È un commento del lettore con nick “Cittadino” all’articolo sull’approvazione del rendiconto 2017 del comune di Catania col risultato grottesco di -642 milioni di euro. Siamo ormai davvero così, sempre in fila in attesa di tosatura?!

Sono andato alla posta a pagare qualche bollettino e dopo aver preso il mio bel tagliandino numerico ho preso posto in disparte per attendere.

Ho visto i diversi ceti che si avvicinavano via via allo sportello.

Dalla vecchina che non capisce cosa diavolo sia quell’affare tecnologico in cui bisogna apporre la propria firma per confermare il prelievo della pensione (meglio tenerla a casa… di questi tempi non si sa mai cosa possa succedere) al ragazzotto ipertatuato e palestrato che ricarica una carta prepagata.

Nel frattempo ho ascoltato le discussioni di vecchi compagni di scuola, del medico con l’assistita, della signora un poco svampita che magari è convinta di parlare con qualcuno che in realtà non è accanto a lei.

Insomma come dire in breve uno spaccato sociale del quotidiano.

Ad un tratto … eccolo manifestarsi in tutto il suo splendore di esperienza e conoscenza.

“U viristuru cchi ficiunu a Francia? Iddi si ca su che ….. no nuatri.
CCa inveci semu tutti in fila a pavari, pavari, sempri a pavari.
Muti ama stari sempri muti e ama ppvari.”

E’ il suo turno, si avvicina allo sportello, paga … preleva e va via.

“Arrivederci a tutti signori.
Duttureddu cchiu taddu passu ppi dda rizzetta. Sabbenirica.”

E’ vero in effetti negli ultimi dieci, venti anni siamo stati come dire … brontoloni e comunque abbiamo sempre riposto in altri le nostre speranze.

Puntualmente disattese come sempre, infatti cambiano le casacche ma la sostanza di questa classe politica che abbiamo espresso, come dice il caro Dott. Condorelli è la stessa.

Incapace…
Come noi di reagire.

A partire dal voto serio e di qualità
Cordialità.

“Cittadino”, un lettore di Sudpress

P.s. non accetto la devastazione durante qualsiasi forma di protesta.