Sarà un appello alle forze sociali e alla stampa, quello del vicepresidente vicario del Consiglio Comunale Sebastiano Arcidiacono e di Maurizio Caserta professore ordinario della facoltà di economia. L’incontro di venerdì 23 marzo, si terrà nell’Aula Consiliare di Palazzo degli Elefanti in Piazza Duomo, a Catania. “È di fondamentale importanza in questa fase così drammatica della politica locale non lasciarsi prendere solo dalla voglia di fare piazza pulita del passato senza pensare alla necessità di ricostruire”

“Non c’è alcun dubbio che la politica catanese vada rifondata, non si può restare in attesa che la distruzione continui. Ma occorre avere la forza di progettare il futuro. Pensando a ciò che occorre fare nei tempi medi. In 10 anni ad esempio. 10 anni sono un periodo sufficientemente lungo per realizzare alcuni cambiamenti strutturali che allo stato attuale delle cose risultano necessari alla sopravvivenza della nostra comunità. Dieci anni coincidono con due mandati nelle più importanti assemblee deliberanti del nostro paese come il Parlamento, le Assemblee regionali e i Consigli comunali. Poiché quelle assemblee, e gli organismi esecutivi che esprimono, possono incidere su questi cambiamenti, vale la pena chiedersi cosa possano fare in due mandati.

 Qui nella nostra città dobbiamo confrontarci sulle cose da fare, continuare a disquisire su quanto è degradato il costume politico locale non serve più. In un post recente Maurizio Caserta ha provato a elencarne 10 cose da fare in 10 anni, sia facili sia difficili, alcune in verità molto difficili. Azioni che richiedono risorse, nuove regole e un nuovo modo di fare politica. Perché è solo avviando un programma di questo tipo, mobilitando innanzitutto idee e modelli, che si potrà disegnare una grande idea di città. E’ questa la condizione fondamentale perché le risorse, materiali e immateriali, possano esservi finalmente attratte in maniera virtuosa.

 E’ evidente a tutti che oltre a queste 10 ce ne saranno altre di cose da fare:  l’elenco si può allargare, alcune di quelle elencate possono diventare meno importanti mentre altre assumere un’urgenza assoluta. Questo incontro è un punto di partenza. Una porta che si apre a tutte le forze sociali presenti in città”.