Ieri sera, in corso di spoglio, abbiamo segnalato, più per boutade che altro, che qualcosa non andava nel calcolo delle schede votate. Invece i pasticci ci sono davvero. Sul piano dei risultati risulta avanti il candidato Priolo che però non raggiunge il quorum richiesto: si rivota il 26. Il personale amministrativo ha clamorosamente disertato le urne ed  anche la percentuale di votanti dei docenti è pesantemente inferiore alle precedenti elezioni.

Alle 23.23 il comunicato ufficiale dell’Ufficio Stampa dell’ateneo, con tanto di foto da Istituto Luce del Decano De Cataldo che travasa schede, conferma che i pasticci ci sono e persino clamorosi.

Al termine dello scrutinio infatti risultano scrutinate ben 5 schede in più rispetto ai votanti registrati.

I docenti che risultano aver votato sono 1.017 e le schede contate 1.020: + 3.

Anche per il personale amministrativo di schede ce ne sono 2 in più del dovuto: votanti 583, schede 585.

Bah,  forse è il caso che qualcuno le vada a sequestrare queste schede ed i relativi verbali.

Per quanto riguarda i dati, il quorum richiesto era di 792 voti ma nessuno dei candidati ci si è avvicinato: Francesco Priolo stacca tutti con le sue 615 preferenze, lontanissimi Purrello (193), Barbagallo (105), Cariola (98) e Calabrese (76).

Pesante il riscontro dell’affluenza che ha registrato una decisa disaffezione da parte del corpo docente che è passato dal 93,20% delle scorse elezioni del 2017 ad appena il 76,18% del 2019.

Clamoroso poi il dato del personale amministrativo che ha letteralmente disertato le urne: nel 2017 aveva partecipato il 90,18% degli aventi diritto, questa volta neanche la metà arrivando al 47,19%.

In attesa di conoscere cosa si inventeranno per le 5 schede in più che inficiano l’intero procedimento elettorale, sintomo nella migliore delle ipotesi di un’approssimazione decisamente poco accademica, non può che ribadirsi come questa pervicace ostinazione ad andare avanti come nulla fosse somiglia tanto a quel treno in corsa che alla fine quando sbatte travolge anche la stazione.

Intanto, in questo clima e con queste modalità, si rivota il 26 agosto e il 12 settembre si discute il ricorso per l’annullamento.