L’Ente Regionale per il Diritto allo Studio ha passato anni difficili: gli alloggi non erano in numero sufficiente per coprire le richieste e quelli che venivano assegnati erano in condizioni pessime. Per non parlare di sprechi e contratti di dubbia convenienza economica. Abbiamo fatto il punto con Alessandro Cappellani, dal 2012 presidente dell’Ersu Catania

Lo abbiamo incontrato e intervistato in occasione della preparazione delle interviste di SUDLife sugli scambi culturali portati avanti dal SISM Catania.
Il professore Alessandro Cappellani, docente Ordinario della Facoltà di Medicina
di Catania e presidente dell’ERSU di Catania ci ha accolto all’interno della casa dello studente di via Oberdan. Struttura storica per l’ente, dalle cui stanze sono passati migliaia di studenti fuori sede.

“L’abbiamo ristrutturata, abbiamo riorganizzato gli spazi e abbiamo riesumato attrezzatura che era ancora imballata non so in quali magazzini”, ci racconta. “Adesso gli studenti della residenza cosiddetta Centro hanno la sala palestra e la sala svago: i tapis roulant e le panche pesi che vedete non so quanto tempo fa erano state comprate, ma non erano mai stati montati”.

I problemi di umidità al piano terra continuano ad esserci, “ma per questo dovremmo fare un intervento più importante, ci stiamo lavorando”.

“L’ente nasce per sostenere gli studenti meritevoli ma che non hanno le capacità economiche per sostenere il costo di una formazione universitaria. Insieme con il Rettore e con l’assessorato, stiamo lavorando per tornare nuovamente a livelli ottimali” prosegue Cappellani.
“L’obiettivo è quello di riuscire nuovamente a garantire le borse di studio per il 100% dei facenti richiesta e di aumentare il numero di alloggi per gli studenti sia stranieri che fuori sede e assegnatari di borsa alloggio”.

A breve si risolverà anche la questione dell’Hotel Costa che ci farà guadagnare altri 300 posti letto” ci assicura. “Ma approfitto dei vostri microfoni anche per fare un appello. Stiamo cercando ancora alloggi: chi avesse strutture da rendere disponibili in breve tempo a fitti ragionevoli e con la certificazione antisismica può farsi avanti. Noi ne abbiamo selezionate alcune a seguito di tre manifestazioni d’interesse, ma non bastano”.

Nel frattempo i posti letto ERSU disponibili in città sono circa 600 e in parte sono dedicati agli studenti Erasmus.

Nei mesi estivi, quando gli studenti dell’Ateneo sono a casa dalle proprie famiglie, le residenze diventano luogo d’accoglienza per i ragazzi che svolgono l’esperienza di scambio culturale presso l’Ateneo di Catania. Ne arrivano da tutte le parti del mondo, come vi abbiamo raccontato con la redazione di SUDlife.

“Sono tantissimi – prosegue Cappellani – ma spero che siano sempre di più gli studenti che scelgono Catania come meta, attratti dall’eccellenza formativa del nostro Ateneo”.

Sotto questo punto, forse sarebbe meglio ascoltare cosa hanno da dire gli studenti catanesi.

Studenti come Jacopo, che di questa “istituzione storica” non è contento e che – come tanti suoi coetanei – è pronto per fare le valige e partire.