A margine dell’importante convegno della Link University di Catania sulla criminalità organizzata, abbiamo chiesto al prof. Abramo, leader catanese della Comunità di Sant’Egidio, di chiarire le voci che lo vorrebbero come già designato dal presidente Crocetta quale assessore regionale al Welfare rimasto scoperto dopo le polemiche sui disabili che hanno provocato le dimissioni di Miccichè. “Ho già comunicato al presidente la mia rinuncia, non è una scelta antipolitica e sono disponibile a collaborare gratuitamente come ho sempre fatto per aiutare i più deboli.”

Molti ritenevano che per le sue competenze e sensibilità potesse essere uno dei pochi nomi giusti al posto giusto in un’amministrazione in cui, a tutti i livelli, pare non funzionare nulla.

Ma il rischio che si trasformasse nella classica foglia di fico di una inadeguatezza sempre più pericolosa è probabilmente risultato preponderante rispetto alla tentazione, peraltro molto ben remunerata, di mettere la propria esperienza ed il prestigio acquisito in anni di impegno volontaristico ai massimi livelli al servizio di un’esperienza di governo ormai, al di là dei giudizi, comunque alla sua fine naturale prevista al più tardi per il prossimo autunno.

Il curriculum di Emiliano Abramo è impressionante, classe 1980, ad appena 15 anni entra a far parte della Comunità di Sant’Egidio, una delle associazioni più autorevoli nel campo del terzo settore, impegnata nel volontariato “di frontiera” in favore dei più deboli e particolarmente attiva in missioni diplomatiche nelle regioni più complicate del terzo mondo.

Abramo si è così formato in questo ambiente di forte passione civile di ispirazione cattolica, si è laureato in Scienze Politiche a Catania ed attualmente e ricercatore presso l’Università Tor Vergata di Roma e docente presso la Link Campus University di Catania.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui la Colomba d’oro per la Pace 2015 ed il premio “Nella memoria di Giovanni Paolo II” del ministero della Giustizia e della Conferenza Episcopale Italiana.

Ha partecipato come relatore a tantissimi convegni di livello internazionale sui temi del terzo settore.

E’ interlocutore privilegiato di moltissime testate internazionali, tra cui Guardian e Indipendent, oltre che nazionali che gli si rivolgono quando c’è da affrontare in maniera competente il tema dell’assistenza alle migrazioni.

Nei giorni scorsi, dopo la disastrosa vicenda che ha coinvolto l’ex assessore alla Famiglia Miccichè provocandone le dimissioni, il presidente Crocetta aveva individuato proprio in Abramo la figura più adatta per superare le polemiche.

Ma il prof. Abramo è abituato a convivere con il dolore dell’emarginazione e non si abbandona facilmente alle lusinghe del potere, soprattutto quando questo rischia di non poter dare risposte alle istanze che interessano il mondo del volontariato che intende continuare a rappresentare.

Il ragionamento del leader di Sant’Egidio è pacato e responsabile: “Ho ringraziato il presidente Crocetta per aver pensato a me e gli ho già comunicato la mia decisione, la mia non è una rinuncia di matrice antipolitica, ma non mi pare ci siano le condizioni per fare bene quello che intendo continuare a fare come volontario, possibilmente anche meglio. E sono disponibile, come lo sono sempre stato, a contribuire gratuitamente mettendo al servizio di quanti vorranno impegnarsi, compreso il prossimo assessore, le mie esperienze e competenze.”

Se fa onore ad Emiliano Abramo aver rinunciato giovanissimo ad un ruolo di grande prestigio ed anche molto appetibile economicamente, resta il dramma di una politica che non riesce a creare le condizioni per coinvolgere direttamente nella gestione della cosa pubblica le migliori risorse che pure sono presenti nella nostra comunità. Ed è uno spreco intollerabile.

Verrà il tempo.