I Disperati della Cattedrale dimenticati dalle istituzioni catanesi. Le diciotto famiglie che occupano il Duomo da quattro mesi attendono un incontro ufficiale con il sindaco Enzo Bianco. “Le elezioni comunali si avvicinano sempre di più e a quanto pare noi siamo un problema da evitare, dichiara Aurora. Gli incontri con Marano e il Prefetto sono stati solo un tentativo per illuderci e mandarci via dalla Cattedrale il prima possibile”

La protesta delle diciotto famiglie provenienti dai quartieri di Librino, San Giorgio e Pigno continua senza sosta dal mese di novembre dello scorso anno.

I “Disagiati della Cattedrale“, conosciuti così nell’hinterland catanese, affermano di esser stati plagiati dal sindaco Enzo Bianco durante la campagna elettorale del 2013, in occasione della quale sarebbero state fatte delle promesse mai mantenute.

“Come abbiamo avuto modo di dichiarare più volte, il sindaco Bianco aveva promesso di migliorare la qualità di vita per i residenti dei quartieri periferici di Catania, dichiara Aurora. Le nostre uniche richieste sono sempre state incentrate sullo sblocco delle pratiche per l’assegnazione di un alloggio popolare e il sostegno nella ricerca di un lavoro onesto. Tutte cose per le quali nessuno dell’attuale amministrazione comunale ha mai voluto realmente aiutarci. In cinque anni di amministrazione Bianco la situazione in quartieri come Librino, Pigno e San Giorgio è drasticamente peggiorata”.

Dal mese di novembre a oggi sono stati pochi gli incontri avvenuti tra i “Disagiati della Cattedrale”, Francesco Marano, consulente per i rapporti istituzionali del sindaco Bianco, e il Prefetto di Catania durante i quali non si sarebbe riuscito a trovare un accordo. L’unico grande assente è sempre stato il primo cittadino Enzo Bianco che durante una diretta Facebook, pubblicata nella sua pagina istituzionale, ha dichiaro di comprendere il malcontento dei Disagiati e di essere pronto ad aiutarli… Ma solo nel caso in cui avessero messo fine all’occupazione della Cattedrale.

“L’ultimo incontro tenutosi con Francesco Marano è stata una nuova fregatura, basata su ipotetici aiuti che nel concreto non esistono, spiega Luca uno dei ragazzi più giovani che da novembre vive nel sagrato della Chiesa di Sant’Agata. Per le famiglie che hanno richiesto l’assegnazione di un alloggio popolare sono stati ulteriormente proposti dei buoni casa validi per 12 mesi e rinnovabili solo per un altro anno. Nel momento in cui alcuni di noi hanno chiesto informazioni agli uffici di pertinenza, nessuno degli impiegati è stato in grado di darci delle informazioni a riguardo, dato che attualmente non sarebbe possibile presentare la richiesta dei buoni casa”.

“L’aspetto più delicato riguarda i corsi formativi che dovrebbero agevolare le selezioni all’interno delle aziende locali, continua Luca. Dopo l’incontro con Francesco Marano, io insieme ad altri ragazzi, abbiamo deciso di recarci negli uffici di riferimento al fine di avere delle delucidazioni. La risposta che abbiamo ottenuto è che non vi sono ancora bandi regionali ai quali potremmo accedere per seguire i fantomatici corsi formativi”.

“Ciò che più mi dispiace è avvertire questa sensazione di abbandono da parte di un’amministrazione comunale che dovrebbe aiutare e sostenere i cittadini che ne hanno realmente bisogno, conclude il ragazzo. Io vivo in cattedrale ormai da quattro mesi e il sindaco continua a rifiutare ogni incontro ma non solo… Dopo i festeggiamenti della nostra Santa Patrona, siamo tornati in cattedrale nel tentativo d’instaurare un dialogo diretto il sindaco Bianco. A questo punto la domanda che pongo è: il nostro primo cittadino vorrà davvero ignorarci fin quando non sarà ufficialmente concluso il suo mandato?”.