Colpi di scena degni della Colombia dei tempi in cui in parlamento c’era Pablo Escobar. Un regolamento, quello dell’Ordine dei Medici, ai limiti del fanta-horror: basta dire che prevede che al termine degli scrutini…si distruggano le schede. Massima trasparenza, non c’è che dire, neanche i massoni del settecento. E ora che è successo? Che i Commissari hanno fatto ricorso contro il seggio elettorale chiedendo di “sospendere la sospensione”…vabbé, da mal di testa! Ci sarà qualche motivo che sfugge per tutti ‘sti casini. I verbali e i documenti.

Com’è ormai noto, Sudpress preferisce determinarla la cronaca piuttosto che seguirla, anticipare i temi delle agende politiche o istituzionali, quando poi cominciano ad occuparsene altri in genere preferiamo passare ad altro perché ci annoiamo facilmente.

Dell’Ordine dei Medici, come di tante altre vicende, abbiamo cominciato ad occuparci quando quasi non si sapeva neanche esistesse, mentre abbiamo visto quanto sia “divertente” quello che accade insospettabilmente tra professionisti più o meno illustri che alla fine arrivano anche alle mani e persino in mezzo alla strada: ne abbiamo raccontate di ogni…

Adesso siamo nella fase del “rinnovamento”, con tanto di interventi ministeriali che sono dovuti arrivare a inviare ben tre commissari per schiodare dall’augusta poltrona chi resisteva alle cannonate.

Finalmente si è arrivati alle agognate elezioni e per un soffio non si è raggiunto il difficile quorum, nonostante lo sforzo immane dei vari big sponsor delle liste in campo, alcuni temporaneamente resuscitati dalle catacombe della peggiore politicanza cittadina.

Ma lasciamo stare. Per ora.

La cronaca riguarda quanto accaduto in corso di votazioni.

A quanto pare il regolamento non lo capiscono neanche loro, tanto è complicato. Addirittura ci sono i dentisti che per incanto si sdoppiano e votano due volte, una come medici e l’altra come odontoiatri: bah.

Comunque, con questo bizzarro meccanismo accade che il quorum mancato per il Consiglio Direttivo diventa valido per i revisori dei conti: chi ci capisce è bravo.

Allora, qua lo stallo che precipita nella confusione i poveri componenti del seggio elettorale, che si deve fare? Rinviate le elezioni per il Consiglio, si devono aprire le urne relative ai Revisori o attendere che si raggiunga il quorum per il primo? O addirittura annullare tutto e ripetere le elezioni per entrambi gli organi visto che l’uno coinvolge l’altro? Mal di testa!

Al momento di ragionare sul da farsi pare siano volate parole grosse e persino qualche spintone, come in qualsiasi discoteca dei paesini etnei tra ragazzotti strafatti.

Fino a che non arriva una nota del candidato presidente Giorgio Giannone che invita il seggio elettorale a sospendere lo scrutinio per i revisori sino alla conclusione del secondo turno previsto per dicembre, atteso che la proclamazione dei risultati in anticipo avrebbe certamente condizionato l’esito successivo, con grave turbamento delle operazioni elettorali e per di più in maniera del tutto inutile considerato che il collegio dei Revisori non avrebbe potuto insediarsi in assenza del Consiglio Direttivo: altro mal di testa.

I componenti del seggio elettorale entrano in confusione, anche perché, lo riferiscono i commissari nel loro ricorso: “anche se ciò non risulta dal verbale del seggio, è noto a questa Commissione straordinaria che le operazioni si sono svolte in un clima poco sereno: numerosi candidati sono intervenuti a sostegno della necessità di rinviare lo spoglio ad epoca successiva al raggiungimento del quorum necessario per l’elezione del Consiglio direttivo dei medici; altrettanti a sostegno della necessità di procedervi immediatamente.”

Per inciso, anche la nomina degli scrutatori sa di carbonaro: in pratica vengono scelti i più anziani in quel momento presenti presso i locali in cui si svolgono le elezioni, o qualcosa di simile…

Comunque, al ricevimento della diffida di Giannone e all’alzarsi dei toni, ai primi spintoni il presidente Vincenzo Gaetano Piazza avrà pensato: “Ma a me chi mi ci porta?” e si è dimesso in maniera “assoluta e irreversibile”. Amen.

In quel momento il più anziano presente pare fosse il dr. Angelo Alaimo che viene subito cooptato tra gli scrutatori.

Assume la presidenza il dr. Simone Riccioli che trae subito il dado: le urne dei Revisori restano chiuse sino al completamento del secondo turno previsto a partire dal prossimo 7 dicembre. Arrivederci e buona notte a tutti!

Questo accadeva in un convulso mercoledì 8 novembre e sembrava aver chiuso la partita.

Ma ecco che arrivano i commissari ministeriali che …fanno ricorso. Contro chi? Contro il seggio elettorale delle elezioni da loro indette.

E a chi fanno ricorso? Alla Commissione “Centrale Esercenti Arti Sanitarie”, che sarà da qualche parte non si sa dove ma il nome è bello, anche perché parlare di “Arte” in questo caso ci sta proprio.

In pratica i Commissari ritengono che le schede per la nomina dei revisori andassero scrutinate subito.

E che fanno i Commissari? Chiedono la “sospensione della sospensione”!

Testuale: “La Commissione Straordinaria CHIEDE, previa immediata sospensione degli effetti, l’annullamento del provvedimento di chiusura del seggio adottato dal presidente del seggio elettorale in data 8 novembre 2018.”

In pratica: il seggio elettorale ha deciso la sospensione dello scrutinio ed i commissari chiedono la sospensione degli effetti della decisione di sospendere lo scrutinio stesso. Non si capisce, qui ci siamo incartati anche noi, come si dovrebbe fare a sospendere una cosa sospesa: terzo mal di testa.

Probabilmente a qualsiasi decisione della Commissione di Artisti seguirà un qualche ricorso, che in Italia non può assolutamente mancare, al TAR di Catania o del Lazio per poi andare al CGA se non al Consiglio di Stato, permanendo le ultime istanze al Presidente della Repubblica e magari alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo.

Tutto questo per l’Ordine dei Medici. Di Catania.

Noi speriamo solo che azzecchino qualche diagnosi e magari persino la cura. Anche per sbaglio.

I verbali, la diffida e la sospensione

Il ricorso della Commissione Straordinaria che chiede la sospensione della sospensione