La vera notizia è che di quanto accade tra i corridoi dei “sotto poteri” se ne comincia a parlare, e quando cadono i veli si scopre facilmente quanto siano superati e vulnerabili certi sistemi. La riflessione che segue, sul terremoto che ha investito gli avvocati etnei,  è di un giurista molto noto che preferisce, al momento, usare uno pseudonimo per evitare interpretazioni fuorvianti. Il tema che pone, quello delle ELITE inefficienti e parassitarie, è fondamentale: dalla sua soluzione, dall’attivazione di criteri di selezione della classe dirigente più ragionevoli ed efficaci, passa la residua speranza di uscire da questa pericolosissima crisi di rappresentatività.  In tutti i campi ed in tutti i settori. Per quanto riguarda l’autore, inutile cominciare a telefonare per chiedere: non vi diremo chi è…(PDR)

Il video pubblicato in data 12 gennaio 2019 da questa testata giornalistica col titolo “Elezioni avvocati, polemiche feroci sul video di Magnano: “E ora vi potete sfogare…” mi induce queste brevi riflessioni.

L’incipit è proprio quel … “E ora vi potete sfogare!”.

Si agita in questo periodo storico una riflessione in ordine alla disobbedienza nei regimi democratici parlamentari. La disobbedienza civile non vale solo nei regimi dispotici.

È, anzi, il sale della democrazia. A provocarla è, come ha scritto Hannah Arendt nel 1970, teorica politica, “l’incapacità del governo di funzionare adeguatamente”.

I più, però, non sanno come esprimerlo, perché l’opposizione politica è affievolita o tace del tutto. Il timore è di restare inascoltati, mentre il governo insiste in quelle iniziative “la cui legalità e costituzionalità suscitano molti interrogativi”.

Anche il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania non si é voluto sottrarre al dibattito e le elezioni per il suo rinnovo é stato il teatro in cui manifestare le proprie arroganti perfomance… tragiche o comiche lascio ai lettori l’opinione !

E’ indubbio che la gestione del Consigli dell’Ordine degli Avvocati é sempre stata in mano ad una “ Elite”, sì elettoralmente agguerritissima, che non si è mai contraddistinta per la sua capacità di governo di funzionare adeguatamente.

E veniamo al punto.

Ma qual è il ruolo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati?

Presto detto … basta digitare https://www.consiglionazionaleforense.it e ci si documenta con immediatezza che i : “Compiti e prerogative del Consiglio dell’ordine sono disciplinati dall’art. 29 della L. 247/2012, previsione fortemente innovativa perché oltre a richiamare numerose competenze attualmente già attribuite ed esercitate dai Consigli territoriali aggiunge compiti ulteriori … quali la tutela del ruolo dell’avvocatura, il ruolo di servizi per l’utenza ed il migliore esercizio delle attività professionali”.

E proprio qui sta il core della vicenda perchè – liberato dall’onere disciplinare – il Consiglio dell’Ordine è il motore dell’attività professionale forense in sede territoriale: impegna importantissime risorse economiche da destinare ai servizi per l’utenza (per citarne alcune: scuola forense, formazione, organismo di mediazione, servizi telematici, etc.), intrattiene i rapporti con la Magistratura, intrattiene i rapporti con gli Enti Territoriali, è il riferimento per la designazione di incarichi arbitrali (in quanto ad esempio moltissime clausole compromissorie indicano il presidente dell’ordine come designatore), etc.

Insomma è organo intermedio, politico ed economico, di rilevantissima importanza che gestisce risorse economiche rilevanti (affida servizi a imprese, paga corrispettivi a docenti, assume personale, etc. etc.).

Orbene … Se vi dicessero che in un paese immaginario (la VIGATA di Camilleri tanto per intenderci) esiste un Ospedale in cui i pazienti entrano vivi ed escono tutti morti sicuramente vi balenerebbe il pensiero che medici, tecnici, ausiliari, dirigenti aziendali non brillino alquanto… e il Commissario Moltabano sicuramente indagherebbe!

E’ un po’ quello che accade quotidianamente nel distretto della Corte di Appello di Catania ove un cittadino entra in un aula giudiziaria per ottenere il riconoscimento di un suo diritto in materia civile o penale e, invece, dopo poche battute sente riecheggiare il Canto Terzo della Divina Commedia (l’Inferno n.d.r.) … “Lasciate ogni speranza, voi ch’intrate”.

Ed infatti ci si imbatte (sicuramente nel campo civile che pratico quotidianamente) in un disordine generalizzato nella tenuta delle udienza, dei fascicoli e in genere nell’applicazione uniforme del diritto (che consacra il SENSO DI GIUSTIZIA n.d.r.)  … per non dire dei tempi biblici di adozione dei provvedimenti!

Come si è detto, i Consiglieri dell’Ordine degli Avvocati di Catania non sono players indifferenti … in verità sono tra i primi colpevoli perchè non hanno adempiuto diligentemente, in questi anni, ai loro compiti istituzionali.

Essi si sono comportati da ELITE detentori di un potentato economico indifferente.

Per fortuna il legislatore – conscio del ruolo politico – economico dei Consigli dell’Ordine e riconoscendone centralità nell’ordinato svolgimento delle attività giurisdizionali – ha ritenuto di introdurre cause di ineleggibilità legate alla perpetuazione di mandati, al fine di rompere il circolo vizioso delle ELITE (il più delle volte meramente elettorali) e comunque favorire un ricambio non solo generazionale ma anche culturale (… almeno così ci si auspica n.d.r).

E qui il Consiglio dell’Ordine di Catania e la sua Commissione Elettorale hanno espresso il meglio della disobbedienza arrogante violando la legge unicamente a difesa della Elite: ha ignorato la legge e l’interpretazione della Corte di Cassazione; ha consentito l’inizio delle operazioni elettorali avvalendosi di un parere (di certo scientificamente apprezzabile ma di imprudente esito logico) acquisito – prima dell’insediamento della commissione elettorale – dal Presidente Avv. Maurizio Magnano di San Lio; si é dovuto arrendere alla evidenza di un provvedimento normativo di urgenza (per consentire l’ordinato andamento del voto); ha annullato le elezioni (dopo ingiustificato, ingiustificabile ai benpensanti, consesso elucubrativo) ; perpetua il suo mandato … alla ricerca di un certo quadro normativo (sic!), condendolo con l’ormai virale claim “E ora vi potete sfogare …”, evidente precipitato psicologico di quello che costui ritiene essere gli Avvocati Catanesi.

E’ indubbio che questa ELITE tutto aveva a cuore, tranne che l’interesse degli Avvocati Catanesi ad un efficiente e ordinato svolgimento delle attività giurisdizionali nell’interesse dei cittadini.

Certo è che anche questa volta la Catania, se esiste, c.d. illuminata, benpensante o etica (quella nel caso specifico degli studi professionali prestigiosi e territorialmente radicati) ha palesato insensibilità al corretto funzionamento del proprio Consiglio dell’Ordine, e si é guardata bene dalla disobbedienza civile di fronte “l’incapacità del governo di funzionare adeguatamente”.

Credo che possa esistere ancora in questa Città un argine al CAOS e che ciò, come in questo caso, debba avvenire in maniera trasparente e democratica (senza che ciò venga scambiato per velleitarismo) con l’impegno di tutti coloro hanno a cuore l’Etica della Professione.

Io sono un avvocato e desidero esercitare al meglio il mio ruolo di coscienza critica di uno stato di diritto.