In relazione allo stato di emergenza della Regione Sicilia sulla gestione dei rifiuti, ecco gli ultimi dati ISPRA. Gli impianti non bastano e occorre rafforzare il sistema di smaltimento

In Sicilia si producono giornalmente 6200 tonnellate e la capacità di conferimento è soltanto di 4500 tonnellate, ma gli impianti di tutta la regione bastano per contrastare lo stato di emergenza?

Dai dati Ispra è emerso che su 173 impianti in 143 i rifiuti non vengono trattati. La direttiva europea del 1999 impone invece che i rifiuti, prima di essere smaltiti, devono essere trattati vale a dire prima separare l’organico prima, e poi comprimere l’indifferenziata. 

Secondo l’ultimo rapporto Ispra 2015 sulla gestione dei  rifiuti in Sicilia, che fornisce i dati aggiornati al 2014, nella regione si contano 12 discariche autorizzate per rifiuti non pericolosi che smaltiscono RU, per un totale di 1.003.302 rifiuti smaltiti. Le discariche sul territorio sarebbero così distribuite: Campobello di Mazzara e Trapani (Trapani); Castellana Sicula e Palermo (Palermo); Mazzarà Sant’Andrea (Messina); Sciacca e Siculiana (Agrigento); Gela (Caltanissetta), Catania e Motta Sant’Anastasia (Catania), Ragusa e Augusta (Siracusa).

La discarica con il più alto numero di rifiuti smaltiti sarebbe quella di Siculiana (Agrigento) con 253.793 rifiuti smaltiti (t/a), mentre quelle di Catania e Augusta contano zero rifiuti urbani smaltiti con, rispettivamente 586.518 tonnellate di rifiuti da trattamento per Catania e 37.186 tonnellate da trattamento per la discarica di Augusta. Per quanto riguarda i rifiuti speciali, il più alto numero lo detiene la discarica di Motta Sant’Anastasia, nel catanese, con 8.522 tonnellate di rifiuti speciali da trattamento.

Gli impianti di trattamento meccanico biologico della Regione Sicilia risalenti al 2014 sono due, quello di Trapani con 66.444 tonnellate di rifiuti da trattamento e, di questi, 62.446 finiscono in discarica e i restanti 586 nell’impianto di depurazione; quello di Catania conta 283.330 rifiuti da trattamento di cui 232.351 finiscono in discarica.

Per quanto riguarda gli impianti di compostaggio se ne contano 15 così distribuiti: Castelvetrano, Marsala, Trapani (Trapani); Castelbuono (Palermo); Jappolo Giancaxio e Sciacca (Agrigento); Enna; infine, Acireale, 2 ad Aci S. Antonio, Belpasso, Calatabiano, Grammichele, Misterbianco e Ramacca (Catania). Al 2014 risultano operativi tutti e 15 gli impianti con un quantitativo totale di rifiuti che ammonta a 416.967 tonnellate di cui 161.685 rifiuti trattati e prodotti in uscita 50.050 tonnellate.

Dal Piano di gestione dei rifiuti in Sicilia, si evince inoltre che i risultati della prima fase emergenziale del 22.01.99 individuarono che l’unico sistema di smaltimento dei rifiuti solidi urbani nella Regione Siciliana, ad esclusione dell’inceneritore di Pace nel Messinese, era rappresentato dalle discariche. Quelle attive erano 325, quasi in media quasi una per ognuno dei 390 comuni siciliani. Di queste soltanto 11 risultavano autorizzate, mentre le altre avevano un periodo autorizzato molto limitato necessitando di costanti verifiche e controlli prima degli eventuali rinnovi. Le discariche erano così distribuite: Agrigento(41), Caltanissetta (22), Catania (32), Enna (18), Messina (100), Palermo (62), Ragusa (12), Siracusa (20), Trapani (18).

Nel 2002  la maggioranza delle discariche attive era ancora ex art 13 del D.Lvo22/97 con autorizzazioni limitate nel tempo. Si contavano 114 discariche attive sul territorio di cui 11 autorizzate.

In conclusione, tra le 12 discariche, i 2 impianti di trattamento meccanico biologico, e i 15 impianti di compostaggio, si arriva a un totale di 29 strutture per la gestione dei rifiuti in Sicilia.

Da questi dati si evince che per l’elevato quantitativo di rifiuti le strutture sono poche e che il quantitativo di rifiuti recuperato da questi sistemi di smaltimento è minimo e questo potrebbe fare riferimento a criticità legate alla raccolta differenziata.