E’ stato riavviato il bando per la ricerca di locali a Catania da destinare all’istituto alberghiero Karol Wojtyla per 6 anni, finalizzato a risolvere il problema della mancanza di spazi. Scadenza prevista, il 6 dicembre. Il vecchio bando venne revocato a fine ottobre dopo che sfumò la possibilità di utilizzare il San Filippo Neri e dopo che la proprietà cioè l’Opera San Giovanni Bosco in  Sicilia, a cui era stato aggiudicato nel 2016, non aveva provveduto ad effettuare gli interventi necessari ad adattare i locali alle nuove esigenze scolastiche. Dunque sembra che gli studenti presto potranno scongiurare la condanna dei doppi turni 

La struttura prescelta dovrà collocarsi entro una ragionevole distanza dalle stazioni di fermata dei mezzi pubblici, dovrà possedere la certificazione di agibilità rilasciata dal Comune, avere caratteristiche tali da permettere l’accesso  a persone o studenti portatori di handicap ed essere in possesso del certificato prevenzione incendi.

La storia dell’istituto è molto delicata e complessa: dal bando si apprende che la dirigente scolastica Daniela Di Piazza ha ribadito più volte le criticità riscontrate nelle varie sedi dove è collocato l’istituto e in particolare oltre all’eccessiva frammentazione, soprattutto in relazione agli uffici amministrativi, ha sempre messo in evidenza le pessime condizioni dei locali ormai saturi e invivibili e privi di ogni forma di sicurezza.

La mancanza di spazi ha poi costretto la dirigente scolastica ad adottare la “soluzione” temporanea dei turni doppi. Gli studenti sono attualmente costretti a fare lezioni pomeridiane, uscendo da scuola alle 20.30. Grande il disappunto dei ragazzi soprattutto dei minorenni e delle loro famiglie che lamentano soprattutto la pericolosità delle zone cittadine in cui le sedi dell’alberghiero sono dislocate, vale a dire Monte Po, San Giovanni Galermo e Picanello.

Dopo aver preso in affitto, a febbraio scorso, con trattativa privata, il complesso del San Filippo Neri, in via Vincenzo Giuffrida, un grande edificio con campo da calcio, palestra e auditorium e per anni scuola salesiana, per 264mila euro annui, qualcosa non è andato bene, nemmeno questa volta. Si è perso troppo tempo tra riunioni e lentezze burocratiche e così a fine ottobre si è deciso di revocare il bando.

Una volta ripubblicato, gli studenti sperano che finalmente la situazione possa trovare una valida soluzione in tempi brevi; in caso contrario, se dopo il 6 dicembre non cambierà nulla, i ragazzi hanno già annunciato di riprendere con manifestazioni e cortei.