Mi scuso formalmente con Erasmo Da Rotterdam, che nel posto in cui si trova legge assiduamente SUD, per l’uso improprio che faccio del titolo di due sue famosissime opere; ma per quanto è accaduto e sta accadendo all’Ordine dei Medici di Catania con la presentazione delle liste, non saprei trovare citazione migliori.

Come non elogiare la lucida follia di Giorgio Giannone e Diego Piazza, e come non ricordare ai circa ottomila Colleghi elettori che l’arbitrio, “piena facoltà di scelta nell’operare e nel giudicare da parte del soggetto” (Devoto e Oli) esiste, e che questa piena facoltà deve essere esercitata liberamente ?

Giorgio Giannone e Diego Piazza sono due cari amici di vecchia data; due eminenti Chirurghi la cui vita professionale ha molti punti in comune.

Entrambi hanno trascorso un lungo periodo all’estero, negli Stati Uniti ed in Canada rispettivamente: due Nazioni in cui la meritocrazia fa da padrona.

Due Nazioni in cui la carriera non è scandita dal susseguirsi di basi puriniche e pirimidiniche, il DNA per intenderci, essendo legata esclusivamente alle doti intellettuali e professionali.

Ma un’altra cosa accomuna Diego e Giorgio, cioè l’essere stati “allontanati” , per usare un eufemismo, dall’università che non seppe, o meglio non volle, riconoscere le doti di due Medici che ai giovani in formazione avrebbero potuto trasmettere tanto: questo è risaputo, e quindi non dico nulla di nuovo.

Li accomuna infine la lucida follia, quella di voler rinunziare al proprio tempo libero per restituire prestigio ad un ordine le cui recenti vicende sono a tutti note; un ordine mai caduto così in basso, mai in passato coinvolto in vicende giudiziarie, mai sciolto d’imperio. E’ una missione quasi impossibile, ma i due Colleghi sono dotati di grande intelligenza e quindi meritevoli di fiducia: è per questo che li voterò entrambi.
Mi si dirà che appartengono a liste diverse: ma allora dove sta il libero arbitrio ? Dove sta la resistenza alle sollecitazioni politiche, sindacali, accademiche, amicali, parentali etc…? “Quisque faber est fortunae Ordinis”: ogni Medico che vota è artefice della fortuna dell’Ordine.
Due Giornali on line di Catania, hanno riportato le tre liste ed i relativi commenti sui componenti delle stesse:

http://laspiapress.com/elezioni-ordine-dei-medici-baroni-della-medicina-contro-la-buona-sanita/

http://www.lurlo.news/elezioni-ordine-dei-medici-di-catania-liste-contaminate-dalla-politica/

Personalmente mi astengo da altri commenti per evitare citazioni in giudizio e querele intimidatorie che, come si è visto per le precedenti, sono sfociate nel nulla: è comunque evidente come nelle tre liste corsi e ricorsi di tipo storico-politico-accademico non manchino, ed è proprio a questi ricorsi che il Medico elettore deve prestare attenzione. Chi ha fatto parte della precedente amministrazione, ma in particolare quelli che hanno preso decisioni ( acquisto della nuova sede ) che peseranno sulla tassa dell’Ordine per lustri, ed in particolare quelli che SUD ha pittorescamente e felicemente definito ‘i giapponesi’ , devono non essere mai più votati.

A questo punto l’elettore ha due possibilità:

1) votare in toto la lista meno contaminata;

2) scegliere da ogni lista non il meno peggio, ma il meglio, perché Colleghi seri si trovano in tutti e tre gli schieramenti.

E’ quello che farò io.

In altri termini quella che propongo è la composizione, nella cabina elettorale, della lista che non c’è perché non è stata presentata, ma che impiegando qualche minuto l’elettore può compilare in maniera autonoma.

Restituendo finalmente all’Ordine decoro, ed ai Medici l’orgoglio dell’appartenenza.

C’è di mezzo il 2 novembre, festa dei Defunti: mi auguro di poter deporre un mazzo di fiori secchi su una tomba sulla quale stia scritto “QUI GIACCIONO LA POLITICA, L’ACCADEMIA, L’AFFARISMO, LA TRACOTANZA, L’ARROGANZA.”
Cari Colleghi vicini e lontani ( della Provincia ): a Voi l’ultima parola.