Riceviamo e pubblichiamo la nota inviata da Ruggero Razza, dirigente del movimento guidato da Nello Musumeci, indirizzata a sindaco, presidente del Consiglio, consiglieri, segretario generale e ragioniere generale, sul Piano di rientro presentato dall’Amministrazione Bianco

 

Gentili Signori,

come vi è noto da alcuni giorni, anche grazie alla iniziativa assunta dal vicepresidente del Consiglio Comunale, Sebastiano Arcidiacono, la forze sociali e le associazioni cittadine (e quindi le forze politiche anche non rappresentate nell’assise cittadina) discutono della riformulazione del Piano di Riequilibrio finanziario, da adottare ai sensi legge 7 agosto 2016, n. 160 – di conversione del DL 113/2016. Tale riformulazione si è resa necessaria a seguito dei ripetuti interventi della sezione controllo della Corte dei Conti della Sicilia che, nella sua azione di verifica, ha ripetutamente evidenziato numerose inadempienze nell’attuazione del vigente Piano di Riequilibrio, adottato dal precedente Consiglio Comunale con la deliberazione n. 14 del 2 febbraio 2013 e reso esecutivo con la successiva deliberazione della Sezione controllo della Corte dei Conti Sicilia del 26 settembre 2013, n. 269. Gli scostamenti rilevati dalla Corte dei Conti rispetto alla programmazione originariamente contenuta nel Piano, hanno avuto ampia eco negli organi di stampa e determinato una inevitabile preoccupazione per tutte le forze responsabili della città, tenuto conto degli obblighi di legge imposti all’Amministrazione Comunale sull’attuazione del Piano, avendo già avuto accesso alle risorse economiche del Fondo di Rotazione rese disponibili dal Ministero dell’Economia per gli Enti Locali in stato di pre dissesto, nonché un ulteriore contributo della Regione Siciliana. A fronte delle superiori considerazioni, il Piano riformulato presentato da codesta Amministrazione comunale – atto dovuto ai sensi della citata normativa – presenta evidenti contraddittorietà sotto il profilo sostanziale, in quanto sembra determinare in modo surrettizio e non reale la previsione di alcune significative entrate.

 Ad esempio:

1) le entrate provenienti dal piano delle alienazioni appaiono fittizie almeno per due motivi: a) i valori attribuiti ai beni in vendita non sono corrispondenti al valore reale dei beni, anche in ragione della crisi del mercato immobiliare di cui il piano non tiene da conto nella stima degli immobili sottoposti ad alienazione; b) alcuni immobili sembrano difficilmente alienabili: si pensi, da un lato, alle chiese sconsacrate (chi mai comprerebbe un bene non suscettibile di cambiamento di destinazione d’uso per i vincoli storici e sul quale sono necessari importanti costi di restauro?), dall’altro alle centinaia di botteghe nel quartiere Librino, per non parlare dei beni ad alto valore culturale e/o sociale inseriti nell’elenco. Peraltro, non risulta agli atti che sia mai stato richiesto parere alla Soprintendenza dei Beni Culturali, con specifico riguardo ai beni di valore artistico che si ritiene di potere alienare;

2) quanto all’alienazione della rete gas appare anch’essa una voce di difficile realizzabilità al valore indicato, e ciò in quanto: a) l’acquisto dovrebbe avvenire da parte di Asec S.p.A., società interamente partecipata dal Comune di Catania; b) Asec S.p.A non è riuscita ad ottenere dal sistema bancario i circa 30 mln di euro necessari per ottemperare alle prescrizioni dell’autorità del gas, la quale ha imposto che entro il 2014 si dovesse sostituire l’intera rete in ghisa: quale banca ha dato la disponibilità per consentire che Asec S.p.A acquisti la rete del Comune?; c) come si può imporre ad una partecipata l’acquisto di un bene e a un determinato valore? d) quanto alla valutazione, quella effettuata dall’ing. Trainiti non tiene conto dei trenta milioni necessari per la sostituzione della rete in ghisa prevista dalla delibera dell’AEEG 168/2004, così come non tiene conto dei costi necessari per la protezione catodica della rete che, ai sensi del Testo Unico dei servizi di distribuzione del gas (TUGD), prevedeva che entro il 2015 la rete in acciaio fosse messa in protezione catodica efficace; e) il valore della rete, quindi, al massimo, anche ipotizzando che il metodo di stima adottato sia corretto, dovrebbe prevedere una riduzione pari ai costi necessari per adempiere alle indicate prescrizioni; f) appaiono, quindi, sovrastimati i 60 milioni imputati nel piano approvato dalla giunta;

3) il Piano non tiene conto, altresì, dei costi sostenuti dall’AMT MUNICIPALE, che dovrebbero risultare dai rispettivi bilanci, e non previsti nel piano di liquidazione. A fronte di queste sommarie indicazioni, che diventano grottesche se si pensa al valore imputato (a titolo esemplificativo) per il noto Palazzo Bernini, per il quale è indicato un costo di dismissione pari a circa sette milioni di euro, dimenticando che lo stesso immobile è stato già venduto (in sede di esecuzione immobiliare) a poco più di due (!!!). Parimenti desta preoccupazione il parere espresso dai revisori, i quali: 1) attestano la mancanza “di idonee clausole di salvaguardia e/o misure correttive che possano porre in equilibrio il piano stesso”; 2) invitano gli organi dell’Ente a predisporre “l’introduzione al piano di idonee clausole di salvaguardia e/o misure correttive”; 3) concludono: “si rende necessario l’attivazione delle seguenti attività propedeutiche alla sostenibilità del sopra richiamato piano:……..”;

4) esprimono parere favorevole, condizionandolo alla attuazione delle superiori necessità (“si esprime parere favorevole … nell’intesa che le superiori necessità sopra riportate, siano attuate”). Non si può non rilevare come il predetto parere, appaia inficiato da un vizio dell’iter logico: da una parte, i revisori, accertano la mancanza di “di idonee clausole di salvaguardia e/o misure correttive che possano porre in equilibrio il piano stesso”, “clausole e misure” ritenute propedeutiche alla “sostenibilità del piano”, dall’altro, consci dell’impossibilità di attuare quanto ritenuto propedeutico per la sostenibilità del piano, prima della data ultima di votazione dello stesso (30 settembre), concludono con un parere favorevole. Ed è per questa ragione che si è espressa preoccupazione, in quanto il giudizio dei revisori deve essere espresso sul “documento” oggetto della loro attività di vigilanza, che sarà posto entro il 30 settembre alla votazione del consiglio comunale; pertanto, o le misure e le azioni del Piano posto in votazione sono “sostenibili”, e quindi l’atto meritevole del parere favorevole, o non sono “sostenibili” e pertanto esso andrebbe sanzionato con la mancata apposizione del parere favorevole.

Tutte le superiori considerazioni, che si vogliono sottoporre alla prudente attenzione dei competenti organi amministrativi della città, non rappresentano mere congetture, ma la corretta lettura degli atti diffusi. Di qui la nostra assoluta preoccupazione, non soltanto perché l’inattendibilità del Piano, per le palesi sue contraddizioni, appare in violazione di legge, con gravissimo danno economico per l’Ente, ma anche in quanto si tratta di un atto il cui contenuto, per gli aspetti indicati, appare come la falsa rappresentazione di una realtà destinata a non potersi verificare, con la conseguenza che la sua eventuale approvazione comporterebbe la consapevole adozione di un atto che non potrà mai essere attuato e, quindi, può essere intesa come il tentativo di ritardare l’unico atto dovuto a fronte delle attuali condizioni economiche dell’Ente: la dichiarazione del suo dissesto. Il nostro movimento – che si riconosce nel gruppo parlamentare “Lista Musumeci” all’Assemblea Regionale Siciliana – ha ritenuto che fosse indispensabile contribuire in modo diretto al patrimonio conoscitivo di quanti possono ancora assumere le iniziative necessarie, restando evidente che la loro mancata adozione non potrà che essere intesa come atto cosciente e consapevole a fronte dei rilievi esposti nel capoverso che precede. Nell’auspicio che questo contributo possa esser raccolto come propositivo e nella consapevolezza del dovere civico di ciascuna forza politica di esprimere le proprie valutazione, invio i più cordiali saluti. 

avv. Ruggero Razza