Sulle ultime novità di quante sta accadendo proprio in queste ore nel turbolento pianeta dei medici catanesi, il “commento laterale” del Prof. Beppe Condorelli…

Ondine era una bellissima Ninfa che, per amore di un uomo, Palemone, aveva rinunziato all’immortalità, ma anche a mantenere immutata nel tempo la sua bellezza. Palemone sposandola aveva giurato di amarla fino all’ultimo respiro, ma poi, comparsi in Ondine i segni della vecchiaia, l’aveva tradita con Berta, la prima fidanzata.

Ondine, per vendicarsi, condannò Palemone sì a vivere, ma perdendo il controllo automatico del respiro; avrebbe potuto respirare solo consapevolmente, e quindi sarebbe stato costretto a mai abbandonarsi al sonno per non morire in apnea.

Sull’Ordine dei Medici di Catania incombe, a quanto pare, una maledizione molto simile a quello di Ondine: non respira più.

A questo punto, partendo da lontano, mi viene da pensare che a lanciare la maledizione siano stati quei signori scoperti con braccio, avambraccio, mano e dita nella marmellata dell’ENPAM da Giansalvo Sciacchitano che, invece di mettere anche lui il ditino nella marmellata e di leccarne un po’, pensò di ricorrere alla Magistratura, facendo conoscere a tutti i Colleghi la truffa ai loro danni.

I colleghi della marmellata romana capirono benissimo, quelli di Catania non capirono……e arrivò Buscema.

Il quale (Buscema), prima di essere eletto, di Ordine si era occupato quanto io di equitazione: l’aver ‘cavalcato’ da bambino l’asino di Massaro Fano, che aveva trasportato ficodindia, mi era costato una magnifica ‘spinatura’ del sederino, e fu allora che abbandonai l’equitazione.

Buscema, appena salito al soglio presidenziale, pensò tante iniziative alcune delle quali utili, altre estremamente dannose; il fatto a parer mio più grave fu sì l’acquisto di una, anzi due, inutili sedi, ma ancor più l’aver cercato ed avuto collegamenti con la politica, forse nella speranza di una candidatura alle elezioni politiche in un qualsivoglia partito. Una aspirazione legittima per un normale cittadino, poco opportuna, specie se manifesta, per chi occupa una carica istituzionale.

Così passarono i primi tre anni di Buscema: i colleghi votanti non potevano non aver notato gli errori del presidente, ma decisero che se è vero che errare è umano, perseverare nell’errore è divino: e così fu spazzata completamente la lista di Sciacchitano, cioè di chi aveva avuto il coraggio di scoprire il marcio e di difendere gli interessi economici di tutti i medici d’Italia: Nemo profeta in patria, e Buscema fu eletto con una maggioranza tipica della Bulgaria del regime.

Nonostante i molti ‘si dice’, tutto sembrava andare nel migliore dei modi possibili, nel silenzio della stampa locale, in particolare de La Sicilia, allora di Ciancio Sanfilippo, che anzi dava molto spazio a Buscema.

Senza SUD nessuno avrebbe saputo alcunché, e, torno a dirlo, la gratitudine dei medici nei confronti del Giornale SUD e del dott. Di Rosa dovrebbe essere infinita.

Poi ci fu la fatidica goccia che fece traboccare il vaso: il match di pugilato con KO dell’arrogante pedone che, nel passaggio pedonale, aveva investito la BMW presidenziale, per fortuna senza provocare danni alla carrozzeria. Fu allora che l’arbitra dell’incontro, Giulia Grillo, a conoscenza anche di altri fatti riguardanti Buscema, decise che l’incontro di pugilato doveva finire zero a zero: il pedone KO, Buscema fuori dall’ordine.

Ma la maledizione non sembra essere finita: per le ultime votazioni, ecco comparire nelle liste past-consiglieri, responsabili dell’acquisto delle nuove sedi (il plurale è d’obbligo), sostenitori quasi fino all’ultimo, ed alcuni fino all’ultimo, i Giapponesi, di Buscema.

Domanda retorica: che ci stanno a fare, o “più meglio ancora” chi li vuole ? E chi vuole tra i piedi i rappresentanti dei politici?

Fortunatamente in tutte le liste ci sono professionisti seri (in altro commento feci i nomi di Giannone e Piazza) che possono degnamente rappresentare i medici della provincia di Catania, Giannone e Piazza anche in ambienti internazionali, data l’ottima conoscenza della lingua inglese.

Ma l’elezione non andò a buon fine per mancanza del numero legale.

Ieri sera la novità: si aprono le urne che si era deciso di aprire assieme a quella dei consiglieri quando fosse stato raggiunto il numero legale.

Cui prodet questa operazione? Qual è il disegno?

Influenzare l’opinione di chi dovrà votare a dicembre?

Non mi resta che sperare nel buon senso dei colleghi: io vorrei un consiglio dell’ordine libero da politica, accademia, e vecchia cordata.

Non mi resta che sperare che lo vogliano anche i Colleghi che, e sono tantissimi, leggono questo Giornale.

La cultura, e non la sete di potere (ma poi quale?) deve permeare un qualunque ordine professionale, ma in particolare quello dei Medici chiamati ogni giorno a combattere la battaglia per la vita.