“A San Giovanni La Punta, l’ex sindaco Messina continua ad amministrare come “esperto” mentre ad Aci Catena, a pochi mesi dalle elezioni, 7 consiglieri comunali sono stati rinviati a giudizio per il caso di “onnipresenza” durante diverse commissioni consiliari”. A denunziare i due casi di “mala politica” è il Movimento 5 Stelle con i portavoce Rannone e Giarrusso

“L’ex sindaco Messina aveva affermato di volersi dedicare alla famiglia alla fine del suo secondo mandato. Prima aveva richiesto la possibilità di una terza elezione, poi era previsto fosse nominato assessore per ricevere, infine, una consulenza quinquennale come “esperto” con un compenso iniziale di 3,200 euro mensili saliti nel tempo 3,800″.

A dirlo è la portavoce del M5S Giusy Rannone, coadiuvata dall’avvocato Christian Petrina, attivista del movimento, insieme al senatore Mario Giarrusso e all’onorevole Angela Foti.

 

A conferire l’incarico all’ex sindaco Andrea Messina è stato l’attuale primo cittadino Antonino Bellia, eletto nel 2015.

“Quest’ultimo – denunciano i grillini – non ha mai realmente spiegato quali fossero le mansioni e le competenze del ruolo assegnato a Messina. L’Amministrazione – proseguono – ha parlato solo di grande esperienza al servizio dell’Esecutivo e della burocrazia, supporto e coordinamento alle attività della Giunta, tacendo però alle notevoli richieste da parte del Consiglio comunale che denunciava la presenza dei dirigenti preposti a quelle funzioni”.

“Nino Bellia non contento – afferma Giusy Rannone – aveva poi nominato pochi mesi dopo la sua elezione anche un altro consulente, l’avvocato Rosalba Di Mauro, con contratto di 30 mesi ed una retribuzione simile a quella di Andrea Messina, quindi circa 4000 euro mensili, per svolgere incarichi, anche in questo caso, poco chiari. Dal curriculum della Di Mauro risultano competenze specifiche soltanto in ambito forense” conclude la portavoce.

Dopo un numero infinito di richieste da parte della consigliera Rannone, come è stato riferito nel corso di un incontro con i giornalisti, l’onorevole Angela Foti ha interpellato il servizio ispettivo degli enti locali chiedendo risposte.  Successivamente è stato inviato un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura di Catania per un eventuale abuso d’ufficio da accertare.

“E’ assolutamente necessario comprendere come mai due persone non elette dai cittadini ricoprano ruoli non definiti, senza competenze specifiche e con una remunerazione intorno agli 8000 euro mensili che pesano sulle tasche dei cittadini”.

“Ci sono state e ci sono ancora deroghe al principio di legalità a San Giovanni La Punta -afferma il senatore Giarrusso- appoggio quanto fatto dal Movimento 5 Stelle per accertare i fatti e eliminare questo deficit, qualora venga stabilito dalla giustizia che un reato sia stato commesso e non vi sia stata trasparenza e correttezza verso i cittadini”.

In virtù dello stesso principio, anche ad Aci Catena, il Movimento Pentastellato, spera si faccia luce del tutto su una vicenda che aveva contribuito a sollevare, la “gettonopoli” che aveva investito diversi consiglieri comunali, in prospettiva anche delle prossime elezioni amministrative.

Degli undici consiglieri indagati, ben sette sono stati rinviati a giudizio in un’indagine che riguarderà probabilmente un lasso di tempo ben più lungo rispetto a quello esaminato dai 5 Stelle, 6 mesi, e che servirà per delineare i contorni di qualcosa che si verifica ormai sempre più spesso in vari comuni e città, a dimostrazione della scarsa considerazione degli amministratori pubblici verso chi li ha eletti e posti a governare.