Il 4 marzo 2018 si voterà per l’elezioni del Parlamento italiano, rinnovando contestualmente anche il Governo, dopo lo scioglimento delle camere da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, avvenuto il 28 dicembre 2017. Per la prima volta, la tornata sarà svolta secondo la nuova legge elettorale, il Rosatellum bis che porevede un sistema misto maggioritario-proporzionaleDei 630 deputati e 315 senatori per la XVIII legislatura, in Sicilia ne verranno eletti 52 per la Camera e 25 per il Senato. L’isola è suddivisa in due circoscrizioni elettorali per l’elezione della Camera dei deputati: Sicilia 1 (Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Trapani) e Sicilia 2 (Catania, Messina, Enna, Ragusa e Siracusa). Per il Senato della Repubblica invece, vengono assegnati alla regione 9 seggi uninominali e 16 seggi plurinominali. Si ma quali sono i comuni ricompresi nei vari collegi? Ve lo diciamo noi

La legge stabilisce una nuova suddivisione del territorio nazionale in circoscrizioni: 20 per il Senato della Repubblica (coincidenti con le regioni come nelle precedenti leggi elettorali) e 28 per la Camera dei deputati (una in più, in Lombardia). Restano invece invariate le quattro ripartizioni della circoscrizione Estero.

Ciascuna circoscrizione è a sua volta suddivisa in collegi uninominali ed in collegi plurinominali. In Sicilia saranno due le circoscrizioni, una per la parte occidentale e una per quella orientale, Sicilia 1 e 2.

Per l’elezione dei deputati, alla circoscrizione Sicilia 1 sono assegnati nove collegi uninominali e 16 seggi plurinominali. Alla circoscrizione Sicilia 2 sono assegnati dieci collegi uninominali e 17 seggi plurinominali.

La scheda elettorale, unica per la quota maggioritaria e proporzionale, una per la Camera (rosa) e una per il Senato  (gialla) , ricorda graficamente quella usata per le elezioni amministrative nei comuni con oltre 15 000 abitanti.

L’elettore potrà esprimere il proprio voto in tre modi differenti: 1. tracciando un segno sul simbolo di una lista e in questo caso il voto si estende al candidato nel collegio uninominale che quella lista supporta; 2. tracciando un segno sul simbolo di una lista e sul nome del candidato del collegio uninominale da questa supportato, con il risultato uguale a quello descritto sopra.

Non è però ammesso, pena l’annullamento della scheda, il voto disgiunto: l’elettore non potrà quindi votare contemporaneamente per un candidato di un collegio e, nel proporzionale, per una lista a lui non collegata, come invece avvenuto proprio alle scorse elezioni regionali; 3. tracciando un segno solo sul nome del candidato del collegio uninominale (senza indicare alcuna lista).

In quest’ultimo caso, il voto vale per il candidato nel collegio e inoltre si estende in automatico alla lista che lo supporta. Se quel candidato è però collegato a più liste (in coalizione) il voto in questione viene diviso proporzionalmente tra queste, in base ai voti che ognuna ha complessivamente ottenuto nel singolo collegio in questione.

Le elezioni politiche del 2018 si terranno con il sistema introdotto dalla legge n. 165 del 3 novembre 2017 (nota come Rosatellum bis, dal nome del suo ideatore Ettore Rosato). Tale legge, sostituisce la previgente normativa elettorale italiana del 2015 (soprannominata Italicum) per quel che riguarda la Camera dei deputati, mentre per il Senato della Repubblica va a rimpiazzare il cosiddetto Consultellum (ovvero la legge Calderoli così com’era stata modificata dalla Corte Costituzionale in seguito a sentenza di parziale incostituzionalità). Sia Italicum sia Consultellum non sono mai state utilizzati durante una consultazione elettorale.

L’impianto della legge, identico a meno di dettagli alla Camera e al Senato, si configura come un sistema elettorale misto a separazione completa.

Estremamente complessa, è stata oggetto di aspre polemiche prima, durante e dopo la sua emanazione.

Ritornano i collegi uninominali, in cui verranno eletti un terzo di deputati e senatori. Viene eletto il più votato, con i rimanenti due terzi, scelti con un sistema proporzionale di lista.

I seggi sono assegnati in due livelli distinti, tra parte maggioritaria e proporzionale. Per entrambe le camere, il 37% dei seggi (232 alla Camera e 116 al Senato) è assegnato con un sistema maggioritario a turno unico in altrettanti collegi uninominali: in ciascun collegio è eletto il candidato più votato; il 61% dei seggi (rispettivamente 386 e 193) sono ripartiti proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le previste soglie di sbarramento nazionali; il riparto dei seggi è effettuato a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato; a tale scopo sono istituiti collegi plurinominali nei quali le liste si presentano sotto forma di listini bloccati di candidati; il 2% dei seggi (12 deputati e 6 senatori) è destinato al voto per corrispondenza degli italiani residenti all’estero e viene assegnato con un sistema proporzionale.

La soglia di sbarramento del rosatellum nella quota proporzionale è fissata al 3% su base nazionale, sia al Senato che alla Camera, con l’eccezione delle liste relative alle minoranze linguistiche per le quali la soglia è al 20% nella regione di riferimento.

In aggiunta alla soglia del 3%, è prevista anche una soglia minima del 10% per le coalizioni (all’interno del quale però almeno una lista deve aver superato il 3%). Il candidato di un partito escluso dal riparto dei seggi perché non raggiunge il 3% ma eletto nel maggioritario ovviamente manterrà il suo seggio.

In dettaglio i nuovi collegi uninominali siciliani, in cui ci si andrà a sfidare tra i candidati della coalizioni: per la parte centro occidentale dell’isola, Palermo-Capaci, Palermo-centro, Palermo sud, Gela, Bagheria, Monreale, Agrigento, Trapani – Marsala, Sciacca.

Nella Sicilia orientale invece i nuovi collegi uninominali che si andranno a costituire sono: Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Enna, Acireale, Catania, Misterbianco, Paternò, Ragusa, Avola, Siracusa.

La popolazione della regione al censimento del 2011 è di 5.002.904 abitanti distribuiti in 390 comuni.

I COMUNI, COLLEGIO PER COLLEGIO, DEL TERRITORIO ETNEO:
Camera dei Deputati

Sicilia 2 – 04 Acireale: Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Bronte, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo, Giarre, Linguaglossa, Maletto, Maniace, Mascali, Milo, Piedimonte Etneo, Randazzo, Riposto, Santa Venerina, Sant’Alfio, Viagrande, Zafferana Etnea.

 Sicilia 2- 05 Catania: Catania (il territorio comunale)

Sicilia 2 -06 Misterbianco: Aci Castello, Camporotondo Etneo, Gravina di Catania, Mascalucia, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Nicolosi, Pedara, San Giovanni la Punta, San Gregorio di Catania, San Pietro Clarenza, Sant’Agata li Battiati, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Valverde.

Sicilia 2 – 07 Paternò: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Caltagirone, Castel di Iudica, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarrone, Mineo, Niscemi, Paternò, Raddusa, Ragalna, Ramacca, San Cono, San Michele di Ganzaria, Santa Maria di Licodia, Vizzini.

I plurinominali per la Camera della provincia di Catania sono il Sicilia 2 – 02 (che contiene esattamente i collegi di Acireale, Catania  e Misterbianco) e il Sicilia 2 -03 (Collegi di Paternò, Ragusa, Avola, Siracusa).

Senato. Due collegi uninominali: Sicilia 07 (Acireale)  – Sicilia 08  (Catania)
Sicilia 07 –  Acireale: Aci Bonaccorsi, Aci Catania, Aci Sant’Antonio, Acireale, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Calatabiano, Caltagirone, Castel di Iudica, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo, Giarre, Grammichele, Licodia Eubea, Linguaglossa, Maletto, Maniace, Mascali, Mazzarrone, Milo, Mineo, Mirabella Imbaccari, Niscemi (Cl), Paternò, Piedimonte Etneo, Raddusa, Ragalna, Ramacca, Randazzo, Riposto, San Cono, San Michele di Ganzaria, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina, Sant’Alfio, Viagrande, Vizzini, Zafferana Etnea.

Sicilia 08 – Catania: Aci Castello, Buccheri, Camporotondo Etneo, Catania, Ferla, Francofonte, Gravina di Catania, Lentini, Mascalucia, Militello in Val di Catania, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Nicolosi, Palagonia, Pedara, San Giovanni la Punta, San Gregorio, San Pietro Clarenza, Sant’Agata li Battiati, Scordia, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Valverde. Il collegio plurinominale, quello relativo cioè alla quota proporzionale, ingloba i collegi uninominali sempre del Senato di Catania, Acireale e di Siracusa (Sicilia 09).

A sfidarsi in tutta Italia, il Partito Democratico, che corre con +Europa, Insieme e alla Lista Civica Popolare di Beatrice Lorenzin; il centrodestra con Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e la ‘quarta gamba’ centrista di Lupi, Fitto e Cesa; Movimento 5 Stelle, e infine Liberi e Uguali (Leu), il partito di Piero Grasso.

Sono 75 i simboli che sono stati ammessi e 19 non ammessi. Tra loro anche simboli storici come lo scudo crociato della Democrazia Cristiana e la fiamma del Movimento sociale italiano.