Nella confusione di facce note e meno note, tra big scesi all’ombra del Vulcano e dejà vu della campagna elettorale, una menzione a parte merita Alessandro Porto che in questi ultimi mesi ci ha abituati a rapidi “cambi di casacca”. Dopo essere stato per anni paladino dell’Mpa di Raffaele Lombardo, negli ultimi quattro anni era stato al fianco di Enzo Bianco, suo fedelissimo capogruppo di Con Bianco per Catania. Salvo poi, alle ultime regionali, abbandonare il sindaco del capoluogo etneo per correre in Forza Italia. Ma ecco il colpo di scena. Avvicinatosi al vicepresidente della Regione e assessore all’Economia Gaetano Armao, a questo punto avrebbe nuovamente cambiato risultando terzo nella lista di Noi con l’Italia per la Camera a Catania

La cosiddetta “quarta gamba” del centrodestra che unisce gli uomini dell’ex ministro Raffaele Fitto, di Saverio Romano di Cantiere popolare, di Maurizio Lupi, ex Alternativa Popolare, i lombardiani, l’Udeur e l’Udc, deve aver esercitato un fascino particolare nel consigliere comunale adesso al gruppo misto.

Così Alessandro Porto, abile e scaltro, ha spiazzato tutti ottenendo un terzo posto niente male nella lista “Noi con l’Italia, nel collegio proporzionale di Catania. Questa posizione darebbe a Porto buone chances di vittoria nel caso dovesse scattare il seggio, visto che coloro che lo precedono possono facilmente essere eletti altrove. Giovanni Pistorio in particolare, con molta probabilità sarà eletto nel collegio uninominale di Misterbianco lasciando libero il primo posto e la seconda in lista, Margherita La Rocca Ruvolo è anche capolista a Palermo, quindi possibilmente potrà optare per quel collegio.

Di Porto si parlò ampiamente durante l’ultima campagna elettorale regionale. Con i manifesti già pronti a sostegno di Micari, candidato presidente del centrosinistra, data per certa la sua candidatura nel listino del presidente, il consigliere fece marcia indietro e, spiazzando tutti, ottenne il lasciapassare di Forza Italia per candidarsi all’Ars. Dai posters venne rapidamente cancellata ogni traccia di Micari e dei simboli ormai abbandonati e il tutto venne rimpiazzato con il nuovo logo e il nome del candidato presidente Musumeci.

Porto ottenne quasi seimila preferenze e sancì così il suo successo personale, nonostante non sia riuscito a sedersi tra gli scranni a Palazzo dei Normanni. Ma tant’é. Si volta pagina, altra campagna, altra collocazione. O forse è sempre la stessa…lui di sicuro la sua, di mossa e di scelta, l’ha fatta bene.