In campagna elettorale si era sbilanciato nelle solite “visioni” primaverili: non è riuscito a realizzarne neanche una e quello che è stato fatto è un disastro, Tondo Gioeni docet

In campagna elettorale, a metà del 2013, riuscì, con l’ostinazione che gli è propria, a strappare l’ennesima candidatura dell’area del centrosinistra garantendo il ritorno di una “Primavera” che in effetti non c’è mai stata ed infatti è ben lontana dal tornare.

Sono passati quasi due anni dall’insediamento e pare interessante riproporre la lettura del programma elettorale sulla base del quale fu rieletto sindaco.

Il titolo era già “ambizioso”: Catania 10+, la città dei nostri figli.

E ci mette quasi tremila parole, 2.965 per l’esattezza, per mettere in fila le promesse fantasmagoriche delle quali, naturalmente, a distanza di quasi 24 mesi non c’è alcuna traccia o quasi.

L’analisi di Bianco parte dalle solite accuse a chi lo ha preceduto, e qui ci vuole poco a non sbagliare considerato che si tratta di Stancanelli, Scapagnini, Lombardo & C., dimenticando tuttavia che la maggioranza che sosterrà la sua sindacatura sarà formata per la maggior parte proprio dagli eredi di quella “nobile tradizione”.

Certo, i tempi che si da Bianco non sono proprio rapidi, fissati al 2023, quando lui di anni ne avrà 72 e, di questo passo, della città di Catania che immagina non ci saranno più nemmeno le indicazioni stradali, tra PUA e Corso Martiri realizzati per come sta facendo e Lungomare che più lo “libera” più lo sta degradando, il passo verso il disastro appare inesorabile.

Le chicche contenute in questo programma sono davvero tante e meriterebbero una puntata dedicata di Zelig.

Nel futuro “molto prossimo” di cui parla Bianco ( e sono già passati due anni) assegna alcune priorità ed annuncia che il primo atto avrebbe dovuto essere un Patto per l’Occupazione con uno Sportello Unico per le imprese e l’Osservatorio per il Credito. Appunto, come sappiamo “fare impresa” a Catania è ormai semplicissimo.

Dei “finanziamenti europei” che si dichiara capace di “attrarre” ne sono  arrivati tanti che si è deciso di buttarli a mare.  

I punti “qualificanti” del programma di Bianco indicavano “il riordino dei mercati storici e l’incentivazione dei Centri Commerciali Naturali; San Berillo invaso da splendide botteghe artigiane; edifici pubblici e privati messi in sicurezza con il 60% di agevolazioni fiscali; nuove tecnologie per la sicurezza anticrimine, il vigile di quartiere;  il Progetto SOS SMS (sic!), il Progetto Pocket Catania WiFi; un grande Festival Belliniano con Caffè Concerto e super Movida.

E ancora: la Badante di Condominio; gli Orti della Solidarietà, le scuole per gli immigrati, per l’educazione civica e per gli anziani che potrebbero così far la spesa on line e richiedere i documenti anagrafici.

E poi, il Free WiFi in tutta la città, la Casa del Volontario, i software gratuiti, le scuole aperte tutto il giorno, i Parcheggi Rosa, il Car Pooling ed il Progetto Pedibus (che sappiamo per cosa era finanziato ed in cosa è stato trasformato dalla giunta Bianco).

Fantastici poi “‘L’Acqua del Sindaco”, il Piano del Colore per gli edifici, i cassonetti scomparsi, gli spazi verdi affidati alle associazioni, la struttura per la cremazione dei defunti ed il cimitero per gli animali d’affezione, il vigile di zona.

Ed infine il Referendum Consultivo Telematico, il il Bilancio Partecipato e Pronto Anagrafe.

Forse ci siamo distratti e quindi il “programma” del sindaco di Catania Enzo Bianco lo riproponiamo integralmente. A futura memoria, anche per poter valutare se da Zelig siamo già passati a Mel Brooks..

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PROGRAMMA ELETTORALE DI ENZO BIANCO ELEZIONI 2013

Catania +10, la città dei nostri figli

Oggi la situazione di Catania è sicuramente preoccupante a causa dell’assoluta incapacità di chi l’ha amministrata in questi ultimi tredici anni. I conti del Comune segnalano una grave difficoltà finanziaria e la qualità della vita, soprattutto nelle periferie, è a livelli infimi, anche per la condizione del lavoro di una città indicata ormai come la più precaria d’Italia. Perché se è vero che la crisi è generale, noi, purtroppo, risultiamo ultimi in tutto. E non ce lo meritiamo, per la grande energia che ancora cova sotto la cenere.

Negli anni della mia sindacatura mi trovai a fronteggiare emergenze terribili come quella mafiosa – in città c’erano oltre 100 morti all’anno-, e la drammatica crisi dell’occupazione seguita al crollo dei Cavalieri del Lavoro. Eppure, sotto la mia guida, la città rifiorì e crebbe fino a diventare un esempio non solo per il resto d’Italia ma per l’EuropaUna città di cui essere orgogliosi.

È stato ricordando quella che fu definita la Primavera catanese che ottomila cittadini mi hanno chiesto di candidarmi nuovamente a sindaco. E con loro tantissimi altri nostri concittadini hanno portato a CasaCatania spunti, idee, progetti, confluiti in gran parte in questo programma, frutto dell’ascolto della Società civile, figlio dell’impegno della città. Una città umiliata che chiede a gran voce dignità, che vuole con tutte le sue forze riscattarsi, risorgere. Perché i cittadini vogliono soprattutto ritrovare l’orgoglio perduto di essere Catanesi.

Da tutte queste motivazioni nasce il Programma Catania +10, che ci indica come dovrà diventare Catania da qui al 2023. La Catania dei nostri figli.

Una città che metta al centro di tutto la dignità del Lavoro e lo Sviluppo. Che sia sicura, accogliente, vivibile, solidale, civile, giovane, dinamica, trasparente e partecipata. Una grande Città Metropolitana anello di congiunzione tra l’Europa e il Mediterraneo, una città della sapienza e dell’operosità, una città vivace, ricca di risorse e fermenti da mettere in rete per fare sistema e squadra. Una città in cui tutti vorrebbero vivere.

È questa la Catania+10, la città di un futuro molto prossimo che dobbiamo costruire tutti insieme, senza più inutili contrapposizioni, dando ciascuno il proprio contributo di idee, esperienza, energia.

Ecco dunque il programma che definisce obiettivi di medio e lungo periodo e le azioni di breve periodo coerenti con gli obiettivi.

1)     Catania città del Lavoro

La prima emergenza della città è certamente quella occupazionale. Qualcuno dice che un sindaco non può far nulla per il lavoro, perché esula dalle sue competenze “burocratiche”. Io penso che un sindaco debba essere altro. Non solo il capo dell’amministrazione locale, ma una personalità che, anche per le sue competenze e conoscenze, si muove sempre nell’interesse della propria città.

Per questo penso di promuovere come primo atto della mia sindacatura un grande Patto per il Lavoro e lo Sviluppo, firmato dalle organizzazioni delle imprese e dai sindacati, che permetta di superare la crisi attraverso buone politiche per l’occupazione, giovanile e non, che tuteli i lavoratori delle aziende in crisi, che favorisca gli investimenti e chi vuol fare impresa nella nostra città. Per questo è prevista anche la reintroduzione dello Sportello unico per le imprese, per assistenza nel risolvere ogni tipo di problema burocratico, sul modello già sperimentato di InvestiaCatania, e il ripristino dell’Osservatorio per il credito.

Per riavviare il volano dell’economia sarà nuovamente creata quella squadra di esperti in grado di attrarre finanziamenti europei, nazionali e regionali che negli anni della mia sindacatura riuscì a portare a Catania quei fondi che la fecero rinascere. E si lavorerà a una convenzione con l’Università e i settori produttivi per l’innovazione.

Riguardo al Commercio, ci occuperemo del riordino e del rilancio dei mercati storici, la  Piscaria e la Fera ‘o luni, che possono diventare anche straordinari poli d’attrazione turistica, e dei mercati rionali. Ma pensiamo anche allo sviluppo dei Centri commerciali naturali, con un’Imu minima per i piccoli esercizi.

Trasformeremo poi San Berillo vecchio in un quartiere artigiano pieno di botteghe di lavoro e di vendita. Un’area collegata con il porto per creare un percorso turistico vigilato con telecamere e forze dell’ordine. Ma pensiamo anche a un sistema di affitto agevolato degli immobili comunali per le attività artigiane, per esempio a Librino, per approfittare della Zona Franca Urbana e incentivi perché i giovani subentrino nelle botteghe dei maestri dell’artigianato tradizionale.

2)     Catania città sicura

Catania deve trasformare un grande rischio come quello sismico in una grande opportunità. L’intuizione la ebbi nel 2000, quando, da ministro dell’Interno, utilizzai per la prima volta i fondi di Protezione civile non per ricostruire, ma per attenuare il rischio sismico. Bisogna dunque utilizzare i fondi esistenti e chiederne di nuovi per mettere in sicurezza gli edifici pubblici – Prefettura, Questura, Uffici comunali, Ospedali, Scuole – ma anche privati,  con incentivazioni nell’ordine del 60%, utilizzando le tecniche sperimentate in altri Paesi. Ciò avrebbe una incredibile ricaduta anche sull’economia della città.

Lo stesso discorso vale per il rischio idrogeologico, che comprende il completamento degli allacciamenti del Canale di gronda e soprattutto la messa in sicurezza del territorio non soltanto catanese ma di quella che sarà la Città metropolitana.

Per quanto riguarda il dilagare della microcriminalità, Catania sarà sicura se avrà, come un tempo Vigili urbani e le forze di polizia che presidiano il territorio. Ma ci vorrà un impegno straordinario per accrescere la sicurezza del Comune anche attraverso nuove tecnologie.

Per esempio, con il Progetto Sos sms , ci sarà la possibilità di segnalare problemi di sicurezza con un semplice sms al numero dei Vigili urbani.

3)     Catania città accogliente

Altro cardine dell’economia catanese può essere il turismo, grazie anche alla straordinaria opportunità che ci viene dall’inserimento nella World Heritage List dell’Unesco sia del nostro barocco, sia dell’Etna. Bisogna lavorare per aumentare i collegamenti internazionali del nostro aeroporto e quelli con le compagnie low cost e far diventare il nostro Porto, che deve aprirsi alla città, diventando meno commerciale e più turistico, base di partenza e di arrivo per le crociere. Catania deve attirare il turismo congressuale e diventare il centro di soggiornodal quale si raggiungono siti turistici visitabili nel raggio di cento chilometri: innanzitutto l’Etna, ma anche Taormina, Siracusa, Caltagirone, Ragusa, Modica, Noto, Piazza Armerina.

Il rilancio del turismo passa da Musei aperti tutti i giorni, tutto il giorno, anche da affidare a cooperative e società esterne, visitabili con un biglietto unico, dalle guide e cartelli in più lingue, dai percorsi in centro storico per i turisti. E dalla realizzazione del Progetto Catania pocket wifi che porrebbe la nostra città all’avanguardia nel mondo perché consentirà ai turisti di fruire sul proprio smartphone o il proprio tablet di tutte le informazioni – in più lingue, con filmati e ricostruzioni nella filosofia della realtà aumentata – delle quali ha bisogno: da quelle sui monumenti alla possibilità di prenotare un ristorante, un hotel o uno spettacolo.

Sfrutteremo le peculiarità del nostro magnifico clima con il Progetto Catania città del mare, che prevede la destagionalizzazione dei lidi balneari, per fare della Scogliera e della Plaia i poli per la pratica del pesca-turismo in cui si punti sulla gastronomia del mare.

Lanceremo un unico, grande Festival Belliniano, con programmazione triennale che possa diventare punto di riferimento per gli amanti della musica classica e operistica di tutto il mondo.

Recuperando la magnifica esperienza della Movida e dei Caffè Concerto, Catania potrà diventare una piccola capitale della musica anche attraverso il Festival del Ba-rock, il rock nella città barocca, e la Casa del rock in cui importanti artisti, catanesi e non, terranno stage e seminari gratuiti per i giovani musicisti.

Attueremo poi il Progetto Catania città teatro, che prevede spettacoli all’aperto, anche itineranti, e corsi brevi destinati anche ai turisti di canto lirico, danza, recitazione e dell’arte dei pupi.

Lanceremo anche il Progetto Catania promuove Catania, con i grandi Catanesi invitano sul web a venire a visitare la nostra città.

4)     Catania città solidale

La filosofia sarà quella di mettere al centro le periferie: la stragrande maggioranze delle risorse andrà investita dove ce ne è maggior bisogno. Le periferie dovranno essere rivitalizzate dallo spostamento in quelle zone dello Stadio di calcio, degli uffici di polizia, dell’ospedale Vittorio Emanuele.

Ci sarà una grandissima attenzione per le aree di povertà e di disagio, con convenzioni con associazioni di volontariato per assistenza agli anziani e agli indigenti, con l’istituzione di figure nuove, come la Badante di condominio, con la creazione di orti di solidarietà e altre iniziative.

Si pensa inoltre a Scuole di italiano per immigrati con insegnanti volontari, a corsi in cui giovani volontari insegnino agli anziani a navigare sul web, a far la spesa sia nei supermercati che nei gruppi di acquisto on line, a richiedere un documento via internet, a comunicare con altri attraverso i social network.

La collaborazione con i gruppi che operano nel Terzo settore sarà di fondamentale importanza. In particolare si realizzerà una Casa del Volontariato che serva da segreteria alle associazioni e in cui impiegati comunali si faranno carico di tutte le pratiche burocratiche, accrescendo così il tempo che i volontari possono dedicare ad attività specifiche.

Soprattutto nei quartieri periferici si lavorerà in particolare all’eliminazione delle barriere architettoniche, e si promuoveranno azioni e buone pratiche per consentire ai diversamente abili di diventare membri pienamente  attivi della società.

5)      Catania città giovane

Tra le grandi risorse di Catania c’è l’Università, l’istituzione che forma i giovani, che ne incanala le intelligenze e le idee per definire un mondo nuovo e migliore. Ma per far circolare le idee occorre che la comunicazione sia facile, veloce, gratuita. Tutta la città dovrà diventare free Wi fi, ma si partirà dai luoghi dello studio, dalle sedi universitarie, dal Campusche dovrebbe nascere al posto del vecchio ospedale Vittorio Emanuele, dalle residenze universitarie che potrebbero trovar posto, nella zona del vecchio San Berillo,  sopra le botteghe artigiane.

Grazie al  free Wi fi prima il centro storico, poi l’intera Catania sarà possibile essere sempre connessi a Internet e, per esempio, pagare il parcheggio o il biglietto del bus con uno smartphone.

Catania deve diventare, con il suo ateneo, polo d’attrazione per gli studenti di diversi Paesi. E faremo nascere una partnership con Unimed, consorzio di 62 Università del Mediterraneo.

Dall’università e dai giovani bisognerà trarre idee ed energie per mutare la città, per renderla competitiva e al passo con i tempi.

Ecco dunque l’esigenza di lanciare un concorso di idee con l’ateneo per individuare le direttrici sulle quali indirizzare l’economia locale. O, per esempio, per lanciare il Progetto e-commerce per la formazione di imprenditori per la vendita di prodotti fuori dalla Sicilia o il Progetto lingue che riguarda corsi full immersion di inglese, francese, tedesco e spagnoloper la formazione di personale turistico-alberghiero. Si potranno creare anche, attraverso convenzioni con l’Università, corsi per la formazione di figure specifiche tra i dipendenti comunali per utilizzare software gratuiti invece di pagare costose licenze e corsi di base gratuiti di informatizzazione e web per i giovani.

Per i più giovani, cercheremo di tenere aperte quanto più possibile le scuole, con attività extracurriculari, e in particolare le sue palestre che, al di fuori dalle ore scolastiche, potranno essere affidate alle società sportive.

6)     Catania città dinamica

Perché Catania divenga una città dinamica è indispensabile ripensare l’intero sistema dei trasporti con un’ottica da città metropolitana, completare la rete nei tempi più rapidi  con parcheggi scambiatori e snodi, considerando che occorre garantire ai cittadini frequenza, regolarità e integrazione tra i diversi mezzi pubblici.

Bisognerà incentivare l’uso della Metropolitana e rivedere il sistema dei bus, attualmente al collasso anche perché il Brt ha finito per danneggiare, visto il ridotto numero di mezzi, gli abitanti dei quartieri periferici. Bisogna dunque puntare sulla programmazione per ottenere soluzioni innovative nel servire gli insediamenti più popolati che necessitano di mezzi di trasporto a prezzi che possono essere contenuti anche attraverso la creazione di abbonamenti modulari per la mobilità, anche metropolitana.

L’altro obiettivo è quello di decongestionare il Centro Storico ai fini di una sua migliore fruizione, anche sotto il profilo turistico, creandovi punti per l’affitto di biciclette a pedalata assistita e parcheggi riservati ai mezzi a due ruote per evitare la sosta selvaggia sui marciapiedi.

Si pensa poi alla realizzazione di Parcheggi Rosa destinati alle donne in stato di gravidanza e alle mamme con bimbi sino a un anno di età.

Poiché i momenti di maggior traffico coincidono quotidianamente con l’apertura e la chiusura delle scuole, sarà lanciata una campagna di sensibilizzazione sull’autonomia degli studenti e per l’incentivazione degli scuolabus e del car pooling scolastico (genitori che accompagnano più bimbi).

Si lancerà anche il servizio Pedibus, studiato per far raggiungere agli alunni la scuola a piedi, con accompagnatori capofila e fermate predefinite, segnalate da appositi cartelli.

7)     Catania città Civile

L’acqua rappresenta un bene comune fondamentale. Ecco perché intendiamo valorizzare dell’acqua potabile comunale, la cosiddetta “Acqua del sindaco”, attraverso costanti controlli. Procederemo poi a un aumento e alla costante manutenzione delle fontanelle di acqua potabile in varie zone della città, in centro come in periferia.

Per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti, la differenziata sarà prelevata, dove possibile, a domicilio, con la conseguente scomparsa dei cassonetti dalle strade, che saranno lavate e profumate, come avveniva un tempo, con essenze alla zagara e al gelsomino

Sarà lanciato il Progetto Catania città del sole – quella dell’Etna è l’area di maggiore insolazione del Mediterraneo – che, attraverso il reperimento fondi per  la riqualificazione energetica e per l’installazione di pannelli fotovoltaici negli edifici pubblici e privati, si propone di rendere la città ecosostenibile.

Un altro progetto riguarda l’incentivazione al recupero e al restauro dei prospetti dei palazzi mediante una defiscalizzazione pluriennale in favore dei cittadini e dei condomini che, dopo l’approvazione del Piano del Colore, sistemeranno le facciate dei palazzi in sintonia con le indicazioni.

Nella convinzione che i Catanesi siano i migliori custodi delle proprietà della città, a richiesta, spazi verdi dei vari quartieri saranno affidati ad associazioni o anche a singoli cittadini.

Tra i progetti per far diventare Catania una città più civile ci sono anche quelli di un nuovo cimitero e di una struttura che consenta la cremazione delle salme. Sarà creato anche un cimitero per gli animali d’affezione.

8)     Catania città Vivibile

La straordinaria esperienza di CasaCatania come luogo d’incontro, di socializzazione, di scambio di idee e di contatto con l’amministrazione, ci ha fatto decidere a inserire nel programma la creazione di tante CasaCatania, in particolare nei quartieri popolari. In queste strutture potrebbe risiedere un funzionario di zona sempre pronto a  risolvere problemi burocratici e amministrativi.

Per rendere vivibile la città, poi, sono emerse una serie di indicazioni di grande semplicità ed efficacia. Per esempio quella di un Vigile di zona sempre raggiungibile. Riprenderemo poi l’esperienza di affidare la sorveglianza davanti alle scuole agli anziani e sperimenteremo gli asili nido con orari più flessibili.

Istituiremo poi una Conferenza permanente dei direttori delle aziende sanitarie e ospedaliere, presieduta dal sindaco, per occuparsi di pianificazione territoriale, incrocio della domanda con l’offerta e problematica sociosanitaria.

Affideremo inoltre alle società sportive piccoli campi rionali per la promozione di varie discipline e incentiveremo la donazione di libri da parte di enti, associazioni, privati, per costituire piccole biblioteche rionali e azioni per favorire l’incontro tra anziani e bambini, nelle CasaCatania, al fine di tramandare le tradizioni popolari.

9)     Catania città trasparente e partecipata

Poiché è indispensabile che il cittadino comprenda quello che viene fatto dall’amministrazione, le delibere dovranno essere scritte non in burocratese, ma in un linguaggio comprensibile da tutti. E naturalmente dovranno essere consultabili subito nel sito web del Comune e nell’Urp

Si pensa inoltre alla possibilità di pubblicare sul sito anche le delibere in via di approvazionecon la possibilità da parte dei cittadini di esprimere il proprio gradimento.

Saranno inoltre realizzati Referendum consultivi telematici con certificazione notarile sul modello di quello di Milano.

Sarà avviata anche l’operazione Bilancio partecipato, con consultazioni anche via web che riguarderà la maniera di spendere una parte significative delle spese discrezionali.

Il Pronto Anagrafe si sposterà poi sul web e i cittadini potranno ottenere via Internet ogni tipo di documento e modulistica comunale.

Saranno poi organizzati corsi per far conoscere il funzionamento del Comune e di Educazione civica per scolari e immigrati.

Le sedute della Giunta, del Consiglio comunale e delle Commissioni consiliari permanenti saranno sempre trasmesse in streaming video.

10)  Catania città Metropolitana

Già nel prossimo autunno potrebbero essere pienamente operative in Sicilia le nuove città metropolitane previste con l’abolizione della province da parte della Regione Siciliana. E questa sarebbe una straordinaria opportunità per Catania.

capo della Città Metropolitana sarebbe infatti il sindaco della città capoluogo, mentre il consiglio sarebbe formato dai sindaci degli altri Comuni.

Questo ci consentirà di pensare finalmente a Catania con una diversa visione. Con una visione metropolitana. Ma questo significa anche riconsiderare certe scelte urbanistiche. Nel senso che, solo per fare un esempio,  il Prg che dovrà essere approvato dal prossimo Consiglio comunale di Catania, in concreto rappresenterà soltanto un piano di zona di un’area ben più ampia.

Catania tornerà ad essere la capitale del Distretto della Sicilia Sud-Orientale, la Valle dell’Etna, un comprensorio di oltre due milioni di abitanti: omogeneo culturalmente, dinamico nell’economia, in grado di competere alla pari  con gli altri distretti dell’area euro mediterranea e di resistere alle tentazioni monocentriche della Regione Siciliana.