Oggi, sabato 17 gennaio, si celebrerà in tutti i tribunali italiani la “Giornata Nazionale per la Giustizia”, organizzata dall’ANM. A Catania, studenti delle scuole e cittadini potranno visitare il Tribunale, accompagnati da magistrati e operatori giudiziari. Di seguito, la lettera inviataci da Stefania Cacciola, vicepresidente nazionale di Unimo

Attualmente al centro di numerose riforme, la Giustizia italiana viene da sempre vista con  un certo sospetto dall’opinione pubblica nostrana. La giornata di domani avrà lo scopo di far conoscere più da vicino le aule di Tribunale al cittadino, ma anche di illustrare le difficoltà di amministrare la giustizia in tempi di tagli e riforme drastiche.

Di seguito, riportiamo le parole di Stefania Cacciola, G.o.t. presso le sezioni penali del Tribunale di Catania, nonchè vicepresidente nazionale di UNIMO, una delle associazioni di categoria dei magistrati onorari:

“Nell’immaginario collettivo i magistrati sembrano agire dimenticando che la salvaguardia dei diritti del popolo, in nome del quale emettono sentenze e richiedono le pene, è la loro prorità, conseguentemente, applicare anche ai giudici il principio del “chi sbaglia paga” potrebbe apparire un utile strumento per richiamare la loro memoria.

In questo ambito, verosimilmente, si inserisce la questione della responsabilita’ civile del magistrato che è anche strettamente collegata all’aspetto dell’efficienza della giustizia (al recupero della quale tendono molti provvedimenti resi recentemente in tale ambito) trattandosi di un rimedio che dovrebbe costituire uno stimolo per il giudice a ben operare altrimenti ne risponderà personalmente ed economicamente innanzi alla società.

Ovviamente, il magistrato, come tutti, risponde da sempre del suo operato, anche nell’ambito dell’esercizio delle funzioni che svolge, ma non si deve mai dimenticare la delicatezza di tali funzioni: applicare le norme, cioe’ dare loro vita e, quindi, trasfondere nella realtà di tutti i giorni il lavoro del legislatore, non e’ mai semplice né scevro da conflitti anche interiori.

Ciascuna norma va interpretata e sempre piu’ spesso va integrata, in coerenza sia coi principi del nostro ordinamento sia della normativa comunitaria.

Inoltre, non sempre una giustizia celere e’ giusta, se e’ imprecisa, superficiale, scarsamente coerente, così non sembra utile una ricerca del “fast” a tutti i costi e nemmeno l’introduzione di rimedi che magari traggono origine da episodi che non sono la prassi ma che hanno avuto notevole risonanza mediatica anche, ma non solo, a causa dei soggetti coinvolti.

E’, quindi, importante che si crei un dialogo con la societa’ civile perche’ solo dalla circolazione delle idee la giurisdizione puo’ trarre linfa, rendere piu’ adeguate le decisioni alle esigenze della societa’, e i cittadini che sono i fruitori di tale servizio devono conoscere i luoghi e le persone che operano in tale settore.

Occorre avvicinare i cittadini alla giustizia perché non la percepiscano slegata dalla realtà e superba ma che si rendano conto, ad esempio, che le risorse umane ed economiche riservate all’amministrazione della giustizia sono assolutamente insufficienti allo scopo.

Ecco perché la giornata della giustizia che si celebrerà il 17 gennaio che apre alla collettività le porte dei tribunali, delle corti di appello e delle procure, indetta dall’ANM ed alla quale UNIMO, in rappresentanza della magistratura onoraria, ha aderito assume un significato particolarmente importante.

Pochi conoscono che la magistratura è composta da giudici di ruolo e giudici onorari (che si distinguono in Giudici Onorari di Tribunale, Vice procuratori onorari e giudici di pace) e che questi amministrano la giustizia sia in sede giudicante sia in sede requirente quotidianamente e, pertanto, anch’essi sono soggetti alle norme sulla responsabilità civile.

Auspichiamo, quindi, che domani i cittadini partecipino numerosi, siamo pronti ad accoglierli e far comprendere loro che la priorità della magistratura tutta, quindi, anche onoraria è unicamente la salvaguardia dei loro diritti.”

Stefania Cacciola – vicepresidente UNIMO