Lo avevano annunciato con una mail dell’Immacolata e confermato in tarda mattinata: hanno fatto l’uovo. I sindacalisti catanesi, tra cui mariti di ex deputati PD, consiglieri comunali PD ed ex assessori della giunta Bianco, più qualcun altro che gli va dietro non si capisce perché, si sono riuniti in via Crociferi 40 e hanno emanato un comunicato con il quale pretenderebbero di certificare la loro esistenza in vita. Addirittura niente meno che uno “SCIOPERO GENERALE”, mentre hanno dormito per tutti e cinque anni, anzi, hanno fatto anche da assessori e candidati a chi distruggeva la città. Sui social si scatena l’indignazione dopo aver assistito al loro ruolo con responsabilità pienamente condivise in questi anni con chi ha devastato tutto il devastabile senza lasciare un minimo di speranza e neanche un centesimo in cassa.

Sono stati in prima fila in questi anni in tutte le foto di rito, mai che abbiano proclamato uno sciopero, al massimo qualche aperitivo, mentre si truccavano bilanci e fedelissimi dell’amministrazione finivano sotto processo, interdetti, arrestati.

Non si accorgevano di quello che stava capitando e alcuni di loro avevano la sfacciataggine di assumere persino incarichi istituzionali incompatibili, per non dire di dimissioni frettolose per candidarsi alle regionali o quant’altro.

Sempre presenti alle riunioni di “cabine di regia” o “tavoli” di varia natura che hanno fatto di tutto tranne che affrontare con serietà uno solo dei problemi della città: memorabile la passerella alla zona industriale con l’escavatore giocattolo per finti lavori elettorali.

Adesso si sono scatenati, proprio quando la città ha bisogno di serietà solo si inventano uno “sciopero generale” clownesco che saremo proprio curiosi di poter raccontare nei suoi risultati.

Intanto emanano un comunicato esilarante, giunto alle 13.06, (alle 13.11 ne arriva un altra con le foto che pubblichiamo) con un passaggio criptico degno della peggiore fumettistica porno:


++Dissesto Comune, presto a Catania uno sciopero generale++

Per la città di Catania il nuovo anno si aprirà con uno sciopero generale dei lavoratori indetto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl provinciali. Si tratterà di una protesta ampia e non simbolica. L’obiettivo è duplice: chiedere se e come il governo nazionale interverrà a sostegno della città con i fondi  richiesti dalla giunta Pogliese e dalle forze sindacali e sociali, conoscendo gli esatti importi e i tempi di erogazione.

Ma anche capire come l’amministrazione comunale vorrà concretamente affrontare il Piano di risanamento e recuperare l’evasione fiscale. Il dissesto non durerà poco, ma tutto il tempo necessario per ottenere nuove liquidità e studiare misure di recupero che coinvolgeranno un terzo dell’economia cittadina, in primis quella sociale, ma anche delle imprese, dell’impiego pubblico, delle partecipate, e del mondo culturale.

L’incontro di oggi pomeriggio al Comune, per i sindacati catanesi , inoltre, è da considerarsi non una tappa della concertazione, ma un ordinario incontro pubblico.

È questo, in breve, l’esito dell’attivo unitario tenutosi stamattina nel Salone Russo di via Crociferi 40; tre ore di confronto serrato in compagnia anche delle centrali cooperative, con l’idea ben chiara che il dissesto non può essere un evento gestito senza la concertazione reale e non ancora applicata come si dovrebbe. É anche urgente prevedere una razionalizzazione complessiva della spesa evitando danni lineari e macelleria sociale. 

“Lo sciopero generale non è considerato un obiettivo finale ma di partenza per una seconda fase più dura e consapevole di una lotta sindacale e socialedichiarano i quattro segretari generali Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci – Ci sono molte domande che attendono risposta: al netto dei contributi cosa accadrà da gennaio in poi? Quanto i catanesi sono veramente consapevoli delle conseguenze che si consumeranno sulla propria pelle? Il rischio rimozione potrà solo peggiorare l’impatto finale. Ecco perché rimanere uniti, insieme ai lavoratori e ai cittadini tutti, è l’unica possibilità per fare il bene di Catania”.


Ma non è pazzesco? Cadono dal pero: parlano di “attivo unitario”, linguaggio da Bignami del sindacalismo anni settanta, forse.

Per non dire della frase, quella criptica: “L’incontro di oggi pomeriggio al Comune, per i sindacati catanesi , inoltre, è da considerarsi non una tappa della concertazione, ma un ordinario incontro pubblico.”

Ma che vuol dire? “Ma come parlano? direbbe Moretti…

Intanto la risposta, durissima, arriva a stretto giro su Facebook con un post di Fabrizio Donzelli, uno di quei dipendenti comunali senza stipendio che evidentemente non crede proprio che una pur minima soluzione possa passare per questi campioni, da anni sempre gli stessi, della lotta sindacale:

“Lo voglio gridare da dipendente comunale, da ex amministratore locale, da amante della Politica: i sindacati NON ci rappresentano!
Dove sono stati negli ultimi 20 anni…
Hanno fatto finta di non sapere e si sono voltati dall’altra parte per garantirsi la benevolenza dei potenti di turno.
Sono stati utilizzati da qualcuno per garantirsi carriere, posizioni sociali, posti di lavoro, incarichi politici per sé stessi o per parenti e amici.
Altro che sciopero generale…
Non siete nelle condizioni di rappresentare chi con grandissima dignità ed onore continua a fare il proprio dovere anche in una situazione di grande tragicità per le proprie famiglie.
Adesso basta.”

Che dire?

Catania ne ha di strada da fare, ma si comincia a capire da dove partire…