Non è passato molto da quando ci siamo occupati della Sicula Trasporti Srl. Oggi la società, nota alle cronache giudiziarie ed esperta nel trattamento e smaltimento di rifiuti solidi urbani, torna a far parlare di sé

La Sicula Trasporti qualche anno fa ha dato disponibilità alla Regione Sicilia per ricevere e smaltire, presso il suo vasto comprensorio industriale ubicato in contrada Codavolpe, tutti i rifiuti prodotti dagli enti che avevano difficoltà a conferire presso altri impianti.

La Piattaforma polifunzionale sita in zona Vaccarizzo, realizzata su una superficie di 140mila mq, è il primo impianto del genere nel sud Italia. Attraverso un ciclo di pre-trattamento recupera e riutilizza la maggior quantità possibile delle 650 tonnellate di rifiuti che quotidianamente viene prodotta a Catania.

Tutto molto “all’avanguardia” se non fosse che, come si sospettava, è ormai diventato impossibile vivere in circostanze simili.

Infatti, l’impianto sta creando seri danni agli abitanti della zona a causa delle emissioni di sostanze nocive nell’aria. Il forte e acre odore dovuto alla continua diffusione di queste sostanze provoca spesso bruciore agli occhi, sensazioni di nausea e molte volte vomito.

La gente del posto lamenta il cattivo odore che deriva dalla discarica in qualsiasi momento del giorno, ma è soprattutto durante la notte che “non si riesce neanche a respirare” ci racconta esausta una signora che abita proprio nelle vicinanze.

Ebbene si, a differenza di quanto si potrebbe ipotizzare, la discarica è attiva anche dopo le 18. “Le ore più turbolenti sono le 3 e 4 di notte. Più volte avvertiamo sensi di nausea mentre dormiamo. Prima l’unico odore che si percepiva era quello dei fiori e del fieno” continua la testimone.

Inoltre, la discarica-che sorge vicino a Riserve Naturali e Siti di importanza Comunitaria-produce continui rumori causati dai macchinari predisposti per la trasformazione del materiale di scarto.

Una madre racconta che molte famiglie stanno perdendo la pazienza “dopo 27 anni in questa casa siamo quasi costretti ad andare via. Molti vicini hanno già deciso di vendere. Ma chi la compra una casa qui?” 

Più volte è stato chiesto aiuto, inutilmente.

Circa venti degli abitanti del quartiere hanno firmato una petizione e inviato al Sindaco Bianco, al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri e all’Assessorato regionale Territorio e Ambiente di Palermo un esposto/denuncia per sottolineare i problemi creati dall’impianto meccanico di trattamento biologico.

Ancora oggi, però, le famiglie interessate aspettano una risposta e un intervento. 

“Non siamo tutelati e considerati, deve succedere qualcosa di più grave prima che decidano di agire?” conclude la madre preoccupata.