Il video
chiarisce meglio dello scritto cosa stiamo raccontando. È arrivato alla Zona Industriale, o in quel che ne resta, col suo drappello di cortigiani più o meno consapevoli che ancora gli vanno appresso, sempre pronti a tenergli bordone e annuire inebetiti durante queste patetiche pantomime sempre più macchiettistiche. Ora, che il protagonista di queste sceneggiate possa anche non rendersi del tutto conto del ridicolo, anche considerato che ormai è vicino ai settantanni, potrebbe anche essere giustificabile se lo si sapesse tranquillo a godersi le sue pensioni, un pò meno se ce lo si ritrova ancora candidato a gestire qualcosa che ha già ampiamente contribuito a distruggere in oltre 15 anni di sindacatura. Ma quello che inquieta ancor di più è proprio la perseveranza di tutte queste comparse che affollano “tavoli” sempre più sfasciati e “cabine di regia” miseramente inconcludenti: ma perché lo fanno? 

La regia di questi “eventi” è ormai collaudata nella sua noiosità: il sindaco arriva sul luogo prescelto per l’ennesima promessa, sia esso una piazza con fontana che presto non funzionerà di nuovo,  panchine spostate da un posto all’altro, pseudo parchi giochi per bambini installati in mezzo a rifiuti e spazi appena sterrati, o qualche mostra di incerta origine; si ferma qualche minuto aggirandosi inquieto; foto di gruppo con sorriso stampato e via col comunicato dell’Ufficio Stampa del comune che ancora nessuno ha capito da chi sia composto.

Sempre uguale e sempre più tracotante nella provocazione.

Perché non può essere intesa in altro modo una simile boutade inscenata in una parte della città stremata dall’abbandono criminale, in cui alle imprese che continuano a lavorarci manca persino l’acqua e le strade sono una specie di campo minato.

Così, dopo 4 anni e 10 mesi di mandato senza aver fatto nulla di nulla, ad appena 40 giorni dalle elezioni, il suo tour elettorale porta Enzo Bianco proprio nella Zona Industriale di Catania.

Il comunicato del comune farfuglia di un “Enzo Bianco che ha visitato, nella VIII strada, il cantiere (SIC!) appena aperto per il rifacimento e la messa in sicurezza e innovazione delle arterie viarie della Zona industriale previsti dal Patto per Catania con il progetto Cta Mover e un costo di un milione e 325 mila euro.
“Oggi – ha detto Bianco – è stato avviato un cantiere importantissimo: in poco più di due mesi (quindi, ovviamente dopo le elezioni! ndr) le quattro o strade più importanti (I,  VII, VIII e XIII) saranno completamente risistemate e messe in sicurezza anche dal punto di vista pedonale come è stato deciso con le parti sociali in cabina di regia (LA CABINA DI REGIA, SIC!). E voglio ringraziare le organizzazioni sindacali, il mondo dell’imprenditoria, Confindustria e Ance, perché, con la cabina, tutto è stato molto più veloce e abbiamo potuto tener fede all’impegno preso durante la visita del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni”.

“Al sopralluogo – (prosegue sempre il comunicato ufficiale, a futura memoria) – erano presenti anche l’assessore Salvo Di Salvo con il direttore delle Manutenzioni Fabio Finocchiaro, Giuseppe Piana, presidente dell’Ance, ed Ettore Spada di StMicroelectronics. Nutrita la rappresentanza dei sindacati: il segretario provinciale della Cisl Maurizio Attanasio con Saro Portale e poi Giovanni Pistorio (Fillea Cgil), Nunzio Turrisi (Filca Cisl), Nino Potenza (Feneal Uil) e Angelo Mazzeo (Ugl).

La scena che viene diffusa, (si badi, dallo stesso ufficio stampa del comune, quindi le immagini sono “di favore”!) sarebbe esilarante se non fosse tragica nei presupposti e negli effetti.

Una decina di persone, telecamere comprese, ad osservare un povero operaio comunale comandato su un piccolo escavatore traballante che fa finta di scavare non di capisce cosa e tutti sorridenti ad ascoltare le propalate di Bianco che sempre allo stesso testo sostituisce ormai solo il soggetto, per il resto è tutto uguale: una volta c’è il Museo Egizio, un’altra l’ambulatorio per Emergency, qualche impianto sportivo, qualche piazza, qualche semaforo, qualche aiuola, qualche impianto di “nebulizzazione per turisti”, etc. Tutta roba che nessuno vedrà mai!

E cita sempre gli stessi soldi dello stesso “Patto per Catania”, che ancora nessuno ha capito dove siano e che cosa ci abbiano fatto.

E pazienza, ormai, stancamente, sta finendo.

Ma è stata davvero pesante.

Cinque anni orribili di cui si dovrà parlare a lungo.