Mentre ne stanno succedendo di tutti i colori, con ricorsi e contro ricorsi già in atto, la Lista Giannone assume una posizione inconsueta, che in poche righe denuncia il clima che coinvolge i circa 9 mila medici chiamati a votare dal prossimo 7 dicembre: “Non vogliamo avere nulla a che fare con questi giochi di spartizione del potere, ne siamo totalmente e “convintamente”estranei.” E così decidono di astenersi da ulteriori comunicazioni: “Confidiamo nella libertà e indipendenza dei colleghi, non andare a votare favorisce il voto strutturato”, riferendosi chiaramente alle liste organizzate da esponenti politici.  Il comunicato emesso dalla Lista Giannone Presidente

“Resteremo in silenzio stampa. Non vogliamo più alcuna esposizione mediatica”.

Una posizione chiara e precisa, quella del dottore Giorgio Giannone e dei consiglieri della lista “Giannone Presidente”, che preferiscono prendere le distanze dal clima aspro e tagliente, che sta caratterizzando la campagna elettorale per il rinnovo dell’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri di Catania.

“Preferiamo dedicare questo mese al lavoro che gratifica noi e i nostri pazienti – commenta il direttore del Dipartimento di Chirugia dello Iom, Giannone – e in questo mese che precede il voto del prossimo 7,8 e 9 dicembre, preferiamo continuare a svolgere la nostra professione, indossando il nostro camice. Noi non vogliamo avere nulla a che fare con questi giochi di spartizione del potere, ne siamo totalmente e “convintamente”estranei. La nostra preoccupazione principale – continua- è quella di far capire ai colleghi medici, quali sono i nostri obiettivi, e che non c’è nessuna posta in gioco per queste elezioni. Siamo prima di tutto medici e non ci interessa chi vince o chi perde, ma curare le persone, e vi assicuro che in questo caso si vince, qualunque sia l’esito della terapia”.

E se da una parte la lista “Giannone Presidente” decide di non esporsi con i media, dall’altra si continua a non fare mancare la disponibilità e affetto ai medici per motivarli alla partecipazione al voto, lasciando la risposta alla loro serena riflessione, prescindendo dal libero orientamento. Non andare a votare è comunque una posizione che rafforza il voto strutturato.

Intanto, crescono l’entusiasmo e la forza di un gruppo coeso che ha dimostrato di essere competitivo e di saper ottenere la stima e la fiducia di tanti medici, che dopo anni hanno deciso di tornare a votare.

“In questo mare caotico e agitato – conclude Giannone – preferiamo pazientare, ma ci teniamo pronti, quando sarà il momento, per combattere”.