Più volte all’inizio dell’anno il Comune di Catania aveva annunciato nei suoi comunicati i buoni intenti sulla realizzazione di interventi ed opere nella città con i fondi del Patto per Catania, programma finanziario firmato nella città dell’elefante da Matteo Renzi ed Enzo Bianco il 6 giugno 2016. A gennaio, durante la visita del ministro della Coesione territoriale e del Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, venne promesso che entro il 2017 sarebbe partita tutta la prima programmazione del patto. E ancora in un comunicato del 13 marzo 2017 Bianco dichiarò che gli interventi previsti col patto per Catania erano “a buon punto” e in particolare sulla rete fognaria, l’opera più importante del patto, il primo cittadino affermò che presto sarebbero andati avanti con la progettazione esecutiva per “non perdere tempo”! Ma tra meno di tre mesi finisce l’anno e per alcune opere siamo ancora in alto mare, prima fra tutte proprio la rete fognaria. In quasi un anno soltanto parole e promesse e nessuna certezza sulle tempistiche che Sudpress ha cercato di scoprire con non poche difficoltà! 

Ecco alcuni progetti: parte mancante della rete fognaria, ristrutturazione di alcuni beni architettonici come il Convento dei Crociferi, realizzazione della via di fuga Rotolo-Ognina e riqualificazione del palazzo di cemento a Librino. Tutte opere di un certo spessore e di importi non indifferenti e che porterebbero, qualora realizzate, certamente ad un incremento di posti di lavoro e ad un naturale sviluppo dell’economia cittadina.

“Passare dai progetti e dai patti firmati ai cantieri che si aprono” aveva dichiarato Bianco durante l’incontro con De Vincenti di marzo. Ma anche quest’ultimo, in quell’occasione, si lasciò andare ad affermazioni rassicuranti sottolineando che “il Patto per Catania sta andando avanti bene” e “siamo già a buon punto”. Bene, Sudpress ha scoperto che nei fatti non è proprio così.

Partiamo dalla prima opera: la rete fognaria. I lavori, non ancora partiti, sono finanziati per 400 milioni di euro complessivi necessari per tutti gli interventi relativi a un’opera di tale portata. Nello specifico, per il completamento della rete, di quei 400 milioni di euro ne verranno utilizzati ben 120. Dal Comune di Catania trapela incertezza sulle tempistiche e reticenza nel comunicare le informazioni in merito.

“I lavori non sono ancora iniziati e speriamo che entro il 2018 vengano affidati” ammette il referente del progetto Osvaldo De Gregoriis. Oltre alla parte mancante della condotta delle acque nere, che è circa il 60%, si parla anche di potenziamento dell’impianto di depurazione, di trattamento delle acque reflue per ridurre al massimo l’impatto sul mare, della riabilitazione delle condotte esistenti e della realizzazione degli allacci.

Ai 120 milioni di euro destinati dal Patto per Catania si aggiungono altri 213 milioni di euro stanziati da una delibera CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) 60 2012.
“Il punto è che nel mese di luglio il progetto è stato acquisito da un commissario unico referente dell’Unione Europea per via dell’infrazione comunitaria, che risale a settembre 2016 e comminata a causa del pessimo stato della rete fognaria, che lo sta valutando  –spiega De Gregoriis-. Riguardo alle tempistiche, ci vorranno 4 o 5 mesi per le progettazione esecutiva, poi altri 2 o 3 mesi per la gara d’appalto, se il commissario unico riuscirà a mantenere un certo ritmo. Noi stiamo accelerando i tempi per fare uscire i bandi di progettazione, importanti per conoscere tutto quello che c’è nel sottosuolo -prosegue il responsabile del progetto-. Quindi a giugno 2018 dovrebbe essere pronta la progettazione esecutiva ed entro il 2018 potranno cominciare i lavori che dureranno 4 anni. Quindi ci auguriamo che in quattro anni il sistema idrico vada a regime”. Quindi, se abbiamo capito bene, ci vorrà almeno un altro anno solo per l’inizio dei lavori.

Dunque di quella “accelerazione dei tempi” di cui Bianco parlò ben sette mesi fa, neanche l’ombra. E siamo già a ottobre.

Un altro grosso intervento per un importo di 28 milioni e 800mila euro anche qui incerto, è quello della sistemazione idraulica del torrente Forcile e dei suoi affluenti. Su questo ci comunicano dal Comune che è stato già redatto il progetto esecutivo.
Gli addetti ai lavori spiegano che in questo momento sono in corso degli incontri per l’acquisizione dei pre-pareri preventivi da parte dei tecnici dell’ufficio del RUP del Comune di Catania, ufficio preposto alla verifica dei progetti. Il progetto andrà quindi all’approvazione del consiglio regionale dei lavori pubblici a Palermo. Il passo successivo è la pubblicazione e del bando per l’aggiudicazione dei lavori il cui inizio è previsto entro circa 30 mesi da adesso, quindi non prima del maggio del 2020! Effettivamente non si può dire che la programmazione relativa al torrente Forcile non sia partita entro il 2017, ma i lavori a quanto pare non inizieranno affatto in tempi brevi!!!

Tra gli altri progetti annunciati nei comunicati del Comune di Catania si è parlato degli orti urbani di Librino per 1 milione e 750 mila euro, di piste ciclabili, di cui Sudpress si è occupato di recente, e un progetto che riguarda il palazzo di cemento, ma anche la realizzazione della via di fuga Rotolo-Ognina ed Europa-Rotolo per 24 mila euro.

A risponderci sulle tempistiche di questi interventi è l’assessore al Lavori Pubblici Michele Giorgianni.

“Le opere riguardanti il mio assessorato sono gli orti urbani di librino per i quali abbiamo espletato la gara e siamo già in fase di consegna –spiega Giorgianni- mentre invece sulla vicenda piste ciclabili di Librino abbiamo avuto oltre 300 offerte in risposta al bando di gara scaduto lo scorso 29 agosto e si devono valutare”. Ma tanto c’è ancora tempo da perdere…. aggiungiamo noi.

“Per la bretella Rotolo-Ognina ed Europa Rotolo la prima tranche di lavori verrà consegnata a breve all’impresa che la dovrà eseguire, intorno al 15 di questo mese –dichiara Salvatore Marra che si sta occupando dell’intervento-. Nei prossimi giorni verrà stipulato il relativo contratto, dipende dalla disponibilità del segretario generale”.

Ma della seconda parte dell’intervento nulla si sa ancora.

Anche la via di fuga Rotolo-Ognina ed Europa-Rotolo fa parte di quegli interventi che dovrebbero iniziare entro il 2017. Non resta che attendere le previsioni fatte dall’ingegnere Marra, peccato che già lo scorso gennaio si parlava di “interventi già avviati concretamente”, in relazione proprio a quest’opera.

Sulla riqualificazione del palazzo di cemento nel quartiere di Librino l’assessore Giorgianni dichiara che i lavori procedono. “ll progetto prevede un centro multimediale, alloggi popolari, negozi e uffici al suo interno -spiega l’assessore-. Si tratta di 90 appartamenti di 45/50 metri quadrati l’uno e la fine dei lavori è prevista per la fine del 2018″.

Per quanto riguarda il convento Crociferi, altro importante intervento del patto, sono previsti circa 5 milioni e 700 mila euro di investimento.

“La situazione è un pò complessa –afferma Marra- L’intervento è diviso in due parti: la prima è finanziata con i fondi pac della Regione per 1 milione di euro e a giorni verrà stipulato il contratto, giorno 9 faremo un sopralluogo insieme all’impresa per vedere quale sia la situazione e lo stato dei luoghi e subito dopo consegneremo i lavori”.

“Completata questa fase -conclude Marra- avvieremo le procedure per appaltare la seconda parte finanziata con il Patto per Catania, necessaria per il completamento dell’edificio, ma se ne parlerà nella seconda metà del prossimo anno”.

Anche il Convento Crociferi dunque non è messo troppo bene, dato che per completarlo occorrerà attendere ancora un anno!