Stavolta l’ordine è perentorio: il sindaco e i revisori dei conti hanno “20 giorni improrogabili” per produrre una serie di documenti che sinora sono rimasti impunemente nei cassetti, dal reale stato di attuazione del piano di risanamento agli effettivi “debiti fuori bilancio” sino alla situazione dettagliata dei giudizi in corso contro il comune

L’ordine della Corte dei Conti, depositato il 22 marzo, è registrato in data 23 al numero 105845 del protocollo in entrata del comune di Catania.

 protocollo entrata

 

Da quel 23 marzo decorrono i 20 giorni IMPROROGABILI: quindi, volendo escludere dal computo i giorni delle feste pasquali e tutti i sabato e domenica, al massimo per il 22 di aprile l’amministrazione Bianco dovrà finalmente chiarire in maniera documentale alcuni aspetti della situazione finanziaria del comune di Catania abilmente o impunemente celati ormai da anni.

Quella che viene trasmessa al comune di Catania, indirizzata al sindaco e “rimbalzata” dal segretario/direttore generale Liotta agli uffici competenti, è l’ordinanza 75 del 15 marzo 2016Lettera direttore generale

La Corte dei Conti richiede dati di particolare interesse per l’opinione pubblica, oltre che per le autorità competenti.

Infatti, ordina la trasmissione della “relazione dell’Organo di revisione del comune di Catania relativa allo stato di attuazione del piano di riequilibrio, aggiornata alla data del 31 dicembre 2015, come previsto dall’articolo 243 quater, comma 6, del Tuel, che ha stabilito per il predetto adempimento il termine di 15 giorni successivi alla scadenza dì ciascun semestre. La predetta relazione, non ancora trasmessa a questa Sezione, – denuncia la Corte stessa -dovrà anche indicare i dati e le ulteriori valutazioni sulla situazione economico finanziaria dell’ente espressi dal collegio dei revisori.” 

E ancora, al punto 2, ordina la trasmissione di “un elenco, sottoscritto dal responsabile dei servizi finanziari, corredato dalle dichiarazioni rese dai responsabili dei singoli servizi dell’ente, contenente l’ espressa indicazione dei debiti fuori bilancio, riconosciuti e ancora da riconoscere, alla data del 31 dicembre 2015, evidenziando, per ciascun debito, le modalità di finanziamento e l’eventuale pagamento con la specificazione, in caso di dilazione in più esercizi, dell’accordo con i creditori interessati.”

Il successivo punto 3 è forse il più “intrigante”: “Una relazione, sottoscritta dal coordinatore dell’ufficio legale dell’ente, contenente l’indicazione di tutti ì giudizi pendenti a carico del comune di Catania elencando, per ciascun giudizio, l’importo originario della lite, lo stato attuale del procedimento, l’eventuale soccombenza, pur se ancora non a titolo definitivo, e, infine, l’eventuale sospensione dell’esecuzione in presenza di giudizi di impugnazione.”

In pratica, la Corte ordina che si ponga definitivamente fine allo stato di incertezza sulla mole di contenzioso che pare sfuggita al controllo del comune e di cui nessuno conosce entità e rischi connessi, mentre ogni tanto spunta qualche “transazione” milionaria magari fondata su mancate opposizioni e quant’altro di particolarmente nebuloso.

Infine, ciliegina sulla torta, la Corte ordina la trasmissione dei “dati relativi al preconsuntivo per l’esercizio 2015 riferiti allo stato delle entrate e delle spese e alla gestione finanziaria dell’ente”, mostrando chiaramente che stavolta non sarà consentito arrivare all’ultimo giorno dell’anno per approvare documenti contabili che vanno formalizzati in tempo utile.

Entro 20 giorni, salvo che la Corte smentisca se stessa, ci sarà una prima “operazione verità” sui conti del comune di Catania.

Quindi, 22 aprile: save the date.

Scarica tutta la documentazione relativa all’adunanza del 15 marzo 2016 della Corte dei Conti