Una domenica di sole per celebrare la giornata dell’orgoglio autonomista, centinaia di partecipanti che hanno occupato l’intero palazzo municipale della biblioteca di Enna rendendo minuscola la sala Cerere. “Non siamo reduci ma combattenti per la Sicilia” il grido di battaglia con cui vecchi e nuovi militanti annunciano battaglia agli “ascari” che li hanno fermati nel 2012. Lombardo insolitamente sorridente, saluta tutti ma non parla: “Vi voglio bene a tutti, amore, amore”. VIDEO E IMMAGINI

Ce lo aveva annunciato qualche giorno fa e il risultato è andato forse anche oltre le attese: gli autonomisti, ormai indipendentisti, ci sono e già in campo.

Accorsi da tutte le province, si sono stretti attorno al loro leader storico Raffaele Lombardo che resta persino oltre la quarta fila che aveva promesso.

Anzi, si ferma proprio all’ingresso del cortile a salutare uno per uno le centinaia di intervenuti, chi parla addirittura di duemila.

Avrà già attivato il suo mitico calcolatore, a registrare le presenze e soprattutto le assenze: sperando che abbiano la giustificazione.

L’impressione è che ci siano proprio tutti e l’aria di festa. Festa di liberazione.

Lombardo è sorridente come lo si è visto raramente: è tra il suo popolo.

Rinfrancato dall’assoluzione che porta indietro le lancette della storia, ed è uno dei refrain dei relatori che si alterneranno sul palco: “Ci hanno fatto perdere cinque anni e li hanno fatti perdere ai siciliani!”

Il parterre è variegato, sul palco Pippo Reina, Cateno De Luca, Giovanni Di Mauro, Ezechia Paolo Reale, Mariano Ferro ed al centro, che chiuderà l’evento, il senatore Antonio Scavone, l’unico ad osare citare il nome di Raffaele Lombardo su cui scatta l’applauso della folla.

Infatti l’ordine immanente quanto poco credibile è che il Presidente sia una sorta di primus inter pares, l’ospite eccellente senza un ruolo definito: si divertano i ragazzi, anche se tanto ragazzi ormai non sono e babbo chi ci crede.

Di fianco, sul lato della sala il figlio Toti che rimarrà anche lui in silenzio stampa.

Prima fila di volti noti, dal magnifico rettore catanese Toni Recca al deputato Totò Leontini, all’ex assessore e commissario Circumetnea Gaetano Tafuri, l’ex assessore e Autorità Portuale Santo Castiglione, Margherita Ferro ex assessore provinciale, Franco Calanducci.

Tanti in sala gli amministratori locali, alcuni già in campagna elettorale per le prossime amministrative di giugno.

Ben rappresentato, come al solito, il mondo della sanità con una folta rappresentanza di medici, primari e manager.

Gli interventi hanno tutti un tono rivendicativo e suonano la chiamata alle armi, politiche si intende, per riprendere un percorso bruscamente interrotto.

Adesso, sono tornati.

Avv. Gaetano Armao, presidente Fondazione patrimonio Unesco Sicilia: “parlavamo oltre cinque anni fa delle enormi potenzialità per la Sicilia dei progetti infastrutturali della “Via della Seta” che ci avrebbero messo al centro strategico dello sviluppo economico determinato dalla crescita cinese: dobbiamo recuperare il tempo perduto.”

Avv. Ezechia Paolo Reale, segretario Generale Istituto Superiore scienze Criminali: “La dequalificazione del personale politico è esattamente quello che vogliono le lobby finanziarie per poter soddisfare i propri appetiti, ed è quello che stanno determinando i 5 Stelle costituendo interlocutori deboli ed inadeguati a frenare gli interessi dei poteri forti.”

Mariano Ferro, leader movimento “I Forconi”: Non voglio lasciare la Sicilia ai grillini, ci farebbero perdere altri cinque anno come stanno facendo a Roma e non ce lo possiamo permettere! Prendo il 30 % solo perché la gente è stanca, bisogna offrire un’alternativa che venga dal territorio.”

On. Cateno De Luca, sindaco di Santa Teresa di Riva: “Dobbiamo rompere questo quadro politico che ha distrutto la Sicilia.”

On. Franco Calanducci, chirurgo già deputato regionale MPA: “L’unica esperienza innovativa, fermata da situazioni esterne, fu la stagione di governo del Movimento per l’Autonomia, adesso bisogna riunire le istanze sicilianiste per ripartire nella battaglia contro i soliti ascari che continuano a sfruttare la Sicilia.”