Incontriamo di nuovo il candidato presidente dell’Ordine dei medici di Catania a distanza di qualche settimana dall’avvio di questa difficile campagna elettorale già finita in Procura.

La sua lista si era imposta il silenzio stampa per evitare di incorrere in polemiche “che non fanno bene alla Sanità e non interessano ai pazienti.”

Adesso, in vista del secondo turno elettorale che comincerà il prossimo 7 dicembre, torna a dire la sua con quella serafica serenità che lo contraddistingue, lontanissimo da ogni animosità e rispondendo alla domanda che i colleghi gli pongono più frequentemente: “Ma a ttia cu ti ci porta?”, cui da una risposta chiara: “Mi ci porta il fatto che questo Sistema non ha fatto e non fa bene né ai medici né ai pazienti, non ci sono mai stato, non ci sto adesso e sento il dovere di far capire ai miei colleghi che si deve cambiare!”

E non è per niente pentito di essersi messo a muso duro, con una squadra di altri colleghi, contro quel “Sistema di potere” che ha trovato la sintesi: “Ma sintesi su che? Per fare cosa?”

L’appello è a tutti quei medici che, per disinteresse o rassegnazione, non partecipano alle elezioni del loro ordine professionale: “È grave non votare, capisco la sfiducia, ma bisogna partecipare prima di lamentarsi, le cose possono cambiare.”