Che l’accertamento dello stato di dissesto del comune di Catania avrebbe avuto conseguenze pesantissime sulla comunità etnea lo abbiamo scritto sino alla noia. Il taglio di alcuni servizi si è già realizzato mentre troppi fornitori sono finiti nel dedalo della procedura fallimentare. Ferme restando tutte le valutazioni sacrosante su responsabilità politiche, morali, contabili e penali di tutti quei cialtroni che questo danno lo hanno creato, non è pensabile che si possa essere così giullari al governo centrale da lasciare la settima città metropolitana del paese in queste condizioni. Ribadiamo la convinzione che Catania sia città vittima della malavita politica e per tale motivo occorre una legge speciale analoga a quelle che tutelano le vittime di mafia, estorsione ed usura. Giunti ormai alle soglie del baratro, il sindaco della città Salvo Pogliese ha recapitato una significativa lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte alla quale hanno ritenuto di dover rispondere, chissà perché e in maniera alquanto incomprensibile e persino risibile, le parlamentari 5Stelle Tiziana Drago, Simona Suriano e Nunzia Catalfo che evidentemente non hanno idea di cosa significhi rappresentare in maniera degna ed efficace una comunità e probabilmente non sanno neanche dove stanno di casa. A troppi sembra che basti emanare assurdi comunicati a raffica per giustificare stipendi inimmaginabili per gente venuta dal nulla. Tanto per dirla, come sempre, molto chiaramente: QUESTO DELLE 3 PARLAMENTARI 5STELLE È UNO DEI COMUNICATI PIÙ STUPIDI ED INOPPORTUNI MAI LETTI IN TANTI ANNI DI ATTIVITÀ! I testi integrali.

Il testo della lettera del sindaco di Catania Salvo Pogliese al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte:

Egregio Signor Presidente,

come certamente ricorderà, lo scorso 26 ottobre, Le fu recapitata una lettera aperta in cui, a fronte dell’inevitabile dissesto del Comune di Catania, le rappresentavamo la necessità di un sostegno straordinario del governo, che evitasse drammatiche ricadute sulla coesione sociale della Città, vista l’impossibilità di assolvere ai servizi obbligatori per legge (dipendenti, scuole, rifiuti, servizi sociali ecc…) e agli obblighi contrattuali (partecipate, discarica, asili nido, rate di mutui ecc…) derivanti dall’attività ordinaria.

Purtroppo, nonostante le decine di incontri con Ministri, viceministri, sottosegretari e parlamentari e le sincere manifestazioni di disponibilità e attenzione, nessuna concreta misura è stata ancora adottata, aggravando una situazione divenuta ormai insostenibile, che solo grazie all’encomiabile senso di responsabilità delle parti sociali e istituzionali non è sfociata in questione di ordine pubblico.

Come anche il Sig. Prefetto le potrà confermare, ogni giorno, riscontriamo l’impossibilità di dare risposte concrete alle legittime richieste delle fasce più deboli della popolazione, a cui si stanno progressivamente eliminando indispensabili garanzie e protezioni, oltre al blocco totale di servizi e stipendi, che nei prossimi giorni investirà diverse migliaia di famiglie.

Un’oggettiva condizione di stallo che va immediatamente rimossa con indefettibili interventi di sostegno alla settima città capoluogo di area metropolitana d’Italia, che sta pagando un pesantissimo tributo al passato; anche per evitare il concreto rischio, purtroppo ormai vicino, che questo disagio si trasformi in una drammatica  questione di sicurezza sociale .

Per questo ci rivolgiamo a Lei, all’equilibrio istituzionale di direzione politica del Governo che le viene riconosciuto, per sollecitarla vibratamente a provvedere, con provvedimenti urgentissimi, che diano la possibilità, al Comune e alla Città, di potersi affrancare da questa condizione di drammatica difficoltà che ha portato al collasso una grande comunità, ormai prossima al baratro.

Siamo speranzosi che con il Suo autorevole intervento, entro pochissimi giorni prima che i danni diventino irreparabili, vengano adottate le misure legislative e di governo che da mesi abbiamo vanamente invocato (sospensione per l’arco temporale del dissesto delle rate di mutui e delle anticipazioni ricevute da Mef e Cassa Depositi e Prestiti con rinegoziazione successiva degli interessi; conferma degli ulteriori 2/12 dell’anticipazione di cassa fino a completamento del risanamento; nuove entrate dirette come avvenuto per Roma Capitale; la Tari nella bolletta elettrica per garantire una riscossione certa) solo per citare le principali.

Chiediamo, cioè, che lo Stato si faccia partner e garante del cammino di risanamento che in questi mesi abbiamo intrapreso attuando drastici correttivi finanziari, consentendoci di varare un bilancio stabilmente riequilibrato, senza che ciò comporti costi diretti per le finanze statali.

Quando, lo scorso 16 Agosto, abbiamo prestato giuramento davanti al consiglio comunale per l’insediamento della nuova amministrazione, coscienti delle difficoltà a cui andavamo incontro, abbiamo evocato il motto “Melior de cinere surgo” ovvero “dalle ceneri risorgo più bella”.

Ci aiuti Signor Presidente con la sua risolutezza, a mantenere viva la gloriosa tradizione di una città e un popolo capaci, nel corso dei secoli, di risorgere per ben otto volte dalle proprie ceneri e che anche stavolta vuole rialzarsi.


A seguire il comunicato integrale, un vero capolavoro compreso il titolo, della nota emanata dalle parlamentari 5Stelle elette nel collegio catanese. Catalfo, Drago e Suriano provano inopinatamente a trascinare nelle loro beghe da bottega con gli alleati di governo della Lega persino la tragedia del dissesto di Catania:

Dissesto a Catania, le parlamentari Catalfo, Drago e Suriano (M5S) replicano alla missiva del sindaco

Sulla lettera inviata dal sindaco di Catania Salvo Pogliese al premier Giuseppe Conte sono intervenute le parlamentari catanesi del Movimento Cinque Stelle Nunzia Catalfo, Tiziana Drago e Simona Suriano.

“Apprendiamo con stupore – dicono le parlamentari – della lettera del sindaco al presidente del consiglio Conte. Stupore perché questo governo, con il Movimento Cinque Stelle, ha dimostrato una grandissima disponibilità sia nell’ascolto sia nell’azione per venire incontro alle esigenze di Catania e dei suoi cittadini. Questi ultimi sono i soli a cui dobbiamo rendere conto e che non possono pagare lo scotto delle cattive amministrazioni che si sono succedute a Catania nel corso degli ultimi 20 anni”.

“In particolare, partiamo dai fatti e dai numeri. Il Governo per Catania si è mosso per fronteggiare con atti concreti l’emergenza sociale. Basti pensare ai fondi per la non autosufficienza (41 milioni di euro per l’intera isola), al fondo contro la povertà (di cui a dicembre sono stati erogati 4,2 milioni), al Pon Inclusione (assegnati 8,5 milioni nel triennio 2017-20, erogati in anticipazione nel 2018 1,3 milioni di euro), al fondo 285 che ha previsto 1,5 milioni di euro per Catania e allo stanziamento di 3 milioni per realizzare asili nido in città”.

“Oltre a ciò – proseguono le esponenti pentastellate – siamo stati subito pronti all’ascolto del sindaco e abbiamo, nel giro di pochi giorni, organizzato un incontro con la vice ministra all’Economia Laura Castelli che ha tradotto, gli spunti lanciati dal primo cittadino, in atti pronti ad essere portati alla attenzione dell’interno governo”.

“Abbiamo constatato le forti resistenze nei confronti delle misure avanzate, sia a sostegno di Roma sia a sostegno di altri Comuni in difficoltà, da parte della Lega. La stessa Lega che è alleata di governo della città del sindaco Pogliese e che esprime un assessore. La Lega che per bocca del senatore Candiani, rappresentante del Carroccio in Sicilia, ha detto a Catania di aspettare il voto delle Europee e di “stringere i denti”. Quindi da un lato c’è una forza politica che si impegna, che dialoga, che porta fondi e sostanza mentre dall’altro c’è una forza politica, alleata, che per mero gioco di calcolo elettorale rinvia l’approvazione di atti importanti come se nulla fosse. Non vorremo che, visto che il sindaco Pogliese ha recentemente lasciato Forza Italia, la questione del dissesto di Catania sia una carta giocata, alla maniera della vecchia politica, per “convincere” il primo cittadino a passare con la Lega”.

“Spiace inoltre – concludono le deputate – che si addossino tutte le responsabilità alla sola azione del Governo nazionale. Il Movimento è stata l’unica forza politica che negli ultimi anni ha fatto le pulci ai sindaci che si sono succeduti e che hanno sperperato. Chi ha causato il dissesto è una classe politica, trasversale di destra e di sinistra, che ha nomi e cognomi precisi e siamo felici che la procura stia indagando. Però adesso il Comune di Catania deve dimostrare un cambio di passo: dalla gestione rifiuti sino alla bassissima capacità di riscossione. Cambio di passo che non si è ancora visto. Non si può attendere, come si faceva un tempo con il clamoroso caso di Stancanelli e dei fondi Cipe, la classica pioggia di milioni riparatrice: con questo governo non ci potrà essere”.


In conclusione, a prescindere dal mittente e chiunque fosse stato il sindaco della città, il contenuto della missiva di Pogliese non può non essere che condivisa da chi ha un minimo di onestà intellettuale: a noi, da cittadini catanesi ben prima che editori o giornalisti, interessa il bene di Catania e dei nostri concittadini, soprattutto dei più deboli che stanno rischiando troppo.

E non c’è dubbio che le responsabilità sulla totale incapacità di affrontare la crisi catanese siano equamente distribuite tra entrambe le forze che sostengono l’attuale governo, 5Stelle e Lega: entrambe ciarlatane, dilatorie, inconsistenti, impegnate in un patetico scontro quotidiano più degno di un’accozzaglia psicotica e troglodita che non di una classe dirigente.

È passato ormai quasi un anno dalla dichiarazione del dissesto: è da pazzi quello che stanno combinando!

Trasformare per di più in polemica sterile e cretina ogni occasione solo per tentare disperate affermazioni di esistenza in vita e magari giustificare stipendi parlamentari che neanche potevano sognarsi, non è più tollerabile: anzi, ha ormai superato la soglia della preoccupazione.

Non occorrono altri commenti ed è di tutta evidenza che il governo centrale non ha fatto nulla di nulla per affrontare il dossier Catania, ma proprio questo surreale intervento delle tre parlamentari catanesi è un esempio da manuale di cosa comporti il deficit di adeguata rappresentanza che stiamo subendo, non meno pericoloso di quella classe dirigente responsabile del disastro che si pretenderebbe sostituire.

La strada del cambiamento non può passare dall’inutile ed irresponsabile starnazzare.