Tutto si è bloccato sul più bello. Proprio quando dalla Regione erano arrivate le autorizzazioni necessarie e le ruspe erano pronte ad entrare in azione. Poi, d’improvviso il decreto di revoca che manda tutto all’aria. E così quella della mega discarica con un investimento da 50 milioni di euro nella Valle del Dittaino – terra del grano duro – diventa un giallo. O forse no.

Di certo, quel decreto, elimina un certo imbarazzo serpeggiato all’interno della squadra autonomista del Governatore Lombardo. Un intrigo tutto in salsa Mpa. I “perché” sono semplici da spiegare. A cominciare da quelle autorizzazioni rilasciate dall’assessorato regionale Territorio ed Ambiente con tempi da primato mondiale per un progetto privato (la ditta è quella del vice presidente di ConIndustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro): ci sono voluti appena 11 mesi per il rilascio delle complicatissime autorizzazioni geologiche e di impatto ambientale. Tra queste anche quella dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (l’AIA).
Un documento che dipende direttamente dall’assessorato regionale e che non ottieni certo con uno schiocco di dita: in ballo c’erano 1 milione e 300 mila metri cubi di terra, da adibire ad enorme immondezzaio. Un caso che diventa anche istituzionale e che celebra un feroce scontro ai più alti livelli. Da una parte il ministro all’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che è andata di persona laddove sarebbe sorta la discarica, facendosi “scortare” da Sergio De Caprio (il Capitano “Ultimo” che arrestò Riina): “Un Presidente della Regione che firma queste autorizzazioni mi lascia perplessa”, ha esclamato. “Non compete certo al Presidente della Regione firmare le relative autorizzazioni”, ha ribattuto da par suo il Governatore lasciando intuire di non saperne nulla della questione. Sarà.
Ma, allora, sorprende che tra i lasciapassare essenziali per la costruzione della discarica vi sia quello geologico firmato dall’ex Ingegnere capo del Genio civile di Enna (oggi promosso a Palermo) Vincenzo Di Rosa candidato alle regionali 2008 nella lista Lombardo Presidente. Così come sorprende che anche del progetto Caltagirone si sia parlato nel corso della giunta regionale del 30 dicembre dello scorso anno ma nessuno d’improvviso ne sa più nulla. Oppure, che il sindaco Mpa di Assoro, Pino Capizzi, abbia dovuto farsi in quattro per verificare che il Prg consentisse che il sito potesse essere adibito a discarica. O che l’ingegnere che ha concesso a maggio scorso il via libera per l’iter amministrativo sia Natale Zuccarello imparentato con Lino Leanza (Mpa).
Tutte coincidenze. Forse. Fatto sta che alla Procura della Repubblica di Enna la lunga serie di fatalità ha suscitato una certa curiosità tanto da aprirvi un fascicolo. Ma niente paura: l’indagine è solo conoscitiva. Almeno per ora.

Anthony Di Stefano

    La cronologia
    9 settembre 2009: Conferenza dei Servizi istruttoria per verificare i termini necessari per il via libera alla Piattaforma dello smaltimento rifiuti nella Valle del Dittaino. Ci si ridà appuntamento a fine novembre.
    3 novembre 2009: L’Ufficio Procedure A.I.A. dell’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente (Dirigente tecnico Arnone e Dirigente del Servizio Di Lorenzo) concede il proprio via libera all’impianto della Catanzaro Costruzioni Srl.
    18 novembre 2009: Data che rappresenta uno dei passaggi cruciali dell’intera vicenda. L’allora ingegnere capo del Genio Civile di Enna, Vincenzo Di Rosa, esprime il parere favorevole alla Piattaforma.
    20 novembre 2009: Conferenza dei servizi decisoria. In questo caso i pareri positivi alla discarica vengono espressi dall’Arpa, dalla Provincia di Enna, dall’Asp. C’è ovviamente anche il documento che attesta parere favorevole del Genio Civile.
    14 dicembre 2009: La Società Catanzaro Srl produce al Comune di Assoro gli elementi definiti “essenziali” per il via libera alla costruzione della discarica.
    17 dicembre 2009: La Giunta comunale di Assoro approva lo schema di convenzione per la piattaforma integrata per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti.
    22 dicembre 2009: La Giunta comunale di Assoro dà mandato al Sindaco affinchè esprima parere favorevole alla realizzazione delle opere previste per l’allestimento della discarica.
    24 dicembre 2009: Il primo cittadino di Assoro, Giuseppe Capizzi, concede il parere favorevole.
    30 dicembre 2009: In Giunta Regionale approda la Relazione finale sulla Proposta di Revisione del Piano di Gestione dei Rifiuti in Sicilia. A pagina 19 della Relazione figura tra i Siti attivabili a media scadenza l’unico gestito da privati: quello di Assoro.
    31 marzo 2010: Concesso dall’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente il giudizio di compatibilità ambientale positivo (relativo alle emissioni in atmosfera) per la costruzione della discarica.
    5 maggio 2010: A firma del dirigente responsabile, Natale Zuccarello, arriva dall’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente la comunicazione di avvio del procedimento amministrativo per la realizzazione della piattaforma integrata per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti in Contrada Terra di Chiesa.
    9 giugno 2010: Dall’Assessorato regionale arriva pure la notifica del D.D.G. con il quale è rilasciata alla Ditta Catanzaro Costruzioni Srl l’Autorizzazione Integrata Ambientale (la cosiddetta AIA). Le firme apposte sono quelle del responsabile del procedimento, Gianfranco Cannova e del dirigente generale, Sergio Gelardi.
    21 ottobre 2010: L’Assessorato regionale – con Decreto – revoca tutto.

    Associazione Rifiuti Zero di Messina e Palermo:
    Il Governo nazionale ha stabilito che lo stato di emergenza rifiuti in Sicilia, di cui commissario è stato nominato il governatore Lombardo, durerà fino al 2012, con ciò trasformando l’emergenza in stato stazionario. La Sicilia, infatti, è in emergenza rifiuti dal 1999, con una breve parentesi dal 2007 al 2010.
    Questo tradisce una sola, triste realtà: il Governo non è in grado di risolvere il problema rifiuti in Sicilia, come non lo ha risolto a Napoli dove ha nascosto fuori città una montagna di RSU ed ha approntato un Piano Rifiuti emergenziale basato su inceneritori ed impianti di discarica.
    Adesso Lombardo, nella veste di Commissario all’emergenza rifiuti, avrebbe dovuto produrre un Piano Rifiuti Regionale entro il 21 settembre, cosa che non è avvenuta, e che si sta nascondendo riproponendo alla stampa notizie vecchie come la costruzione di un impianto di smaltimento nella valle del Dittaino e l’esportazione dei rifiuti.
    Temiamo allora fortemente che per la Sicilia sia stata programmata la stessa sorte di Napoli, un Piano Rifiuti solo in ritardo, di modo che l’emergenza possa giustificare altre discariche e nuovi inceneritori, che tanto erano stati criticati da Lombardo quando facevano parte del Piano Cuffaro. Questo avrebbe il solito scopo finale di poter movimentare molto denaro pubblico con il minimo di controllo.
    Ci batteremo dunque per un immediato Piano Rifiuti sostenibile, poco costoso e non inquinante, così come prevede la legge in vigore che attribuisce un ruolo assolutamente preponderante alla riduzione della produzione dei rifiuti, al riuso e alla raccolta differenziata e al riciclo.