Giansalvo Sciacchitano, docente catanese e specialista in ginecologia, è stato membro del consiglio di amministrazione di ENPAM, la cassa di previdenza di medici e odontoiatri. Si tratta della cassa previdenziale con il patrimonio più cospicuo nell’universo delle professioni: oltre 11 miliardi di euro tra immobili e titoli.

L’ente ha 353mila iscritti, 88mila pensionati e circa 500 dipendenti, il presidente ha uno stipendio che supera i 9.750 euro, da sommare, ai gettoni di presenza di 600 euro giornalieri e ad altri benefit come sei auto blu a disposizione della presidenza.

 

Tutto è iniziato nei primi mesi del 2011 con le lamentele e le richieste di chiarimento di Sciacchitano nei confronti della cassa, dietro alle quali si celavano dubbi su operazioni finanziarie, costi di gestione, destino del patrimonio. Alle reticenze dell’Ente riguardanti le richieste insistenti del consigliere scomodo, seguì un esposto sottoscritto da cinque presidenti di altrettanti ordini locali dei medici (Bologna Catania, Ferrara, Latina e Potenza) alla Procura di Roma che porterà alle dimissione del presidente dell’ente Eolo Parodi. Oggetto del contendere è il presunto buco da circa 650 milioni investiti in derivati. Sugli investimenti ENPAM sta indagando il pool per i reati finanziari della Procura di Roma guidato dal procuratore aggiunto Nello Rossi.

La vicenda ha condizionato in maniera rilevante la vita professionale del Prof. Sciacchitano, la battaglia per l’isolamento dell’ex consigliere si è estesa, con l’aiuto della politica, anche all’interno dell’ordine dei medici di Catania: “l’ENPAM ha messo in moto tutta una serie di anticorpi nei miei confronti – racconta Sciacchitano – la politica si è messa in mezzo e a Catania per dieci voti ho perso la presidenza dell’Ordine, l’MPA è scesa in campo per ostacolarmi”.

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Giansalvo Sciacchitano, ex consigliere d’amministrazione dell’ENPAM estromesso dall’incarico per aver denunciato gli investimenti finanziari rischiosi dell’ente.