Come tutti sappiamo purtroppo ieri è avvenuto un incidente aereo in Etiopia. Il volo delle 8 e 38, in partenza da Adis Abeba con destinazione Nairobi, è precipitato dopo 13 minuti dal decollo, causando la morte di tutti e 157 i suoi passeggeri, tra cui 8 italiani. Tra questi abbiamo già ampiamente ricordato Sebastiano Tusa, Assessore ai beni culturali della nostra regione. Ma quali sono realmente le cause dell’incidente? Cerchiamo di fare chiarezza sulla dinamica degli eventi.

Il tipo di velivolo che ha manifestato il malfunzionamento era un BOEING 737 MAX, già protagonista di un incidente simile lo scorso ottobre in Indonesia, nel quale persero la vita 189 persone. Il “copione” della tragedia purtroppo anche in quel caso era stato molto simile: dopo solo 6 minuti dal decollo da Giacarta ecco che si verifica un guasto critico: qualsiasi tentativo da parte dei piloti si rivela intule, e l’aereo si inabissa nell’oceano.

Come è stato possibile tutto questo? Come mai ben due BOEING 737 MAX, prodotti dalla compagnia aerea indonesiana low cost Lion Air, si sono rivelati i protagonisti degli incidenti aerei più gravi degli ultimi anni? Le indagini sono in corso, la procura di Roma apre ufficialmente un’inchiesta, e nel frattempo Cina, Etiopia e Corea del Sud bloccano il decollo di questi velivoli dai loro aereoporti.

Anche in Italia si nutrono forti dubbi in merito a questo tipo di aerei, difatti Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, si è attivato già nella giornata di ieri inoltrando una richiesta formale, e oggi sferra la sua invettiva con ancora più veemenza:

“L’immobilismo delle autorità italiane è semplicemente assurdo, e Ministero dei Trasporti ed Enac devono subito bloccare la circolazione dei Boeing 737 Max 8 sul territorio italiano, sospendendo cautelarmente sui nostri scali partenze e decolli di tale modello di aereo per tutte le compagnie, così come hanno fatto molti altri paesi allo scopo di salvaguardare l’incolumità dei viaggiatori – affermano  Carlo Rienzi e Francesco Tanasi rispettivamente Presidente e Segretario Nazionale  – Se non saranno adottate misure urgenti in tal senso il Codacons, coinvolgendo anche le associazioni dei piloti e degli assistenti di volo, si farà promotore di ricorsi d’urgenza presso le sedi giudiziarie per ottenere lo stop ai Boeing 737 Max 8 sul suolo italiano, fino a che non vi saranno adeguate certezze sul fronte della sicurezza”.

L’associazione inoltre si costituirà oggi stesso parte offesa nell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma sul disastro del volo Ethiopian Airlines, nominando un proprio staff di esperti per contribuire all’accertamento dei fatti e offrendo assistenza legale ai parenti delle vittime dell’incidente.”