste e l’utilizzo di app, in meno di due mesi circa”. Nel frattempo però, si rischia una nuova escalation di atti vandalici e furti, che potrebbero causare, viste le modalità, anche feriti e danneggiamenti seri. Fra l’altro non si è neanche provveduto a togliere molti dei detriti sparsi sul marciapiede dopo la violenta esplosione di stamattina, con pezzi di vetro rimasti ovunque a mettere a serio rischio l’incolumità dei passanti. Roba da quarto mondo!

A questo punto forse converrebbe trovarle alla svelta le soluzioni, tra queste forse potrebbe essere quella di ritirare i soldi con maggiore frequenza, per scoraggiare coloro che pensano di trovarci chissà quale cifra. A ciò si aggiunge il fatto che non sempre le colonnine sono state sostituite dopo gli attentati, con il conseguente disagio causato agli automobilisti che devono andare a cercare un parcometro anche a distanza, sempre che si trovi.

“Ho sempre denunciato il rischio di ferimenti e danneggiamenti -prosegue Blasi- Noi possiamo cercare di agevolare carabinieri e polizia, perchè il danno economico dell’azienda passa in secondo piano rispetto alla sicurezza pubblica. Sull’esplosione della scorsa notte, bisogna ringraziare la buona sorte che nessuno si trovasse a passare, ma io temo possa accadere un ferimento prima o poi. Sul danno arrecato non abbiamo ancora i dati precisi su quanto asportato, ma di norma nelle cassettine, in questi punti e a fine giornata, ci sono cifre che non superano i 150,00 euro. E’ abbastanza strano poi che questa situazione si sia verificata in una zona non di sosta notturna, quando invece in passato è accaduto spesso in punti della città in cui le colonnine sono utilizzate anche la sera o la notte. Forse è accaduto in Corso delle Province perchè nelle zone del centro storico, i parcometri hanno avuto delle protezioni aggiuntive, perchè più a rischio. Per questo motivo mi assumo l’impegno di dotare intanto tutte le colonnine di protezione maggiore”.

Zone più e meno centrali, parcometri più o meno protetti, fatto sta che urge la necessità di maggiori controlli e precauzioni. “Abbiamo dovuto rinnovare la gara d’appalto della vigilanza, e nel capitolato c’è anche il controllo delle colonnine tramite video camere -afferma il presidente di Sostare-. Questo non impedirà l’atto vandalico in sè ma aiuterà le forze dell’ordine ad individuare i colpevoli”.

Ma allora, ci chiediamo, che senso hanno delle semplici telecamere, col rischio che anche queste vengano messe fuori uso con ulteriore spreco di denaro?

“In ogni caso, stiamo anche cercando di rinnovare i parcometri -aggiunge Blasi- in modo da utilizzarne una tipologia maggiormente robusta e rinforzata a livello di spessore metallico superiore, per evitare appunto che esplodano. E prevediamo di farlo entro un mese e mezzo. Queste soluzioni di prevenzione richiederanno all’azienda uno sforzo economico non indifferente, ma riteniamo che sia necessario compierlo per la tutela della sicurezza pubblica. Noi cercheremo di fare di tutto per aiutare a trovare i vari responsabili. Inoltre stiamo cercando di incentivare il pagamento alternativo, con un nuovo regolamento approvato di recente dall’azienda, in cui vengono aperte le porte della sosta a tutti gli operatori elettronici del settore, perchè per ora c’è il monopolio di “Easypark”. Questo è importante proprio per avvicinarsi alle grandi città europee e mondiali, con pagamenti alternativi. Per questo però ci vorrà più tempo, ma potrebbe essere una valida soluzione per disincentivare rapine e esplosioni” conclude Blasi.

Intanto il “far west Catania” continua.