L’onestà e la correttezza non sono solo categorie della morale, ma piuttosto dell’efficienza e della sicurezza: se ci sono criminali tra i pubblici dipendenti che truccano le gare e omettono i controlli, consentendo ad imprese più delinquenti di loro di fare lavori schifosi che gridano vendetta solo a guardarli, senza che occorrano complicate indagini, il risultato è che l’intera comunità ne subisce danni incalcolabili, con la gente che muore per una buca e il traffico che impazzisce per lavori che spesso si fanno, e male, solo per girare tangenti. Basta fare un giro per le strade e autostrade siciliane, catanesi in particolare, per poter sfidare il buon senso ad indovinare quale dei lavori effettuati in questi decenni non sia condizionato dalla corruzione. Basterebbe, come più volte invocato da questa testata anche con un video, dare una lettura attenta ai certificati di consegna e collaudo di tutti questi lavori…Basterebbe eccome…

A quanto affermato da inquirenti ed investigatori, anche in questo caso si tratterebbe dell’anticipo di un’indagine ben più complessa che vedrebbe decine di altri indagati tra dipendenti pubblici infedeli e imprenditori criminali.

A leggere il comunicato di Procura e Guardia di Finanza in esito alla conferenza stampa che ha spiegato i contorni, almeno quelli spiegabili, della brillante operazione “Buche d’oro” sembra di assistere al solito film vintage di Totò e compari

Questi miserabili di pubblici funzionari che si fanno lasciare dall’imprenditore delinquente nell’armadietto le mazzette di migliaia di euro che poi si spartiscono alla faccia delle migliaia di persone che per andarsi a guadagnare onestamente il pane per le proprie famiglie devono percorrere ogni giorno, incolonnati per ore, quelle stesse strade che loro riducono a colabrodi pericolosi e impraticabili.

Questi individuati dalla Guardia di Finanza e perseguiti dallaProcura di Catania non sono dei delinquenti comuni, dei semplici ladri, degli schifosi corrotti che hanno tradito tutti i loro doveri: sono i responsabili diretti, immediati della vergogna in cui e ridotta la nostra mobilità e, di conseguenza, gran parte della qualità della vita di ciascuno di noi: perché di questo si tratta, di quanto pesa sulla vita quotidiana di tanta gente perbene la vigliaccheria di questi criminali travestiti da pubblici funzionari!


Vediamo adesso cosa è successo in questo specifico caso:

Su richiesta della Procura distrettuale della  Repubblica  il G.I.P. del Tribunale di Catania ha convalidato gli arresti in flagranza di reato operati dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania nei confronti di tre dipendenti dell’A.N.A.S. SPA (Area Compartimentale di Catania) per l’ipotesi delittuosa di corruzione, emettendo la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Contino Riccardo Carmelo e Panzica  Giuseppe e quella degli arresti domiciliari nei confronti di Romano Giuseppe. 

Gli arresti operati dal Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Catania (Gruppo Tutela Finanza Pubblica) s’inseriscono in una più ampia investigazione, delegata e coordinata dalla Procura, orientata a disvelare l’esistenza di rodati circuiti corruttivi all’interno dell’A.N.A.S. di Catania che vedono coinvolti funzionari responsabili della manutenzione programmata di strade e raccordi della Sicilia Orientale e imprenditori compiacenti.

La più ampia indagine è finalizzata ad individuare gli appalti pubblici oggetto di dazioni di denaro in contanti operate da imprese affidatarie corruttrici, le quali eseguendo le opere assegnate loro senza rispettare i capitolati tecnici traevano un profitto criminale (anche fino al 20% del valore dei lavori appaltati) condividendolo con i funzionari corrotti dell’A.N.A.S. preposti ai controlli di sicurezza della fase esecutiva e al corretto stato di avanzamento dei lavori (S.A.L.).

Proprio il rilascio dell’illecita certificazione del S.A.L. determinava le dazioni di denaro dell’imprenditore corrotto a favore del sodalizio di funzionari A.N.A.S. competenti per la vigilanza sull’arteria interessata dai lavori pubblici.

Sono stati tratti in arresto e condotti in carcere:

–    Geom. Riccardo Carmelo CONTINO (cl.1968), Capo Centro Manutenzione D presso l’A.N.A.S. – Area Tecnica Compartimentale di Catania, competente alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle seguenti arterie stradali: SS 114 Orientale Sicula (da Km. 54,400 a Km. 154,550), SS114dir, A18dir (diramazione San Gregorio-Catania), RA 15 (Raccordo Autostradale di Catania), A01 (Autostrada Catania-Siracusa), SS 194 (Ragusana), SS 193 di Augusta (SR); CONTINO ha anche ricoperto l’incarico di Direttore dei Lavori relativamente ai “lavori di risanamento della sovrastruttura stradale dal Km. 108+750 al Km. 122+00”;

–    Geom. Giuseppe PANZICA(cl.1971), Capo Nucleo B del Centro di Manutenzione D dell’Area Tecnica Compartimentale di A.N.A.S. Catania, competente alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle seguenti arterie stradali: SS 114 Orientale Sicula (da Km.130,00 a Km. 154,550), A01 (Autostrada Catania-Siracusa), SS 193 di Augusta (SR); PANZICA   ha   ricoperto   l’incarico   di   collaboratore   nella   Direzione   dei   Lavori relativamente ai “lavori di risanamento della sovrastruttura stradale presso SS114(Orientale Sicula) da Km. 130,00 al Km. 154,66”;

Rimane, quindi, agli arresti domiciliari, l’Ing. Giuseppe ROMANO (cl.1971), Responsabile Manutenzione Programmata dell’Area Tecnica Compartimentale di A.N.A.S. Catania, R.U.P. dei lavori pubblici oggetto d’indagine, il quale ha reso un’ampia confessione disvelando la rete corruttiva nella quale erano coinvolti anche altri funzionari dell’ANAS e numerosi imprenditori.

Nel corso delle perquisizioni effettuate dai Finanzieri del Nucleo presso la sede A.N.A.S. di Catania e i domicili degli arrestati sono stati rinvenuti e sequestrati contanti per 25.000 euro circa, denaro direttamente riconducibile alle più recenti dazioni corruttrici.

Le meticolose e celeri investigazioni condotte dai Finanzieri del Nucleo P.E.F. di Catania, sviluppate anche attraverso l’esecuzione di intercettazioni ambientali e accertamenti bancari, hanno fatto registrare, in data 17 u.s., un eclatante fatto di corruzione perpetratosi negli uffici dell’A.N.A.S. di Catania dove un imprenditore nisseno consegnava al Geometra PANZICA, nell’ufficio di CONTINO, una busta contenente 10.000 euro in contanti oggetto di successiva frenetica ripartizione tra i 3 arrestati.

Le relazioni tra i pubblici ufficiali, dipendenti A.N.A.S. e le imprese affidatarie dei lavori (anche in subappalto) appaiono  confidenziali  e  compiacenti,  in  aperto  dispregio  dei rilevanti interessi pubblici in gioco consistenti, nel caso specifico, nella perfetta realizzazione delle opere di manutenzione dei tratti stradali, la cui sicurezza è affidata alla loro responsabilità.

In una conversazione intercettata poco prima degli arresti, l’imprenditore corruttore, dialogando con PANZICA, dopo avergli palesato crescenti difficoltà nel reperire agevolmente denaro contante anche per l’esistenza di controlli anti-riciclaggio sui prelievi ingiustificati, chiedeva al Geometra corrotto dove depositare la “mazzetta”. Il corruttore, sotto lo sguardo attento di PANZICA, si alzava e poneva in un armadietto dell’ufficio di CONTINO, in una busta di carta bianca, 10.000 euro in contanti. Qualche minuto dopo, rimasti da soli, PANZICA e CONTINO, chiusa la porta a chiave, in maniera disinvolta, procedevano al conteggio dell’illecito profitto e, stabilita la ripartizione del bottino in tre parti, inserivano in una cartellina la quota spettante all’Ing. ROMANO. Quest’ultimo, poco dopo, entrato nell’ufficio di CONTINO, intascava le sue “spettanze” corruttive, inserendo la cartellina “incriminata” nella sua valigetta e velocemente lasciava la sede dell’A.N.A.S.

All’atto dell’immediato intervento delle Fiamme Gialle etnee, veniva rinvenuto il denaro contante oggetto del patto corruttivo: 3.300 euro nell’ufficio di CONTINO e 3.700 euro nell’ufficio di PANZICA.

L’Ing. ROMANO, nel frattempo allontanatosi dalla sede dell’A.N.A.S., saputo dell’intervento in corso, prima di rientrare nel suo ufficio, come da suo racconto, dalla macchina in movimento, in via Nuovalucello (Catania), lanciava dal finestrino il denaro contante (3.000 euro) appena consegnatogli da CONTINO. Nell’abitazione  dell’Ing.  ROMANO,  inoltre,  venivano  rinvenuti  18.200  euro  in  contanti relativi  a  ulteriori  tangenti  intascate  dal  sodalizio  criminale  con  il  collaudato  sistema appena descritto.

La brillante  operazione  interrompeva così il perpetrarsi di ulteriori azioni criminali tese a lucrare,  una volta aggiudicata  la commessa, sulla fraudolenta esecuzione dei lavori appaltati per la manutenzione delle strade siciliane.


Fin qui i fatti di oggi, adesso servirebbe, come abbiamo già detto e non sarebbe molto complicato, una bella inchiesta su TUTTI i lavori eseguiti almeno negli ultimi 5 anni nelle strade locali e verificarne i certificati di collaudo con lo stato attuale delle stesse che ognuno di noi percorre ogni santo giorno strade: SCOMMETTIAMO?