Dello scandalo nella gestione dell’Ente nazionale di previdenza dei medici e del ruolo determinante nel denunciarlo da parte del professore catanese Giansalvo Sciacchitano abbiamo ampiamente parlato.

Abbiamo anche ricordato gli strabilianti numeri gestiti dai vertici della cassa: 354.000 iscritti e 12,5 miliardi di euro di patrimonio.

Oggi riceviamo notizia che l’indagine, dopo la notifica di avvisi e la richiesta di rinvio a giudizio per i vertici dell’ente, ha avuto ulteriore impulso con l’arresto di 7 persone coinvolte a vario titolo nell’affare che coinvolge, oltre l’Enpam anche le casse dei ragionieri e commercialisti e l’Inpgi dei giornalisti.

“La Guardia di Finanza di Milano ha eseguito nella mattina del 9 maggio sette ordinanze di custodia cautelare (ai domiciliari e in carcere) nei confronti di sette persone, tra le quali i fratelli Ruggero, Aldo e Giorgio Magnoni, e il figlio di quest’ultimo, Luca, e altre tre persone, tutte coinvolte nell’inchiesta del pm di Milano Gaetano Ruta sulla Sopaf” per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, truffa, appropriazione indebita e frode fiscale.”

Per quanto riguarda il reato di truffa, sarebbero coinvolte tre casse di previdenza, quella dei ragionieri, quella dei medici (Enpam) e quella dei giornalisti (Inpgi) per un danno di 79 milioni di euro. In particolare, sarebbero 20 i milioni sarebbero stati sottratti all’istituto di previdenza dei medici. 

“Al momento, viene riferito in una nota della procura milanese, sono in corso perquisizioni presso terzi nelle case di Paolo Santarelli e Andrea Camporese, presidenti rispettivamente dell’ente previdenziale dei ragionieri e dei giornalisti. Gli enti di previdenza sono vittime della truffa”.

“La Guardia di Finanza ha sequestrato 65 immobili, la maggior parte nel centro di Milano, riconducibili agli indagati – che sono una decina in tutto oltre agli arrestati -, villette residenziali, autovetture ed ha bloccato oltre 250 rapporti bancari in varie parti d’Italia.”

 In una nota diffusa sul sito dell’Enpam, l’attuale presidente Alberto Oliveti dichiara: “La Fondazione Enpam, a doverosa tutela degli iscritti, si costituirà parte civile nel procedimento penale riguardante passati investimenti dell’ente di previdenza. Il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti ha convocato il Consiglio di amministrazione per il prossimo 23 maggio per la necessaria delibera, in coerenza con quanto dichiarato sin dal 2011. L’Enpam, in qualità di parte offesa, ha ricevuto oggi la notifica delle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura della Repubblica nei confronti dell’ex presidente dell’Enpam Eolo Parodi, del consigliere di amministrazione esperto (non medico) Maurizio Dallocchio e degli ex dirigenti Leonardo Zongoli e Roberto Roseti.

Gli investimenti risalgono a prima delle riforme del 2011 e del 2012 che hanno messo in sicurezza il patrimonio e il sistema previdenziale dell’Enpam, la cui sostenibilità è garantita su un orizzonte temporale di oltre mezzo secolo. Pertanto, qualunque sia l’esito delle indagini, non ci saranno effetti sulle pensioni attuali o future dei medici e degli odontoiatri.”

Evidentemente il presidente Oliveti dimentica che è presidente di quello stesso Consiglio di amministrazione che ha revocato il  mandato di consigliere di amministrazione al prof. Sciacchitano con la motivazione di aver preso << iniziativa di un esposto denuncia che lede l’immagine della Fondazione e provoca gravi danni non solo morali >>.

E questo atteggiamento pilatesco in realtà rischia di far proseguire lo scandalo interno all’ente di previdenza, considerato che la determinazione di estromettere Sciacchitano per aver denunciato il malaffare di fatto legittimava il comportamento di quanti oggi sono finiti sotto processo e persino agli arresti. Quindi i medici si pongono la domanda: ” Ma i gravi danni al patrimonio destinato alle pensioni dei colleghi li provoca chi denuncia in base a fondati sospetti  o chi, come i componenti del Consiglio di Amministrazione, preferisce ignorarli ?

E’ opportuno ricordare che le denunce alla magistratura da parte del professore Sciacchitano, furono presentate dopo che non gli fu data risposta a ben tre lettere con le quali si chiedevano chiarimenti e che quelle richieste di chiarimenti all’attuale presidente Oliveti ed al suo vicario Malagnino.

Nella nota dell’attuale presidenza si legge che “Gli investimenti risalgono a prima delle riforme del 2011 e del 2012″, e con ciò Il presidente Oliveti pare voglia fare intendere a chi non conosce le vicende Enpam che egli prende le distanze dalle decisioni delle precedenti amministrazioni. Occorre ricordare all’attuale presidente ed al suo vicario Malagnino che gli stessi siedono nel consiglio di amm.ne dell’Enpam rispettivamente da 18 e 14 anni.

Ricordiamo anche che la remunerazione dei vertici dell’Enpam è tra le più alte d’Europa se non delmondo, con il suo presidente che ha uno stipendio che supera i 9.750 euro mensili, da sommare, ai gettoni di presenza di 600 euro giornalieri e ad altri benefit come sei auto blu a disposizione della presidenza.

Il professore Sciacchitano, che subì pesanti ritorsioni per aver denunciato lo scandalo, nel marzo 2013 dichiarò ai microfoni di Sudpress: ““l’ENPAM ha messo in moto tutta una serie di anticorpi nei miei confronti – racconta Sciacchitano – la politica si è messa in mezzo e a Catania per dieci voti ho perso la presidenza dell’Ordine, l’MPA è scesa in campo per ostacolarmi”. 

Ora, anche grazie a quella denuncia coraggiosa e per la quale il professore catanese Sciacchitano ha pagato prezzi altissimi, gli accertamenti sulle gestioni, passate e presenti, della varie casse previdenziali si sono allargate a macchia d’olio e annunciano sviluppi clamorosi.

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A margine di altro articolo sul caso Enpam riportiamo l’intervento del professore Giuseppe Condorelli, nostro autorevole commentatore ed opinionista:

Sono solo due titoli dei tanti articoli comparsi sul Sole 24 Ore ed altri giornali nazionali. Dunque Catania ha il suo piccolo eroe, Giansalvo Sciacchitano, che, medico borghese piccolo piccolo – spero non mi citi in giudizio anche lui per questa affermazione – ha sollevato il coperchio di un pentolone grande grande nel quale si rimestavano più tipi di minestra. Tutto a danno dei professionisti contribuenti. I mestatori ? I rappresentanti dei poteri forti, dove politica, malaffare ed alta finanza si intrecciano in un’Italia che è allo sbando.

Giansalvo Sciacchitano è stato “punito” per aver detto la verità; ed è stato anche pubblicamente denigrato dall’attuale presidente dell’Ordine dei Medici in un editoriale del giornale dell’ordine e, se non ricordo male, anche in una assemblea di medici all’Hotel Nettuno. Ma, seppure faticosamente, la verità finisce con il venire a galla, non fosse altro per il peso specifico di questa verità che è inferiore a quello dell’acqua.

A questo punto il dott. Massimo Buscema, Presidente dell’Ordine, dovrebbe recitare il mea culpa e ritirare la sua, a questo punto discutibile, candidatura; farebbe veramente un bel gesto se proprio lui indicasse nel dott. Sciacchitano il suo successore.

E le Istituzioni con i suoi rappresentanti, in questo delicato momento della politica universitaria in cui può accadere tutto ed il contrario di tutto ( non diamo Maggio per spacciato; spacciato sarà probabilmente Pignataro con necessità di eleggere un nuovo rettore), farebbero bene a tenersi alla larga dall’agone elettorale.”