Caciarona e colorata, la movida catanese è nota da sempre per la sua instancabile energia. Uno tsunami che travolge nel piacere notturno di vicoli e vicoletti barocchi aromatizzati da chiacchiere e risate

Disordinata e ribelle, la Catania “che non dorme mai” oscilla da tempi immemori tra richieste e bisogni civici contrastanti: potenziare il fermento giovanile o tutelare i residenti del centro?

Nel tempo, sono state molte le strade sperimentate dalle varie amministrazioni ma sembra che i catanesi – anche i giovani che non ne hanno memoria in prima persona – rimpiangano quella che viene definita “l’età dell’oro etnea”: quella dei caffè-concerto.

Negli ultimi anni, poi, il centro storico ha cambiato il suo aspetto radicalmente. Sfregiata nel suo volto ridente da mini-gang criminali, risse e spaccio, la “Milano del Sud” si è trovata smarrita nel degrado e negli eccessi che hanno infiammato le lamentele degli amanti di Piazza Teatro Massimo e dintorni.

Per fronteggiare la crescente microcriminalità e per far dormire “sogni tranquilli” ai residenti della zona, le istituzioni hanno aumentato i presidi delle forze dell’ordine in strada e i controlli ai locali.

Ma oggi, qual è la condizione del centro storico?

Per farcelo raccontare, abbiamo trascorso una serata in Piazza Teatro.

Ed ecco che ci imbattiamo nelle prime note stridenti ancor prima di spegnere il motore dell’auto.  Infatti posteggiando in Piazza Manganelli, ormai, è necessario pagare il tagliando Sostare fino alle 3: misura che però non è servita ad allontanare i posteggiatori abusivi.

 In due presidiano la piazza, ma dove sono gli agenti? Scorgiamo a meno di cento metri, posteggiata in via Mancini, la Polizia Municipale.

Proseguiamo verso i vicoli colmi di pub. I giovani cominciano ad animare le strade mentre il Rigoletto allieta gli spettatori del Teatro Massimo. La zona è presidiata dai Carabinieri e pattugliata da tutte le altre forze dell’ordine, eppure, riceviamo l’offerta di “hashish ed erba” da giovani spacciatori che impavidi sponzorizzano la loro attività.

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A raccontarcelo alcune figure che lo vivono giornalmente, in primis, un commerciante.

Ci sono ancora giovani pusher, così come le mini-gang, ma sono più ‘innocui’ rispetto all’anno scorso, sicuramente perché intimoriti dal presidio delle forze dell’ordine durante il week-end. Ma i problemi persistono, proprio venerdì scorso tornando a casa ho trovato sputi sul sellino del motorino e una quantità non indifferente di birra dentro il casco”.

Infatti, non bisogna accendere i riflettori sulle falle del sistema istituzionale se in primo luogo a generare i problemi siamo noi cittadini. Un esempio, è l’insufficiente rispetto per l’ambiente urbano.

 

Recuperando l’auto e facendo un giro nella sempre fascinosa Piazza Stesicoro, imbocchiamo via Giovanni di Prima. In una zona che tutti conoscono semplicemente come “via delle Finanze”. Il restyling con la pista ciclabile non ha ripulito il marciapiede dal mercato sessuale.

 

Poi, tra gli argomenti più dibattuti c’è chiaramente la questione alcolici. Quali sono le normative vigenti? Cosa ne pensano i commercianti? A breve sentiremo l’assessore Angela Mazzola sul caso…

Intanto, un barman ci dice la sua sulla vox populi riguardante la qualità degli alcolici somministrata dai locali:

“Ho lavorato in molti pub e mi è capitato di vedere giovani lasciarsi attrarre dalle ‘offertissime’ per poi sentirsi male. Spesso la causa è legata ad alcol scadente: è facilissimo ingannare il cliente utilizzando bottiglie di note marche travisate con alcolici di qualità inferiore. Penso che per fronteggiare questo fenomeno molti pub abbiano attuato un’azione di fidelizzazione dei consumatori dimostrando serietà e qualità, riuscendo contemporaneamente a mantenere prezzi accessibili.”

Continuando la nostra passeggiata, un’esilarante melodia ci attrae verso un pianoforte, un marciapiede e un pianista. Daniele Salamone ci dà il benvenuto in una Catania che vuole il riscatto artistico:

“La cultura musicale nata in strada, elemento caratterizzante della movida di questa città per anni, è ormai scomparsa. Sarò un nostalgico ma proviamo a fare quel che si può…