Niente fognature, ma a Librino il sindaco Bianco consegna gli orti urbani, ricavati da terreni comunali abbandonati. Come sempre immancabile il set cinematografico

Dopo aver provato a dipingere le ringhiere arrugginite del lungomare, dopo aver temerariamente attraversato le strisce pedonali per l’inaugurazione di un semaforo e aver gettato una cartaccia nel cestino del lungomare liberato, ieri Enzo Bianco ha provato a zappare un pezzo di terra abbandonato (da chi? Dal comune?) per trasformarlo nel primo orto urbano della città di Catania. Un potenziale gesto di umiltà che si trasforma nell’ennesima soap opera di cattivo gusto con un finale sempre più triste.

Il destino dei catanesi nelle mani di chi riesce a non controllare nemmeno che un parcheggiatore delle spiagge libere sia un pregiudicato coinvolto in un’inchiesta che ha messo in ginocchio proprio un lido privato.

Oggi Bianco impara a zappare: ci riuscirà?

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