Ci ha tentato il sindaco Pogliese a coinvolgere la città con un’inedita “assemblea pubblica”, ma il risultato è stato più che deludente con unici partecipanti gli stessi rappresentanti delle cosiddette “categorie sociali” che ormai conosciamo troppo bene e che sono i primi che dovrebbero lasciare spazio ad altri meno compromessi con quanto sta accadendo. Come immaginavamo, infatti, la “concertazione” che si è tenuta ieri pomeriggio tra il sindaco Salvo Pogliese e i Rappresentanti Sindacali non è stata altro che un dialogo tra sordi. Affluenza bassissima, zero spunti interessanti, esponenti di ambo le parti disinteressati e svogliati, e sullo sfondo, come se niente fosse, il dramma di un’intera città.

Mentre ci sono migliaia di lavoratori che non percepiscono stipendio, chi se ne dovrebbe occupare ha esclusivamente pensato a ‘mantenersi sulle sue’. Difatti le distanze tra i rappresentanti sindacali e i politici non sono mai state colmate nel corso dell’intero incontro, né fisicamente né concettualmente. C’è da dire che, oltre all’atteggiamento dei presenti, anche il modo stesso in cui è stato pianificato il confronto non ha fatto altro che alimentare questo “distacco”.

Infatti come si può pretendere di far partire un dialogo senza dare la possibilità di un vero e proprio botta e risposta? La riunione si è svolta così: prima ha preso la parola il sindaco, poi i sindacalisti e poi di nuovo il sindaco, e poi fine, sipario su questo banale teatrino. Ciascuna delle parti ha agito come se fosse da sola, in un compartimento stagno. E per di più senza molto impegno e concentrazione nell’ascoltare l’altro!

Come ci rendiamo conto da questo video c’erano telefonini che suonavano continuamente, gente che parlava amabilmente con chi aveva accanto mentre qualcun altro aveva il microfono in mano, un tizio si ostinava ad accendere il computer e il tono di windows veniva sparato a tutto volume dal microfono che aveva vicino, e così via. Non ascoltarsi non è una buona mossa se si vuole davvero iniziare un dialogo. In un clima del genere impera il caos e l’approssimazione, e anche entrando nel merito dei contenuti rimaniamo in linea con questo andamento.

Il discorso di apertura del Sindaco è stato quasi di “normale amministrazione”, come se fosse possibile abituarsi a considerare normale una situazione di dissesto dell’entità di un miliardo e seicento milioni di euro. Tra le banali formule di rito e i ringraziamenti irrilevanti è stata data una sola, unica, informazione veramente significativa: arriveranno sicuramente due mensilità ai dipendenti comunali. Entro mercoledì. Altre dichiarazioni incoraggianti, ma al momento del tutto incomprensibili sono “Andremo a dare un segnale al mondo delle cooperative sociali” e “Andremo a pagare alcuni servizi essenziali”. I ‘chiarimenti’ dati in seguito non hanno portato a capirci qualcosa in più neanche di una virgola, ma la tanta prudenza è stata dettata sicuramente anche dall’attesa dell’imminente Assemblea Regionale Siciliana.

A seguire vi è stata una oggettivamente patetica sessione di domande da parte dei sindacalisti, caratterizzata da linguaggio “preistorico” e stantio, con domande molto poco puntuali, e soprattutto volte agli interessi della singola categoria che li rivolgeva. Della serie, quando si ha la possibilità di puntare alla luna ma si fissa il proprio dito. Infine il Sindaco ha fatto una breve chiusa, tentando di rispondere alle domande che gli erano state rivolte, che si era nel frattempo impegnato ad appuntare su un foglio di carta.

In un clima di questo tipo è ovvio che l’unica “concertazione” che si è in grado di creare è quella tra i membri della propria stessa ‘fazione’, che però sfortunatamente non serve a nulla ai cittadini in difficoltà.

Siamo ancora lontanissimi.